Scegliere un monitor ultrawide vuol dire avere a disposizione uno spazio di lavoro che, semplicemente, non ha paragoni con quello dei monitor tradizionali.
È più o meno la differenza fra una piccola scrivania disordinata e un ufficio spazioso, in cui tutto ha il suo posto ed è ben ordinato.
Non si tratta soltanto di una scelta estetica, quanto di una decisione che implica anche un approccio diverso.
Ora, non tutti i monitor ultrawide sono uguali, e modelli diversi servono per diversi utilizzi, come per esempio il gaming o il lavoro. Quale acquistare allora?
Per rispondere alla domanda, nella guida che stai per leggere vedremo da vicino come scegliere un monitor ultrawide.
Dalla sua reale utilità oggi alle caratteristiche principali, ti accompagnerò passo dopo passo per trovare il modello perfetto per te.
Iniziamo subito! 😉

Contenuti dell'articolo
A cosa serve oggi un monitor ultrawide?
Fino a qualche anno fa, i monitor ultrawide erano dispositivi pensati per una nicchia di appassionati ma poco diffusi sulle scrivanie dei più.
Oggi la situazione è decisamente diversa, e sempre più persone scelgono di abbandonare i classici display 16:9 a favore di un form factor più spazioso. 🙂
A cosa serve oggi un monitor ultrawide, allora? Principalmente per:
- multitasking, perché permette di affiancare diverse finestre di lavoro senza doverne ridurre le dimensioni o peggiorare l’esperienza complessiva;
- editing video, perché l’area di lavoro supplementare permette di visualizzare l’intero progetto senza passare da una finestra all’altra, o da un monitor all’altro;
- gaming, ambito in cui i monitor ultrawide offrono un’esperienza semplicemente inarrivabile per le altre tipologie di monitor.
La scelta insomma dipende da più fattori e, proprio per questa ragione, capire quali sono è fondamentale. 🙂
Dual monitor o monitor ultrawide?
Prima ancora di vedere nello specifico come scegliere un monitor ultrawide, ha pertanto senso valutare una distinzione “a monte” della questione.
Insomma, cosa scegliere fra una configurazione dual monitor e un monitor ultrawide? La domanda è tutt’altro che banale, perché:
- nel primo caso avrai due monitor (auspicabilmente identici) messi uno accanto all’altro per avere più spazio di lavoro;
- nel secondo caso avrai un unico monitor che offre di default un’area di lavoro più ampia, e necessita di un unico collegamento al PC.
Dalla parte dei dual monitor c’è quindi una certa flessibilità nell’organizzazione, per non parlare del prezzo che spesso è competitivo, alle giuste condizioni. 🙂
Dalla parte dei monitor ultrawide c’è invece un setup molto più pulito e una maggiore semplicità di installazione, ma anche una continuità visiva nel gaming e nel lavoro, che migliora l’esperienza complessiva.
Tutto ciò per dire che sia le configurazioni dual monitor sia i monitor ultrawide hanno il loro senso e rispondono a esigenze ben precise.
Se vuoi approfondire questo aspetto, ti rimando alla guida dedicata con le differenze, i pro e i contro di entrambe le soluzioni.
Per vedere più da vicino come scegliere un monitor ultrawide, invece, continua a leggere questa guida! 🙂
Come scegliere un monitor ultrawide
Eccoci arrivati alla parte della guida che deve rispondere alla domanda del titolo: insomma, come scegliere un monitor ultrawide?
Nei prossimi paragrafi, ti parlerò delle principali caratteristiche a cui fare attenzione e a come interpretarle nell’ottica della scelta. Nello specifico, vedremo:
- rapporto e curvatura;
- risoluzione del display;
- tipo di pannello utilizzato;
- caratteristiche tecniche;
- porte disponibili;
- funzionalità avanzate.
Andiamo con ordine!
Rapporto e curvatura
Per monitor ultrawide si intende un monitor che presenta un rapporto diverso dal cassico 16:9. Si tratta di un rapporto “ultra-largo” o, appunto, ultrawide. 🙂
In relazione al form factor, esistono due tipologie di monitor ultrawide:
- 21:9, ossia il miglior compromesso fra l’area di lavoro del display e l’ingombro complessivo sulla scrivania. Puoi considerare un monitor ultrawide da 29 pollici come un monitor widescreen da 24 pollici con il 30% circa di spazio in più.
- 32:9, ossia il rapporto ideale per chi lavora con tantissime finestre o usa i simulatori di guida. Si tratta di un display largo esattamente il doppio rispetto a un monitor widescreen 16:9 che ha la stessa altezza.
In entrambi i casi, ma soprattutto nel secondo, ti servirà una scrivania adeguata in larghezza e profondità: qui trovi le migliori scrivanie da gaming per saperne di più. 😉
Un discorso diverso riguarda la curvatura, che è fondamentale nei monitor ultrawide, soprattutto se hanno un rapporto elevato o una diagonale da almeno 34 pollici.
Con uno schermo largo, infatti, i bordi tendono ad allontanarsi dai tuoi occhi, e pertanto è importante avere un display curvo per evitare affaticamenti.
Da questo punto di vista, la curvatura può essere di:
- 1000R, una curvatura accentuata ideale per il gaming, perché avvolge l’occhio e migliora l’immersione;
- 1500R, una curvatura dolce che accompagna meglio l’occhio ed è perfetta anche per film e serie TV;
- 1800R, una curvatura ottima per l’ufficio, che permette di tenere sotto controllo tutta l’area di lavoro.
Così intesa, la curvatura rappresenta l’arco di una circonferenza il cui raggio si misura in mm: più è alto il valore e più la circonferenza sarà grande.
Di conseguenza, più dolce sarà la curvatura del monitor. 😉
Risoluzione del display
Per scegliere il monitor ultrawide adatto alle tue esigenze, non conta conoscere soltanto il rapporto, la diagonale o la curvatura.
Altrettanto importante è la risoluzione del display, quel parametro che indica qual è la definizione delle immagini sullo schermo.
E come puoi immaginare, avere un monitor grande ma una risoluzione bassa non può far bene all’esperienza d’uso. 🙂
Ecco allora quali sono le risoluzioni più utilizzate per i monitor ultrawide:
- WFHD o Wide Full HD, da 2560 x 1080 pixel, ossia un Full HD allungato che può andare bene con un monitor da 29 pollici, o al massimo da 34;
- UWQHD o Ultra Wide Quad HD, da 3440 x 1440 pixel, la risoluzione perfetta per i monitor ultrawide dai 29 ai 34 pollici, e spesso anche per quelli superiori;
- DQHD e 5K2K, risoluzioni più estreme pensate rispettivamente per i monitor ultrawide 32:9 e per i modelli 4K allungati, rivolte ad tech enthusiast e professionisti.
Il mio consiglio è di bilanciare le tue preferenze sulla risoluzione con il budget a tua disposizione e con le altre componenti del computer.
Un monitor da 29 pollici è infatti un monitor da 24 allungato di un terzo e, ugualmente, un monitor da 34 pollici è un monitor da 27 allungato di un terzo.
Ciò vuol dire che il 1080p andrà bene in entrambi ma meglio nel primo e, allo stesso modo, il 1440p andrà bene in entrambi ma è più indicato con il secondo. 😉
Tipo di pannello utilizzato
Altrettanto importante è anche la scelta del pannello, ossia del display vero e proprio che avrà il compito di mostrare le immagini. Nel campo dei monitor ultrawide, la scelta è fra:
- IPS o In Plane Switching, tecnologia che offre una resa cromatica di alto livello e angoli di visione perfetti, ma compensa con neri non perfetti e un contrasto migliorabile;
- VA o Vertical Alignment, tecnologia che offre neri profondi e resa cromatica simile agli IPS, ma può soffrire di smearing, fenomeno che in scene veloci produce un “effetto scia”;
- OLED o Organic LED, tecnologia che offre i migliori neri ma presenta costi elevati e un rischio di burn-in, in cui le immagini statiche rimangono impresse dopo un uso prolungato.
Come vedi, ciascuno dei pannelli ha i propri pro e contro, e ciascuno si adatta a esigenze specifiche degli utenti.
Il mio consiglio è di preferire IPS e VA per gli utilizzi più classici, incluso il gaming, e di andare sull’OLED solo se il budget consente di scegliere un monitor di altissima qualità.
Per saperne di più, qui ti rimando ad un approfondimento su pannelli IPS, TN e VA, nonché alla differenza fra pannelli OLED e AMOLED. 😉
Caratteristiche tecniche
Anche se fin qui abbiamo comunque parlato di caratteristiche tecniche, in questo paragrafo vorrei concentrarmi su alcuni parametri in particolare.
Come vedrai, essi vengono spesso utilizzati per descrivere un monitor ultrawide, ed è importante conoscerne il significato per fare la scelta giusta. Parliamo in particolare di:
- frequenza di aggiornamento, ossia il numero di volte in cui il monitor aggiorna la sua immagine in un secondo, per cui è meglio optare per un valore che sia di almeno 60 Hz;
- tempo di risposta, ossia il tempo impiegato dai pixel per cambiare scala di grigi o passare da un’immagine a un’altra (GtG o MPRT), essenziale per il gaming;
- luminosità, che si misura in cd/mq o in nit, il cui valore è tuttavia essenziale per poter usufruire di tecnologie avanzate come l’HDR, o High Dynamic Range;
- profondità cromatica e copertura dello spazio cromatico, che indicano rispettivamente il numero totale di colori che il monitor può mostrare a schermo, e l’estensione su una particolare scala cromatica.
Per farti un esempio, se cerchi un monitor da gaming dovrai puntare a frequenze di aggiornamento di almeno 144 Hz e tempi di risposta di 1 ms o inferiori.
Vice versa, se lavori con la grafica avrai bisogno di una profondità cromatica almeno a 8 bit + FRC o, meglio, di 10 bit: ma qui il prezzo sale di molto. 🙂
Porte disponibili
Oltre alle porte necessarie per il collegamento al computer, un monitor ultrawide può disporre di un parco molto ampio di possibilità di connesione.
Per lo scopo principale, infatti, è comune trovare porte HDMI e DisplayPort. Solo i migliori invece dispongono di versioni recenti come DisplayPort 1.4 o HDMI 2.1, più indicate per la compatibilità con le console next gen.
Ci sono poi modelli che, accanto a queste porte, offrono anche un vero e proprio hub USB, che comprende:
- porte USB upstream che ottengono dal PC l’energia per alimentare l’intero hub;
- porte USB downstream che estendono le funzionalità del display.
Potrai quindi ricaricare un dispositivo o collegare mouse e tastiera direttamente al monitor. E nel caso delle porte USB Tipo C con PD potrai fare tutto con un solo cavo, ossia:
- ricaricare il portatile;
- ricevere dati per le periferiche;
- inviare il segnale video al monitor.
Non male, no? 🙂
Funzionalità avanzate
Nella scelta del monitor ultrawide perfetto, hanno un certo peso anche le funzionalità avanzate messe a disposizione dal produttore.
Parliamo di feature quali:
- KVM switch, che permette di usare la stessa tastiera e lo stesso mouse per i vari computer collegati al monitor ultrawide;
- Picture-in-Picture e Picture-by-Picture, che permettono di gestire due sorgenti allo stesso tempo sullo stesso monitor;
- audio integrato, che può essere un sistema stereo o anche una soundbar, con un audio di buona qualità uscita;
- software di gestione, da cui gestire e modificare le impostazioni del monitor e alcune funzionalità speficiche.
Dal menu potrai infatti attivare il G-Sync o il FreeSync, aumentare il refresh rate, creare profili di gioco, calibrare i colori, e così via. 😉
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Conclusioni
Abbiamo visto come scegliere un monitor ultrawide, e conoscere le varie carateristiche permette di trovare il modello giusto per le tue necessità, nonché di evitare le fregature.
Ci sono diverse caratteristiche da tenere in considerazione, è vero, ma tutte hanno una loro importanza e possono influenzare la tua decisione.
Se hai dubbi o cerchi un consiglio, scrivi un commento qui sotto.
Se invece vuoi vedere cosa offre il mercato, ti rimando alla guida ai migliori monitor ultrawide: troverai sicuramente quello che cerchi! 🙂