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Come scegliere un hub USB – Guida completa

Il laptop ultraleggero e sottile ha risolto il problema del peso e del trasporto, ma ha creato quello delle porte. A disposizione hai una porta USB-C, forse due, e nient’altro.

Se vuoi collegare un monitor esterno, magari un monitor 4K o un monitor portatile, un mouse e una tastiera, o semplicemente ricaricare il cellulare, è meglio desistere.

O, in alternativa, valutare un hub USB che non occupi troppo spazio ma offra il necessario per connettere il portatile a tutto ciò che ti serve.

Ma quale acquistare?

In questa guida vedremo come scegliere un hub USB: ti spiegherò quali sono le caratteristiche principali a cui fare attenzione e la loro importanza nell’uso del dispositivo.

Iniziamo subito! 🙂

Come scegliere un hub USB - Guida completa

Cosa puoi fare con un hub USB?

La risposta è immediata: collegare al computer più dispositivi di quanti le porte native permettano. E fin qui tutto ok.

L’ambito di utilizzo di un hub USB moderno va tuttavia ben oltre questa funzione necessaria, ma basilare.

Un hub USB compatto è perfetto per i viaggi, perché non occupa spazio e permette di collegare monitor esterni, mouse e tastiere. E, perché no, magari anche di ricaricare il PC stesso.

Un hub USB più completo e voluminoso, da scrivania, spesso aggiunge una connessione Ethernet cablata, un lettore di schede SD e microSD, porte USB aggiuntive. E così via.

In questo caso si parla persino di docking station, giusto per far capire l’ampliamento delle possibilità di connessione al portatile o al PC desktop.

Per quanto riguarda invece le figure che possono beneficiare di un hub USB, ci sono senza dubbio:

Alla luce di ciò, allora, come scegliere un hub USB che si adatti alle tue esigenze senza rallentare le tue prestazioni?

Come scegliere un hub USB

Cerchiamo di capire adesso come scegliere un hub USB, tenendo conto delle principali caratteristiche e del loro peso nell’uso quotidiano di questo dispositivo.

Nello specifico, si tratta di:

  • porte USB presenti;
  • velocità della porta USB principale;
  • altre porte presenti;
  • estetica e dimensioni;
  • compatibilità e alimentazione.

Vediamole in dettaglio! 🙂

Porte USB presenti

Per capire come scegliere un hub USB, dobbiamo innanzitutto partire dalle porte USB presenti sul dispositivo.

Non tutte le porte USB sono uguali, e su questo punto è facile confondersi a leggere soltanto ciò che trovi scritto in confezione. Partiamo dal formato, che in un hub USB può essere:

  • USB-A, classico connettore rettangolare nonché formato più diffuso per mouse e tastiere, chiavette e Hard Disk esterni;
  • USB-C, connettore moderno, compatto e ormai standard sui laptop recenti, sugli smartphone e su molte altre periferiche.

Quest’ultimo può supportare, a seconda della sua tipologia e dell’implementazione, anche funzionalità avanzate come Power Delivery e uscita video.

Dal punto di vista delle generazioni, acquistando un hub USB potrai avere a che fare con porte:

  • USB 2.0. Sono quelle più lente, velocità massima di 480 Mbps, e utili per mouse e tastiera, o al massimo per una stampante.
  • USB 3.2 Gen 1. A seconda delle velocità possono essere USB 3.2 Gen 1×1, massimo 5 Gbps, o USB 3.2 Gen 1×2, massimo 10 Gbps. La prima è la vecchia USB 3.0 con un nuovo nome, mentre la seconda è disponibile soltanto come USB Tipo C.
  • USB 3.2 Gen 2. A seconda delle velocità possono essere USB 3.2 Gen 2×1, massimo 10 Gbps e disponibile con tre possibili connettori, o USB 3.2 Gen 2×2, massimo 20 Gbps, solo come USB Tipo C.

Certo, oggi c’è anche il nuovo standard USB4 che può arrivare a 40 Gbps, ma si tratta di una versione ancora poco diffusa negli hub USB consumer.

Il mio consiglio è di preferire, quando scegli un hub USB, porte che offrano almeno i 5 Gbps, che andranno bene per la maggior parte dei dispositivi.

Se però hai anche bisogno di collegare monitor esigenti o ricaricare portatili e smartphone, meglio scegliere standard superiori compatibili con l’uscita video e la PD.

Per ulteriori info, ti consiglio di leggere la guida dedicata all’argomento.

Velocità della porta USB principale

Detto ciò, la tipologia delle porte USB presenti sul tuo nuovo hub conta soltanto fino a un certo punto. Le loro prestazioni dipendono infatti dalla velocità della porta USB principale, quella che:

  • collega l’hub USB al computer;
  • alimenta tutte le altre porte;
  • gestisce i trasferimenti in entrata e in uscita.

Come deve essere allora?

Iniziamo da un esempio: vuoi acquistare un hub USB da sei porte che si collega al PC tramite una porta USB Tipo C 3.2 Gen 1×1. La sua velocità massima, abbiamo visto, è di 5 Gbps.

Questo valore viene condiviso tra tutti i dispositivi collegati simultaneamente: se vuoi trasferire file da due SSD esterni allo stesso momento ci saranno dei rallentamenti.

Ciò vuol dire che un hub USB 3.0 non va bene? Non è detto, perché dipende dalle tue esigenze: se connetti solo chiavette, tastiere e mouse non avrai alcun problema.

Per esigenze più specifiche, invece, meglio andare direttamente ad almeno 10 Gbps, ossia USB 3.2 Gen 1×2 o Gen 2×1. O addirittura superiore. 🙂

In aggiunta alla mera velocità, come ti dicevo nel paragrafo precedente, devi anche valutare l’eventuale compatibilità con:

  • segnale video;
  • segnale audio;
  • Power Delivery.

E la ragione è semplice: anche se ci sono monitor che si collegano tramite USB Tipo C, non è detto che tutte le porte del tuo hub USB siano soltanto porte USB.

Altre porte presenti

A seconda delle tue necessità, infatti, scegliere un hub USB vuol dire anche considerare le altre porte presenti o disponibili.

Oltre alle porte USB, che abbiamo già visto, ci sono connessioni di tipo completamente diverso che ampliano le possibilità del dispositivo. Ecco le principali:

  • HDMI. Porta video per antonomasia, permette di collegare monitor esterno e TV, con qualità diverse a seconda dello standard supportato. Alcuni hub USB economici possono anche arrivare al 4K@30Hz, mentre quelli high end offrono persino il 4K@60Hz.
  • Ethernet RJ45. Porta per la connessione di rete cablata, è ideale per chi lavora in smart working o trasferisce file di grandi dimensioni. La LAN è infatti molto più stabile e prevedibile del WiFi, ma occhio allo standard Ethernet (da 100 Mbps a 2,5 Gbps e oltre) e al cavo che usi.
  • Slot per SD e microSD. Le schede di memoria, piccole e capienti, sono molto utilizzate dai professionisti: un hub USB con slot compatibili permette di scaricare i file contenuti sul computer in modo semplice e veloce.

Ci sono alcuni hub USB che includono anche un jack audio da 3,5 mm che, a seconda delle specifiche, permette di gestire l’audio in uscita o in entrata nel computer.

Estetica e dimensioni

Quando si parla di hub USB, anche l’estetica e il design possono influenzare la scelta: d’altronde, si tratta di dispositivi in bella mostra, sempre connessi al PC.

Il mio consiglio è di scegliere un modello che sappia integrarsi bene con il tuo computer da tutti i punti di vista. Va quindi bene considerarne le funzionalità, ma anche l’occhio vuole la sua parte.

Per ciò che riguarda le dimensioni, qui ritorna una distinzione fatta in precedenza fra:

  • hub compatti da viaggio, in plastica o alluminio, che hanno il vantaggio di avere dimensioni contenute, ma un numero limitato di porte;
  • hub da scrivania, pensati per restare fermi ma con un numero maggiore di porte e una migliore gestione delle temperature.

Anche la lunghezza del cavo di collegamento è un dettaglio pratico che spesso viene trascurato. Un cavo troppo corto può rendere difficile posizionare l’hub USB dove preferisci, mentre ci sono hub che non hanno cavi a disposizione ma si collegano direttamente alle porte del laptop.

Come spesso accade, tutto dipende dalle tue esigenze. Vuoi la libertà di sistemare il dispositivo dove vuoi? Opta per un hub con cavo lungo almeno 20-30 centimetri. Vuoi la massima praticità e compattezza? Opta per un hub senza cavo da connettere alla porta del PC.

Compatibilità e alimentazione

Capire come scegliere un hub USB impone anche di considerare la compatibilità di un hub USB. E di solito, per le porte USB quest’ultima è retroattiva: per esempio, potrai sempre collegare mouse e tastiere USB 2.0 a una porta USB Tipo A 3.2 Gen 2×1.

Devi però considerare un limite: la velocità massima sarà sempre la minore fra le velocità:

  • del dispositivo da connettere;
  • della porta USB del tuo hub;
  • della porta USB del tuo computer.

Ricorda inoltre anche un altro limite, che abbiamo visto più su nella guida: la velocità della porta di collegamento va suddivisa fra i dispositivi connessi allo stesso tempo.

Altre caratteristiche riguardanti la compatibilità riguardano il supporto alla DisplayPort Alt Mode, necessaria per il segnale video, e alla Power Delivery, necessaria per ricaricare il portatile dall’hub.

Diverso è il discorso riguardante l’alimentazione, in cui si distingue di solito in:

  • hub passivi, alimentati dalla stessa porta USB del computer a cui sono collegati;
  • hub attivi, dotati di un proprio alimentatore esterno.

La distinzione è molto semplice: nel primo caso c’è una maggiore semplicità, ma meno energia a disposizione delle porte; nel secondo caso devi collegare un cavo apposito, ma potrai fornire energia sufficiente a tutte le porte.

A te cosa serve?

Conclusioni

Dopo aver visto come scegliere un hub USB, hai tutte le informazioni che servono per trovare il modello adatto alle tue esigenze.

Ci sono diversi aspetti da considerare, è vero, ma in un panorama così saturo come quello degli hub, è meglio avere tutte le idee chiare prima di effettuare l’acquisto.

Scrivi un commento qui sotto se hai bisogno di un consiglio o hai dei dubbi. Per capire meglio cosa offre il mercato, invece, qui trovi la guida ai migliori hub USB! 😉

Matteo Zigliani
Matteo Ziglianihttps://robadainformatici.it
CEO & Founder di www.robadainformatici.it, vivo l'informatica come una passione. Di giorno aiuto le persone a sfruttare la tecnologia a proprio favore, nel tempo libero condivido queste fantastiche conoscenze in questo spazio, con il resto della rete.

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