Hai finalmente una stampante 3D FDM, e puoi cominciare a stampare i progetti più belli e utili che trovi sul web. O che crei in prima persona.
Dopo un po’ di tempo, però, cominciano a verificarsi problemi che non avevi proprio messo in conto:
- layer che si staccano a metà stampa;
- filamenti che si ammassano sull’hotend;
- linee irregolari sulle pareti.
Oggetti che dovrebbero rappresentare la massima espressione della tua creatività finiscono per avere uno o più difetti e farti perdere tempo.
Cosa fare allora?
Per fortuna c’è una buona notizia: la manutenzione di una stampante 3D FDM non è cara né complicata. Certo, è richiesto del metodo e almeno una mezz’ora a settimana, ma noterai i risultati praticamente da subito.
Vediamo come! 🙂

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Manutenzione stampante 3D FDM: perché è importante
Una stampante 3D a filamento è una macchina con molte parti in movimento, esposte continuamente a calore, vibrazioni e residui di materiale.
Già basterebbe questo a convincerti che la manutenzione di una stampante 3D FDM è un’operazione necessaria da svolgere con continuità.
Alcuni fra i problemi più diffusi sono:
- layer shifting, ossia il disallineamento orizzontale degli strati di materiale depositato durante la stampa, causato da guide lineari poco lubrificate;
- sotto-estrusione del filamento, che causa una minore quantità depositata ed è causata dalla mancata pulizia del nozzle;
- scarsa adesione del primo layer di stampa al piatto, compromessa dal grasso e dai residui che si accumulano sul piatto.
Spesso è la scarsa attenzione prima, durante e dopo la stampa a causare molti di questi problemi. Magari si ritiene che una stampante 3D sia in grado di pulirsi in modo automatico, o che magari non abbia bisogno di manutenzione, ma non è così: le conseguenze possono riguardare la qualità della stampa o, alla lunga, il funzionamento stesso del dispositivo.
Vedremo più avanti come evitare che questi problemi si presentino: qui ti lascio il link alla guida su come funziona una stampante 3D per approfondire l’argomento.
Come fare la manutenzione della stampante 3D FDM
Ti dicevo che bastano poche decine di minuti a settimana, ma la verità è che la manutenzione di una stampante 3D FDM si può articolare in:
- giornaliera, ossia la più frequente;
- settimanale, più approfondita;
- mensile, meno frequente ma fondamentale.
Vediamole in dettaglio!
Manutenzione giornaliera
Le operazioni quotidiane sono quelle che fanno la differenza sul risultato di ogni singola stampa: richiedono pochissimi minuti e non necessitano di particolari strumenti.
Prima di stampare, il controllo è soprattutto visivo: dovrai ispezionare la stampante per verificare che tutto sia al suo posto e in ottime condizioni. Parlo di:
- cinghie in tensione;
- carrelli che scorrono liberamente;
- connettori ben saldi.
Se la stampante è ferma ormai da qualche giorno, è bene controllare che non ci sia polvere sul piatto e sulle guide. Hai già letto quali possono essere le conseguenze sulla qualità di stampa in questi casi.
Il controllo più importante riguarda tuttavia il filamento: quando non lo usi, è meglio conservarlo in contenitori ermetici protetti dall’umidità. Un esempio è questo modello Polymaker.
Dopo ogni stampa è fondamentale un’accurata pulizia del piatto, soprattutto se utilizzi filamenti in PLA o PETG.
Se un piatto pulito migliora l’adesione e riduce i fallimenti, un piatto sporco causa l’effetto opposto. Il metodo dipende dal tipo di superficie, ma puoi cavartela con isopropanolo al 90% o superiore per piatti in vetro e piatti PEI, da passare con un panno in microfibra.
Ricordati di rimuovere i residui di filamento rimasti sull’hotend esterno tramite un pennello a setole rigide.
In generale, usa dei guanti per evitare di toccare la superficie di stampa a mani nude e depositare grasso. Se resistenti al calore, ti serviranno anche per rimuovere i fili e le gocce che rimangono sul blocco prima ancora che si raffreddino.
Manutenzione settimanale
Dalla semplice manutenzione giornaliera, da fare prima e dopo la stampa, passiamo a quella settimanale, che è un po’ più complessa.
Si tratta di una serie di operazioni che possono richiedere anche fino a 30 minuti a settimana, ma che permettono di prevenire l’usura delle parti meccaniche più utilizzate durante la stampa.
Ecco di cosa dovrai occuparti:
- Lubrificazione delle guide lineari
Se noti rumori di attrito o movimenti meno fluidi, allora è il momento di lubrificare le guide. Di solito l’operazione va fatta dopo 50-100 ore di stampa dall’ultima manutenzione, ma ti consiglio di eseguire una verifica settimanale per stare tranquilli e, se necessario, intervenire.
Per quanto riguarda il lubrificante, usa oli specifici per guide di precisione: la maggiore densità del lubrificante evita infatti l’assorbimento di granelli di polvere. Dopo l’applicazione, muovi manualmente il carrello in avanti e indietro più volte per una migliore distribuzione.
- Serraggio delle viti
Le vibrazioni continue durante la stampa possono allentare progressivamente le viti della stampante 3D. Dovrai effettuare un controllo su carrelli, supporti motore e piatto, stringendo le viti se allentate, msenza esagerare per evitare eventuali problemi strutturali.
- Pulizia e controllo delle cinghie
Responsabili del movimento degli assi X e Y, le cinghie di trasmissione vanno tenute pulite e alla corretta tensione. Ciò vuol dire che non dovrai mai lubrificarle: anzi, devono rimanere asciutte.
La loro tensione si verifica con un pizzico: se vibrano con un suono simile a quello della corda di un basso, allora vanno bene. Se troppo lente invece possono causare layer shifting, mentre al contrario usurano i motori.
- Pulizia dell’estrusore e dell’hotend
Con il tempo, l’ingranaggio dell’estrusore accumula polvere di filamento tra i denti, per cui ti consiglio di intervenire con un pennello a setole rigide. Per quanto riguarda l’hotend, provvedi ad una pulizia superficiale esterna usando un panno resistente al calore e isopropanolo.
Manutenzione mensile
Le operazioni mensili di manutenzione della stampante 3D FDM toccano i componenti con un ciclo di vita più lungo. Va da sé che l’attenzione deve essere periodica per evitare che diventino fonte di problemi ben più gravi.
Ecco a cosa dovrai prestare attenzione:
- Controllo del nozzle ed eventuale sostituzione
L’ugello si consuma nel tempo, soprattutto se usi filamenti abrasivi ma anche nel caso di PLA standard. Controlla il nozzle almeno una volta al mese e, se noti segni di usura nel foro, pensa alla sostituzione con modelli compatibili. Qui ne trovi alcuni per Creality Ender 3 V2.
- Controllo e pulizia dell’elettronica
Dopo aver spento e scollegato la stampante, potrai controllare e pulire le ventole, in modo del tutto simile a quelle del PC. Con troppa polvere, infatti, aumenta il rischio che i componenti elettronici si surriscaldino, fino anche a smettere di funzionare.
- Controllo del tubo PTFE
Non è in tutte le stampanti 3D FDM, ma il tubo PTFE si trova nei modelli con estrusore Bowden o in quelli con tubo di accoppiamento fra hotend ed estrusore. Controlla se il tubo annerisce internamente o mostra segni di bruciatura, e in caso valuta una sostituzione.
- Calibrazione del piatto
Il livellamento del piatto tende a cambiare dopo mesi di stampa continua, soprattutto se sposti spesso la stampante o lavori frequentemente sul piatto. In questo caso devi effettuare una calibrazione manuale o, quando possibile, assistita dal software interno.
Come risolvere i problemi di una stampante 3D FDM?
Una manutenzione ordinaria e regolare può ridurre il rischio che si presentino problemi ma, come puoi immaginare, non li azzera del tutto.
Diventa fondamentale quindi capire cosa fare e come risolvere le situazioni più probabili:
- Sotto-estrusione. Nozzle parzialmente ostruito, estrusore usurato o intasato, filamento umido, basse temperature di stampa possono causare un output irregolare del filamento. Prova a scaldare l’ugello, inserire il filamento, raffreddare e tirare il filamento in un colpo solo, per rimuovere le ostruzioni.
- Scarsa adesione al piatto. Se il pezzo si stacca durante la stampa o non aderisce al primo layer, il problema è quasi sempre un piatto sporco. Pulisci con isopropanolo ed effettua una nuova calibrazione dell’asse Z per risolvere il problema.
- Layer shifting. Quando gli strati si spostano orizzontalmente in modo improvviso o graduale, il problema potrebbe riguardare diverse cause. Controlla se le cinghie sono allentate, le viti dei carrelli non serrate, le guide non lubrificate, ma in alcuni casi la causa può anche essere elettronica.
- Stringing. Con il termine si definisce il fenomeno in cui tra le parti del modello ci sono dei fili sottili, e si tratta di un problema che deriva da una retrazione mal configurata. A contribuire al problema può anche esserci un ugello usurato.
Potresti anche sentire dei rumori anomali durante la stampa, ossia cigolii, scricchiolii o veri e propri colpi. In questi casi non ignorare quanto accaduto ma verifica subito se si tratta delle guide, delle viti, o di un ingranaggio non funzionante: ignorare questi segnali porta quasi sempre a guasti più seri.
Conclusioni
La manutenzione di una stampante 3D FDM non è complicata ma, come abbiamo visto, richiede del metodo.
Cinque minuti prima e dopo ogni stampa, una mezz’ora a settimana, una verifica al mese possono fare la differenza fra una macchina pienamente operativa e una stampante che rischia di rompersi.
Scrivi pure un commento qui sotto se hai ancora dei dubbi, o cerchi un consiglio. Se invece stai valutando di scegliere un nuovo modello, qui trovi la guida alle migliori stampanti 3D! 🙂