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SSD con DRAM o DRAM-Less – Quale scegliere?

Se stai cercando un modo per velocizzare il tuo PC, spesso la soluzione consiste nel sostituire il vecchio Hard Disk con una memoria SSD.

Facendo un giro veloce negli store online, però, puoi renderti conto di quanti modelli ci siano e di come la scelta non sia facile.

Cambiano i formati, le specifiche, i protocolli supportati e, ovviamente, le velocità di lettura e scrittura dei dati.

Una delle decisioni principali da prendere, che può influire direttamente sulle prestazioni delle memorie, è però: SSD con DRAM o DRAM-Less?

In questa guida, proverò a rispondere a questa domanda. Vedremo nello specifico cos’è la DRAM di un SSD e a cosa serve e, soprattutto, se davvero è così necessaria. 🙂

Sei pronto? Iniziamo subito!

SSD con DRAM o DRAM-Less - Quale scegliere?

Cos’è la DRAM in un SSD e a cosa serve

Come accennato nell’introduzione, la presenza di DRAM è una delle caratteristiche a cui prestare particolare attenzione quando scegli un SSD.

Per capire cos’è la DRAM, però, l’analogia con i computer può aiutare fino a un certo punto. In entrambi i casi, si tratta di una porzione di memoria velocissima a cui il processore può accedere per migliorare le prestazioni del sistema.

Ma le similitudini finiscono qui.

Se infatti in un PC la RAM serve a memorizzare di volta in volta i dati, per quanto riguarda gli SSD le cose non vanno in questo modo.

Come abbiamo visto nella guida approfondita su come funziona un SSD, il controller predispone la scrittura e la lettura dalle celle di memoria NAND Flash.

Al contrario di quanto avviene in un normale Hard Disk, il sistema cerca di distribuire i dati in modo uniforme fra le pagine.

L’obiettivo di questa modalità di scrittura è quella di “usurare” le celle di memoria in modo uniforme e preservare, così, la durata dell’unità.

Ma allora a cosa serve la DRAM in un SSD?

Nella DRAM di un SSD non si memorizzano i file in attesa di scrittura, ma i dati di mappatura con le posizioni dei file sulle celle NAND Flash.

In questo modo, quando il controller vuole leggere dei dati particolari, può accedere alla DRAM e recuperare molto più velocemente la loro posizione.

Di conseguenza, l’esperienza d’uso dell’SSD è più fluida e non va incontro a ulteriori colli di bottiglia.

In pratica, evita rallentamenti non necessari nelle operazioni di recupero dei file. 😉

Se vuoi saperne di più su questo argomento, ti consiglio di leggere anche la guida su come scegliere un SSD. Oltre alla memoria DRAM, infatti, ci sono tante altre caratteristiche da considerare per un acquisto consapevole. 😉

Vantaggi e svantaggi degli SSD con DRAM

Se pensi all’evoluzione delle unità SSD, nel giro di pochi anni si è passati dagli SSD SATA da 2,5 pollici agli SSD M.2 PCIe NVMe.

Le due tipologie sono completamente differenti per:

  • formato, ossia 2,5 pollici vs M.2;
  • interfaccia, ossia SATA vs PCI-Express;
  • protocollo, ossia AHCI vs NVMe.

In entrambi i casi, però, puoi trovare modelli che dispongono di una cache DRAM e modelli che invece ne sono sprovvisti.

Nel primo gruppo rientrano solitamente gli SSD top di gamma. Il Samsung 870 EVO e il SanDisk Ultra sono SSD SATA con DRAM, e allo stesso modo gli SSD PCIe NVMe Crucial P5 Plus e il WD Black SN850.

Nel secondo gruppo invece ci sono unità più economiche ed entry level. Pensa al Kingston A400 e al Kingston NV1, rispettivamente da 2,5 pollici ed M.2.

Il principale vantaggio degli SSD con cache DRAM è quello di poter raggiungere migliori prestazioni in lettura e scrittura e, soprattutto, mantenerle nel tempo.

Come puoi immaginare, però, c’è l’altro lato della medaglia che parla di un costo più alto. Se al quadro specifico aggiungi il marchio, le funzionalità, la cache SLC e l’affidabilità, il prezzo di vendita sale.

E non di poco.

Nonostante ciò, gli SSD con DRAM sono la scelta migliore se sta assemblando un sistema che:

  • lavorerà su grandi quantità di dati e file ingombranti;
  • non può permettersi avere colli di bottiglia.

Per esempio, pensa a una configurazione da gaming con componenti high end, o un computer dove dovrai scrivere e leggere file di continuo.

In misura minore, poi, la presenza della cache DRAM influisce anche sui tempi di avvio di Windows. 😉

Vantaggi e svantaggi degli SSD DRAM-Less

Abbiamo visto che la cache DRAM è il componente di un SSD deputato alla memorizzazione dei dati di mappatura.

Serve al controller per capire più velocemente dove sono archiviati i dati nelle tantissime celle di memoria NAND Flash.

Ma allora in un SSD DRAM-Less dov’è situata la mappa dei dati?

In questo caso, i metadati vengono memorizzati direttamente sulle celle di memoria. Nello specifico, in una porzione della NAND Flash che viene utilizzata a questo scopo, un po’ come avviene per la cache SLC.

Purtroppo, in questo modo le celle si usurano prima rispetto alle controparti con DRAM, motivo per il quale anche la garanzia di un SSD DRAM-Less dura meno.

Gli SSD senza DRAM non hanno però soltanto svantaggi. Dall’altro lato, infatti, queste unità senza cache di memoria costano molto meno delle alternative.

Inoltre, sono comunque più veloci dei tradizionali Hard Disk e possono velocizzare spendendo poco un computer datato. In un certo senso: poca spesa tanta resa. 😉

SSD DRAM-Less o con DRAM: quale scegliere?

Quale scegliere allora fra le due alternative? Dopo aver visto i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le tipologie, è possibile dare un parere più consapevole.

La risposta breve alla domanda del titolo è:

  • se vuoi prestazioni migliori e affidabilità più lunga, scegli un SSD con DRAM;
  • se hai un budget contenuto e vuoi una velocità comunque superiore agli HDD, scegli un SSD DRAM-Less.

Ma non è tutto qui.

A determinare le performance di un SSD in lettura e scrittura intervengono anche il controller e la tipologia delle memorie NAND Flash.

Se per esempio il produttore è lo stesso per entrambi, come fa spesso Toshiba, allora l’integrazione fra le due componenti sarà migliore.

Di conseguenza, sentirai meno l’assenza di una cache DRAM. Al contrario, con produttori diversi la mancanza della DRAM influenzerà maggiormente le prestazioni.

Anche la tipologia di memoria conta, pur non considerando il controller.

Le NAND Flash 2D degli SSD DRAM-Less portano a performance superiori soltanto a quelle degli Hard Disk. Con le NAND Flash 3D, invece, l’impatto è minore. 😉

Infine, dovrai anche considerare l’utilizzo che fai del computer al cui interno monti un SSD con DRAM o senza.

Infatti, per dare nuova vita a un portatile o a un vecchio computer che hai trasformato in NAS, un SSD DRAM-Less può anche andare bene.

La scelta ideale è invece un SSD con cache DRAM per macchine che usi ogni giorno e in cui effettui molte operazioni di lettura e scrittura. 😉

Conclusioni

Come hai visto, le differenze fra SSD con DRAM ed SSD DRAM-Less influenzano direttamente le prestazioni e l’affidabilità di una memoria a stato solido.

Benché la scelta ottimale siano sempre i primi, in alcuni casi anche i secondi possono andare bene. Alcuni modelli, infatti, spesso costano molto meno rispetto alle alternative e possono andare bene per esigenze specifiche.

Se vuoi saperne di più, dai pure un’occhiata alla guida sui migliori SSD oggi disponibili, sia SATA che PCIe NVMe. 😉

Per qualsiasi dubbio o consiglio, invece, scrivi un commento qui sotto!

Matteo Zigliani
Matteo Ziglianihttps://robadainformatici.it
CEO & Founder di www.robadainformatici.it, vivo l'informatica come una passione. Di giorno aiuto le persone a sfruttare la tecnologia a proprio favore, nel tempo libero condivido queste fantastiche conoscenze in questo spazio, con il resto della rete.

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