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Configurare NAS – Come si fa?

Se hai bisogno di conservare e aprire velocemente i tuoi file, hai sostanzialmente tre alternative:

  • la memoria locale del tuo computer o un hard disk esterno;
  • utilizzare un servizio di cloud, come Google Drive;
  • archiviare i dati in un NAS o Network Attached Storage, letteralmente “memoria collegata in rete”.

Il primo metodo rappresenta senza dubbio la scelta più veloce, mentre il secondo è comodo per la possibilità di accedere ai tuoi file ovunque.

Sebbene sia meno conosciuto, il terzo metodo però presenta diversi vantaggi.

Da una parte, infatti, hai tutti i tuoi dati in un dispositivo fisico di cui controlli ogni impostazione, il NAS appunto.

Dall’altra parte, invece, puoi comunque accedere ai file da qualsiasi computer collegato alla tua rete LAN e – in particolari casi – anche da Internet.

In pratica, si tratta di un cloud personale e privato, con tutte le conseguenze del caso. 🙂

Ma come si configura un NAS? Quali sono le procedure corrette? Quali gli step per l’installazione di un NAS?

Scoprilo nella guida completa! 😉

Configurare NAS - Come si fa?

Come installare NAS – Guida completa

A vederlo dall’esterno, un NAS può sembrare un dispositivo anonimo. In molti casi, è un semplice parallelepipedo con alcuni LED sul frontale e delle porte LAN o USB nella parte posteriore.

Tuttavia, si tratta di un vero e proprio computer che, una volta configurato, funziona come server collegato alla tua rete.

Infatti, non soltanto potrai archiviare i tuoi dati, ma anche usarlo come Media Center, vedere i video e i film in streaming, condividere i file e molto altro.

Prendi per esempio un modello come il TerraMaster F2-210: il suo design essenziale già permette di capire quali sono i requisiti della configurazione. In breve:

  • numero e tipologia degli Hard Disk da utilizzare;
  • montaggio delle memorie nelle slitte corrispondenti;
  • collegamento in rete tramite LAN e cavo Ethernet.

Vediamo nel dettaglio quali sono le fasi dell’installazione e come si configura il software per la memorizzazione dei file. 😉

Hard Disk per NAS: come sceglierli?

Se stai pensando di acquistare un NAS, avrai già visto che nella maggior parte dei casi nel kit non sono compresi gli Hard Disk.

La tentazione è di usare dei vecchi modelli che ti ritrovi in casa, oppure di acquistarne un paio su Amazon, senza prestare particolare attenzione alle loro caratteristiche.

In realtà, gli Hard Disk per NAS sono dispositivi diversi da quelli che siamo abituati a vedere e che usavamo prima degli SSD. Nello specifico, sono ottimizzati per:

  • operare 24 ore su 24, in maniera continua;
  • consumare meno;
  • sfruttare tecnologie come il RAID;
  • velocizzare l’utilizzo quotidiano del NAS, per esempio nello streaming.

Se quindi dovrai impiegare il tuo archivio in rete soltanto per memorizzare file di testo, da richiamare di tanto in tanto, allora un HDD tradizionale va pure bene.

Tuttavia, per tutte le altre applicazioni ti consiglio i migliori Hard Disk per NAS. Ne troverai diversi, e a diversi prezzi, ma tutti pensati per essere inseriti in un Network Attached Storage. 😉

Installare i dischi rigidi nel NAS

Dopo aver scelto gli HDD, è arrivato il momento di inserirli all’interno del NAS. Ogni modello ha un suo sistema particolare, ma in generale dovrai:

  • rimuovere la parte frontale del NAS, che di solito è avvitata o a scorrimento;
  • estrarre le slitte dagli alloggi del dispositivo;
  • fissare ciascun disco rigido a una slitta, con le viti in dotazione;
  • reinserire il tutto all’interno del NAS.

Una volta effettuata questa operazione, in realtà abbastanza semplice, potrai richiudere il tutto e passare alla fase che riguarda i collegamenti.

Collegare il NAS: come si fa?

Al fine di assicurare una trasmissione del segnale al riparo da lag o problemi dovuti alla rete wireless, un NAS si collega tramite il cavo Ethernet.

Da questo punto di vista, assume una grande importanza la tipologia delle porte, che influenza direttamente la velocità di trasferimento. Nei dispositivi di oggi, ne puoi trovare di tipo:

  • Fast Ethernet, con una velocità fino a 100 Mbps;
  • Gigabit Ethernet, che può arrivare fino a 1000 Mbps o 1 Gbps.

Ovviamente, il secondo tipo è più veloce. Ma puoi stare tranquillo: nella maggior parte dei NAS che puoi acquistare negli store online ormai ci sono soltanto porte Gigabit Ethernet. 😉

La medesima differenza si applica anche alla porta LAN del router. Alcuni modelli più economici, come il Tenda AC6, dispongono infatti di LAN Fast Ethernet.

Non vanno malissimo, e saranno comunque in grado di supportare un trasferimento fino a 12,5 MB/s, però c’è di meglio.

Già un dispositivo come il D-Link DSL-3788 ha porte LAN Gigabit Ethernet, aspetto che permette uno streaming migliore, nonché velocità fino a 125 MB/s. 🙂

Per collegare il NAS al router dovrai utilizzare quindi un cavo Ethernet: Cat 5e o Cat 6 andrà benissimo.

Un capo andrà nella porta LAN del NAS, mentre l’altro andrà in una porta LAN del router o del modem router.

Fatto questo, potrai finalmente accendere il dispositivo e iniziare la configurazione vera e propria. 😉

Come configurare il NAS?

In quanto dispositivo collegato alla rete privata, a grandi linee la configurazione del NAS inizia come quella di un router, una telecamera IP, un access point qualsiasi.

Dopo averlo collegato alla LAN e una volta acceso, dovrai aprire un browser sul tuo computer e digitare l’indirizzo IP del dispositivo. In seguito, dovrai anche inserire la username e la password.

In pratica: si entra nell’interfaccia di un NAS allo stesso modo in cui si entra nel router. 😉

Dal pannello di gestione, potrai quindi:

  • creare cartelle e utenti;
  • condividere i tuoi file;
  • avviare le telecamere a IP;
  • inizializzare gli Hard Disk;
  • attivare il RAID fra i dischi rigidi per proteggere i file.

In breve, potrai gestire tutte le funzioni del dispositivo da ogni computer collegato alla rete.

Tuttavia, spesso il sistema operativo già equipaggiato da un NAS non è alla sua versione più recente. Nella migliore delle ipotesi, ha meno funzioni; nella peggiore, è meno fluido e più complesso. 🙂

Per questo, molti NAS permettono di aggiornare il sistema operativo direttamente nella fase di configurazione. Vediamo quali sono i casi più diffusi.

Come configurare NAS Synology

Il sistema operativo sviluppato da Synology per i suoi NAS si chiama DSM, acronimo per DiskStation Manager

Oltre che per la qualità dei suoi dispositivi, come il sempre apprezzato Synology DS220J, l’azienda taiwanese è anche famosa per la fluidità e la completezza dei suoi software.

Per questa ragione, dopo aver acquistato un NAS Synology è una buona idea aggiornare il sistema operativo all’ultima versione disponibile.

Puoi effettuare l’installazione direttamente dal browser Web del tuo computer, seguendo questi passaggi:

  • apri il browser e collegati all’indirizzo find.synology.com;
  • attendi che si apra il Web Assistant di Synology e che individui la tua unità NAS;
  • accertati che lo stato del dispositivo sia “Non installato”;
  • fai clic su “Connetti” per avviare l’installazione del DSM.

Fatto questo, dovrai soltanto seguire le istruzioni presenti a schermo, e avrai aggiornato il sistema operativo del NAS. 😉

Come configurare NAS QNAP

Altro brand di riferimento per i NAS è QNAP, azienda di Taiwan fondata nel 2004. L’installazione del suo sistema operativo, chiamato QTS, avviene in maniera simile a quanto abbiamo visto per Synology.

In pratica, dovrai andare sul sito ufficiale di QNAP e scaricare il software Qfinder Pro, compatibile con Windows, MacOS e Linux.

Il suo scopo è quello di trovare il NAS collegato alla rete – assicurati quindi che quest’ultimo e il tuo computer siano connessi alla medesima LAN – e quindi installare il software più recente. 😉

Dopo aver effettuato l’aggiornamento, potrai iniziare a gestire i dischi rigidi, cambiare le credenziali di accesso e cominciare finalmente a memorizzare i tuoi dati. 😉

Come configurare NAS TerraMaster

Anche per i NAS prodotti da TerraMaster dovrai scaricare un piccolo software che ti guiderà nel corso della configurazione.

Per farlo, vai sulla pagina del sito ufficiale dedicata ai download e compila i due campi con il tipo di dispositivo e il modello, per esempio il TerraMaster F2-221.

A download effettuato, avvia l’applicazione e segui le istruzioni, che comprendono anche la configurazione degli Hard Disk e il RAID.

Se dovesse bloccarsi, spegni il NAS e chiudi il software, quindi riavvia entrambi e prosegui con l’installazione.

Come ti ho segnalato nelle recensioni dei modelli di questo brand, la strada da fare nella cura delle loro applicazioni per NAS è ancora lunga.

In ogni caso, una volta terminata l’installazione avrai a disposizione il sistema TOS, che comunque risulta fluido e completo. 🙂

Conclusioni

Come hai potuto vedere, nella configurazione di un NAS ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione.

Tuttavia, organizzare bene tutto il processo di installazione può darti una mano a semplificare la procedura. 🙂

Ogni step è abbastanza semplice e non richiede particolari nozioni ma soltanto un po’ di attenzione per evitare errori.

Se però dovessi avere ancora dei dubbi su cosa fare, scrivi pure la tua domanda nei commenti! 😉

Se invece stai ancora cercando un NAS per l’ambiente domestico o lavorativo, qui trovi i migliori! 😉

Matteo Ziglianihttps://robadainformatici.it
CEO & Founder di www.robadainformatici.it, vivo l'informatica come una passione. Di giorno aiuto le persone a sfruttare la tecnologia a proprio favore, nel tempo libero condivido queste fantastiche conoscenze in questo spazio, con il resto della rete.

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