Collegare il monitor al PC sembra una di quelle operazioni semplici, quasi banali, che tutti sanno fare. In fondo, basta collegare un cavo allo schermo e l’altro al case, giusto?
Ecco, non proprio.
La verità è che quando scegli un monitor per PC, dai modelli più semplici a quelli dedicati al gaming, puoi trovarti davanti porte, cavi e possibilità diverse. E scegliere quella giusta non è facile.
In questa guida, vedremo quindi come collegare il monitor al PC e quale porta scegliere per farlo, con particolare attenzione alle differenze fra una soluzione e l’altra.
Come puoi immaginare, non si tratta soltanto di cambiare il cavo, ma di trovare il modo migliore per sfruttare il tuo nuovo (o vecchio) monitor PC.
Nel corso dei prossimi paragrafi, ti mostrerò le diverse alternative a tua disposizione, con qualche consiglio per le situazioni più particolari che potresti incontrare.
Iniziamo subito! 🙂

Contenuti dell'articolo
Come collegare il monitor al PC tramite cavo
Partiamo subito da quello che è il caso principale, più diffuso e anche migliore per la stabilità del segnale video. Insomma: come collegare il monitor al PC tramite cavo?
Innanzitutto, la domanda dovrebbe essere “quale cavo”, e soltanto in seguito le modalità giuste per farlo. 😉
Da questo punto di vista, ad oggi il collegamento può avvenire tramite:
- VGA;
- DVI;
- HDMI;
- DisplayPort;
- USB-C.
Vediamoli in dettaglio!
VGA
Il VGA, o Video Graphics Array, è uno standard per il segnale video che IBM ha introdotto nel 1987.
Per lungo tempo ha costituito l’unico modo di collegare il PC al monitor, ma oggi è quasi scomparso, sostituito da alternative più recenti e adatte ai bisogni contemporanei.
Si tratta di una tecnologia analogica, in cui il segnale video viene trasmesso tramite onde elettriche che possono essere disturbate facilmente da altri cavi o dispositivi elettronici.
Per questa ragione, nonostante il VGA arrivi anche alla risoluzione 1920 x 1200 pixel, lo standard non è più così diffuso.
Se però hai un monitor economico e vuoi sfruttare questa modalità di collegamento, il mio consiglio è di scegliere un cavo di buona qualità, come per esempio questo Rankie. 😉
Nota: può succedere di trovare la dicitura “cavo D-SUB” o “ingresso D-SUB”: non preoccuparti, è il nome del connettore video.
DVI
Il DVI, o Digital Visual Interface, ha costituito il primo approccio alla trasmissione digitale del segnale video dal PC al monitor.
Di solito, il cavo è molto più largo rispetto a quello VGA, ma si presenta in diverse varianti che possono generare una certa confusione. O persino frustrazione, quando non c’è compatibilità fra porta e connettore.
Ecco allora i vari tipi di cavo DVI:
- DVI-A, solo analogico e di fatto un cavo VGA con un connettore diverso dal solito;
- DVI-D, solo digitale nonché versione più diffusa oggi;
- DVI-I, integrato digitale e analogico, il più versatile nonché il più diffuso fino a qualche anno fa.
In effetti, per lungo tempo il DVI ha costituito il modo principale per collegare il monitor al PC, anche in relazione al gaming.
La versione Dual Link del DVI-D supporta per esempio risoluzioni fino a 2560 x 1600 pixel e refresh rate fino a 144 Hz. Un ottimo esempio è questo cavo BENFEI.
Ma la tecnologia ha un difetto che si è dimostrato decisivo: non trasporta anche il segnale audio, motivo per cui le si preferisce l’HDMI. 🙂
HDMI
Arriviamo allo standard universale di oggi: se stai cercando di capire come collegare il monitor al PC, nella maggior parte dei casi lo farai tramite HDMI.
In effetti, l’High-Definition Multimedia Interface è una soluzione “tutto in uno” che permette di connettere monitor, TV, console da gioco, PC e mini PC, portatili e all in one. E così via.
Un cavo HDMI può trasportare anche il segnale audio, e quindi risulta perfetto per tantissime situazioni diverse.
Rimane soltanto un problema: quale cavo HDMI? Ad oggi, i più diffusi sono:
- HDMI 1.4. Fino a poco tempo fa era dappertutto, perché offre il pieno supporto alla risoluzione Full HD e supporta anche il 4K a 30 Hz. Ma si può fare di meglio.
- HDMI 2.0. Oggi è lo standard più diffuso, perché supporta la risoluzione 4K fino a 60 Hz e quindi è perfetto per i monitor 4K dedicati al lavoro e alla produttività. Non al gaming però.
- HDMI 2.1. Lo standard più recente, che arriva al 4K a 120 Hz e supporta persino la risoluzione 8K, che si diffonderà ancora di più nel prossimo futuro.
Ciò vuol dire che no, non puoi scegliere il primo cavo HDMI che trovi: le prestazioni variano di molto, e potresti vanificare l’investimento in un monitor di altissima fascia. 😉
Una buona soluzione, anche per via del costo, è questo cavo UGREEN.
DisplayPort
A differenza dello standard HDMI, molto più versatile, il DisplayPort è ottimizzato per collegare un monitor al PC. E sfruttarlo al massimo.
Infatti, la tecnologia DP è stata progettata specificamente per l’informatica, in modo da:
- gestire meglio le alte frequenze di aggiornamento richieste nel gaming;
- supportare in modo nativo tecnologie come il G-Sync di NVIDIA e il FreeSync di AMD;
- consentire una funzione chiamata daisy chaining.
In quest’ultimo caso, se stai cercando di collegare due monitor al PC, tramite DisplayPort potrai collegare il PC al primo monitor e poi il primo monitor al secondo. Usando un solo cavo dal computer.
Anche nel caso del DisplayPort ci sono diverse versioni, che spesso offrono esperienze completamente diverse:
- DP 1.2. La versione ormai considerata “basilare”, che ha una banda dati di 17,28 Gbps assicura compatibilità con il 4K a 60 Hz. Ma non supporta l’HDR in modo nativo.
- DP 1.4. Supporta il 4K a 144 Hz e oltre senza compressione, o anche la risoluzione 8K a 60 Hz con compressione DSC, e supporta la tecnologia HDR.
- DP 2.1. Standard più recente, in grado di arrivare al 4K a 240Hz e al 16K a 60 Hz, grazie alla banda dati di 77,37 Gbps. Ancora è poco diffuso, ma lo sarà molto di più in futuro.
Se quindi oggi può anche valere la pena acquistare un cavo DisplayPort 1.4, il mio consiglio è di valutare direttamente un cavo DisplayPort 2.1. Come questo Sniokco.
Nota: rispetto ai cavi HDMI, i cavi DP hanno un sistema di sicurezza che li aggancia alla porta, una volta inseriti. Ricorda di premere il pulsantino sul connettore prima di tirare, per evitare problemi al monitor o alla scheda video. 😉
USB-C
Negli ultimi anni si è fatto un grandissimo sforzo per rendere il connettore USB-C il più diffuso per la ricarica dei dispositivi, il trasferimento dei file, il trasporto del segnale video e audio.
Per quanto riguarda le modalità che permettono di collegare il monitor al PC, si tratta a tutti gli effetti del futuro. Grazie soprattutto a due tecnologie:
- DisplayPort Alt Mode. Questa tecnologia permette di riassegnare alcuni dei pin di un cavo USB-C compatibile per il trasporto del segnale DP. In questo modo, se anche la porta del PC è compatibile, potrai anche alimentare le porte USB del monitor e ricaricare lo stesso PC. Tutto con un cavo.
- Thunderbolt. Se USB-C indica il connettore, Thunderbolt è la tecnologia che permette il trasferimento di enormi quantità di dati, e in questo caso anche del segnale video. Il suo vantaggio enorme è quello di connettersi direttamente al bus del PC, permettendo anche la connessione di GPU esterne.
Dal punto di vista dei monitor, per sfruttare il DisplayPort Alt Mode dovrai cercare una porta USB-C con l’indicazione di una DP. Per il Thunderbolt, accanto alla porta USB-C troverai un piccolo fulmine stilizzato.
Nel primo caso, le prestazioni dipendono dallo standard DisplayPort della porta USB-C, mentre nel secondo caso dallo standard Thunderbolt.
Per farti un esempio, il Thunderbolt 4 garantisce una velocità minima di 40 Gbps che, con il nuovo Thunderbolt 5, arriverà a 120 Gbps. 😉
Va da sé che anche in questo caso, e forse soprattutto in questo caso, la scelta del cavo sarà determinante: un esempio è questo Silkland.
Come collegare il monitor al PC: casi particolari
La situazione che abbiamo appena visto è la più tradizionale: per collegare il monitor al PC bisogna collegare un cavo, appunto, dal monitor al PC. E basta.
Nei prossimi paragrafi, invece, vedremo alcuni casi particolari che possono tornarti utili in più occasioni, dalla connessione tramite WiFi a qualcosa di più “esotico”.
Andiamo con ordine! 🙂
Collegare il monitor al PC tramite WiFi
Viviamo in un mondo wireless, quindi è naturale pensare di poter collegare anche il monitor al PC senza utilizzare cavi. In effetti, la tecnologia esiste ed è compatibile con i principali sistemi operativi, per esempio:
- Miracast, per Windows e Android;
- AirPlay, per i dispositivi Apple;
- Google Cast, per Chromecast e Android TV.
Come puoi immaginare, la connessione non può avvenire con un normale monitor sprovvisto di WiFi, ma soprattutto con smart TV.
Fra i pro ci sono senza dubbio la comodità e l’assenza di cavi in mezzo alla stanza, ma sono i contro a far riflettere:
- latenza insostenibile per qualsiasi cosa che non sia la carrellata di foto delle vacanze;
- qualità dei fotogrammi a schermo compressa per limitare l’uso di banda wireless;
- scarsa stabilità del segnale per via di interferenze e cali di prestazioni.
Insomma, se stai cercando di capire come collegare il monitor al PC tramite wireless, la mia risposta è: meglio il cavo. Le alternative sono tantissime. 😉
Collegare il monitor al PC portatile
Se lavori da casa, quasi sicuramente vorrai collegare al portatile il tuo monitor, grande e leggibile, in modo da ridurre l’affaticamento.
Con un laptop moderno e un display sufficientemente recente, scegli senza problemi una connessione tramite USB-C o HDMI.
E negli altri casi?
Magari hai un portatile con soltanto la porta USB-C e un monitor più “tradizionale”, con soltanto HDMI o DisplayPort.
In questo caso, avrai necessariamente bisogno di un adattatore apposito, come questo UGREEN.
Altra soluzione consiste nella scelta di un hub USB in grado di gestire anche il segnale video. Ricorda però che questi ultimi possono sviluppare temperature elevate e portare anche a spegnimenti improvvisi del monitor.
Meglio scegliere i migliori hub USB adatti allo scopo. 😉
Collegare il monitor portatile al PC
I monitor portatili sono diventati estremamente popolari negli ultimi anni, e per ottime ragioni. Offrono buone prestazioni, sono leggeri e sottili, puoi alimentarli direttamente dalle porte USB-C del computer portatile.
Ma come collegarli?
Molti di questi modelli offrono diverse possibilità, fatte per adattarsi a quante più situazioni:
- alimentazione completa tramite USB-C con DP Alt Mode;
- alimentazione tramite USB-C del laptop e collegamento con HDMI;
- collegamento con HDMI e alimentazione tramite USB-C esterna.
Molto dipende dal tuo portatile e anche dagli schermi che sceglierai: qui trovi la guida ai migliori monitor portatili, per farti un’idea più precisa. 🙂
Collegare due monitor al PC
Anche se molti preferiscono i monitor ultrawide, le configurazioni dual monitor sono ancora oggi apprezzate per la versatilità che offrono.
Per sfruttare questa possibilità dovrai avere due uscite video sulla scheda grafica o sulla scheda madre. In alternativa, con DisplayPort e Thunderbolt potrai anche sfruttare il daisy chaining.
Una volta effettuato il collegamento, è bene stabilire subito in quale rapporto saranno i due schermi. Su Windows puoi scegliere se duplicare quello che vedi o estendere il desktop sul secondo monitor.
Per maggiori informazioni, ti rimando alla guida su come collegare due monitor al PC. 😉
Come collegare due PC al monitor
Un caso raro, è vero, però può anche essere utile. Magari hai un PC per il lavoro e uno per il gaming, o ancora un PC casalingo e un mini PC che porti con te, e allora ha senso voler collegare entrambi allo schermo.
Cosa fare?
Di norma, i monitor hanno almeno due porte che puoi sfruttare con prestazioni simili: due HDMI, o una HDMI e una DisplayPort, e così via.
Se però il tuo display ha anche lo switch KVM, potrai utilizzare la stessa tastiera e lo stesso mouse per entrambi i computer, con la pressione di un singolo tasto.
Ma si tratta di una funzionalità presente soltanto nei migliori monitor PC, in particolar modo di fascia alta.
Conclusioni
Eccoci arrivati alla fine di questa guida: adesso sai come collegare un monitor al PC e quali cavi scegliere. Per non parlare dei casi più “particolari”. 🙂
In generale, anche se esistono casistiche molto diverse fra loro, il mio consiglio è di scegliere:
- DisplayPort o HDMI 2.1 per il gaming;
- USB-C o HDMI 2.0 per il lavoro e l’ufficio;
- VGA o DVI per un vecchio monitor.
Per il resto, scrivi pure un commento qui sotto se hai bisogno di un consiglio o hai un dubbio: troveremo insieme la risposta.
Se invece stai cercando attivamente un monitor, qui puoi trovare tutte le guide del blog su quali sono i migliori monitor offerti dal mercato! 😉