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Come scegliere un monitor portatile – Guida completa

Se lavori spesso in mobilità sai bene quanto sia frustrante avere a che fare tutto il giorno con il singolo schermo da 13 o 14 pollici del portatile.

Il poco spazio disponibile, infatti, diventa difficile da gestire quando hai più finestre aperte o cerchi di lavorare mentre sei in videochiamata.

Per questa ragione, comincia a diventare interessante l’idea di usare un monitor portatile, ossia uno schermo aggiuntivo, leggero e sottile, che entra nello zaino e si collega facilmente al laptop.

Si tratta di un mercato che negli ultimi anni è cresciuto molto, tanto da avere modelli per ogni budget e ogni esigenza.

Oggi è difficile capire quale sia il display più adatto a te, e per questo nella guida che stai per leggere vedremo come scegliere un monitor portatile.

Ti spiegherò quali sono le caratteristiche più importanti a cui prestare attenzione, dalle dimensioni alle funzionalità avanzate da tenere in considerazione.

Iniziamo subito! 🙂

Come scegliere un monitor portatile - Guida completa

A cosa serve un monitor portatile?

Partiamo dall’inizio: a cosa serve un monitor portatile?

Nell’introduzione hai già potuto intuire alcuni degli scenari di utilizzo di uno schermo che puoi portare con te e utilizzare con qualsiasi sorgente video compatibile.

Un display portatile permette infatti di aumentare la superficie del desktop o crearne uno secondario senza necessariamente avere un secondo computer. In particolare ti sarà utile come:

  • spazio di lavoro aggiuntivo per un portatile;
  • uscita video portatile per un mini PC;
  • secondo schermo per smart working o postazioni di coworking.

Se l’idea di base è questa, come vedremo più avanti non si tratta di dispositivi adatti ai videogiocatori, a meno di non andare sulla fascia ultra high end.

Le caratteristiche tecniche dei monitor portatili richiedono infatti di trovare il giusto compromesso fra portabilità, alimentazione e usabilità. E non sempre refresh rate o response time sono specifiche considerate al pari di dimensioni, peso e connettività.

Per avere il massimo delle prestazioni con i videogiochi, il mio consiglio è quello di valutare soprattutto i migliori monitor da gaming.

Tornando ai monitor portatili, resta da capire come orientarsi in un settore che da qualche tempo è in forte espansione, cercando di capire quali aspetti sono davvero importanti. Ed evitare le possibili fregature. 🙂

Come scegliere un monitor portatile

Per capire come scegliere un monitor portatile, infatti, non puoi considerare soltanto le classiche specifiche dei tradizionali monitor PC.

Certo, risoluzione e tipologia del pannello sono fondamentali, ma lo sono altrettanto le dimensioni e il peso, o le porte che permettono l’alimentazione e la connessione al computer.

A differenza dei monitor 4K o dei monitor ultrawide, insomma, qui contano caratteristiche come:

  • dimensioni e peso;
  • collegamento e alimentazione;
  • accessori in confezione;
  • specifiche e prestazioni;
  • funzionalità avanzate.

Vediamole in dettaglio!

Dimensioni e peso

Come ti dicevo già nella parte iniziale della guida, la scelta di un monitor portatile non può mai ridursi alle classiche specifiche dei monitor PC.

Fra i parametri che contano davvero, dobbiamo innanzitutto valutare le dimensioni e il peso, che influiscono direttamente sull’utilizzo del display.

Occorre infatti trovare un buon compromesso fra ingombro e portabilità, a seconda delle tue esigenze e dell’uso che ne farai. Ad oggi le tipologie più diffuse sono:

  • 13 e 14 pollici, per monitor portatili votati alla massima portabilità e pesi che solitamente non superano i 700-800 grammi;
  • 15 pollici, da molti considerato lo sweet spot fra dimensioni, portabilità e peso, che di solito non supera il chilogrammo;
  • 16 e 17 pollici, che offrono un’area di lavoro molto ampia ma richiedono zaini o borse un po’ più capienti, e pesano più di un chilogrammo.

Se la differenza fra le diagonali può subito saltare all’occhio, non è da sottovalutare anche quella riguardante il peso.

Fra 700 e 900 grammi sembra esserci un piccolo scarto, solo 200 grammi in effetti, che però in una borsa che porti in giro tutto il giorno si percepiscono abbastanza.

Altrettanto importante risulta poi lo spessore: il mio consiglio è di scegliere monitor portatili spessi al massimo 9 o 10 mm. Tieni però d’occhio la gestione delle temperature: a parità di prestazioni, le dimensioni inferiori implicano temperature maggiori.

Collegamento e alimentazione

Se le dimensioni e il peso sono fondamentali, per la scelta del modello giusto è forse più importante valutare con attenzione alimentazione e collegamento.

Ed è il momento in cui si commettono più errori: magari hai acquistato il monitor portatile perfetto, lo colleghi, e non funziona nulla. Come mai? 9 volte su 10: non basta un unico cavo.

Per ottenere il massimo dal tuo display portatile, infatti, il dispositivo che usi come sorgente video deve supportare il DisplayPort Alt Mode.

Quest’ultimo è lo standard che permette al cavo USB-C di trasportare sia l’alimentazione sia il segnale video (e audio).

Senza, ti ritroverai con soluzioni parziali lontane dalla comodità di un unico cavo per tutto ciò che ti serve. E per fortuna, i produttori di monitor portatili sono a conoscenza di questo limite.

Esistono due alternative, che permettono di collegare il tuo nuovo schermo al portatile, al mini PC o al tablet anche in assenza di DisplayPort Alt Mode:

  • da una parte, il collegamento tramite USB-C e HDMI o DisplayPort, rispettivamente per alimentazione e segnale video;
  • dall’altra parte, il collegamento tramite HDMI o DisplayPort e USB-A, rispettivamente per segnale video e alimentazione.

Soluzioni efficaci, ma di certo non così immediate come l’uso di un singolo cavo USB-C.

Un monitor portatile ideale dovrebbe quindi combinare un cavo USB Tipo C che supporta il DP Alt Mode con un ingresso di riserva come HDMI o DisplayPort.

In questo modo, hai a disposizione una soluzione versatile per qualsiasi sorgente video dovrai connettere al display.

Alcuni portatili peraltro supportano anche l’alimentazione passthrough, che permette di collegare il caricabatterie al monitor portatile e il monitor portatile al laptop, così da ricaricare quest’ultimo attraverso il primo.

Puoi già notare come l’uso di cavi si riduca sensibilmente, perché così eviti di occupare due porte USB-C sul laptop, ma si tratta di una funzionalità presente soltanto in alcuni modelli di fascia alta. Per il momento.

Va da sé, a conclusione di questa sezione della guida, che la stragrande maggioranza dei monitor portatili non include una batteria. Dovrai provvedere all’alimentazione da laptop o da rete elettrica.

Accessori in confezione

Quella che sarebbe una nota secondaria in qualsiasi altra guida, eccetto forse per le migliori action cam, nel caso dei monitor portatili diventa una parte importante della scelta.

Un display portatile che arriva senza cavi, senza stand e senza protezione per il trasporto è un acquisto che richiede un’immediata spesa aggiuntiva.

Iniziamo dai cavi, necessari per il collegamento e l’alimentazione. In confezione dovresti trovare almeno:

  • cavo USB da Tipo C a Tipo C per la connessione ai laptop moderni;
  • adattatore o un cavo USB da Tipo A a Tipo C per PC e laptop che non hanno porte USB-C;
  • cavo da Mini HDMI a HDMI standard, o adattatore per un cavo HDMI classico.

In questo modo puoi coprire tutte le possibilità, o quasi, che abbiamo visto nel paragrafo precedente per il segnale video e l’alimentazione.

Oltre ai cavi, però, verifica che la scatola includa anche uno stand e, soprattutto, una custodia. Non ha senso avere un monitor portatile se portarlo in giro vuol dire usurarlo e distruggerlo poco a poco, no? 😉

Specifiche e prestazioni

Capire come scegliere un monitor portatile non può comunque prescindere da un’analisi delle specifiche e delle prestazioni.

È tuttavia necessario tarare diversamente le tue aspettative rispetto ad un classico monitor da scrivania, ed è per questo che affrontiamo il discorso soltanto adesso.

Ecco allora le caratteristiche tecniche a cui prestare attenzione:

  • Risoluzione. Per un monitor portatile è bene optare almeno per il Full HD, che offre una densità di pixel adeguata considerate le dimensioni del display, che vanno da 13 a 17 pollici.
  • Luminosità. Diversamente da un monitor tradizionale, in cui una media di 250 nit va bene in quasi tutte le situazioni, per un monitor portatile servono almeno 400-500 nit o anche di più.
  • Pannello. Quasi tutti i monitor portatili usano pannelli IPS, che garantiscono angoli di visione ampi e una buona resa cromatica. Per i pochi modelli OLED in commercio, la spesa sale.
  • Refresh rate. Se per i monitor tradizionali vediamo valori sempre più alti, spesso oltre i 200 Hz, nei monitor portatili lo standard è 60 Hz, ossia il minimo per una discreta fluidità.
  • Tempo di risposta. Stesso discorso: sugli schermi classici può anche scendere sotto il millisecondo, ma nei monitor portatili spesso è superiore ai 10 ms. Poco male, a patto di non giocarci.

Come vedi da questa veloce disamina, da uno schermo portatile non puoi e non devi aspettarti performance di altissima fascia.

Si tratta di dispositivi di output che offrono un’ottima resa delle immagini nel contesto di utilizzo per il quale sono pensati. Nulla di meno, nulla di più. 🙂

Funzionalità avanzate

Specifiche a parte, puoi anche valutare alcune funzionalità non essenziali ma molto utili a seconda delle tue esigenze. Ecco le principali:

  • Touchscreen. Comporta un layer di vetro in più, con conseguente aumento di peso e spessore, ma può essere fondamentale per chi usa app di disegno o annotazione di appunti.
  • Rotazione automatica. Cambia in automatico l’orientamento del display tra orizzontale e verticale quando ruoti fisicamente il monitor, ma è possibile farlo anche dal sistema operativo.
  • Supporto VESA. Permette di montare il monitor su bracci da scrivania o supporti standard, che tuttavia rimuove il principale vantaggio di un monitor portatile.
  • Altoparlanti integrati. Si tratta di un indubbio vantaggio, ma la qualità è molto altalenante: se non sei fan degli speaker integrati nei tradizionali display PC, non lo sarai di questi.

Come vedi non si tratta di feature irrinunciabili, ma di aggiunte che possono risultare utili in particolari situazioni e per particolari esigenze.

Per un monitor portatile, nulla potrà mai davvero superare la combo fra dimensioni e peso, collegamento e funzionalità, prestazioni e accessori.

Conclusioni

Ora che sai come scegliere un monitor portatile, puoi trovare con meno difficoltà il modello perfetto per le tue necessità.

Se vuoi già dare un’occhiata a cosa offre il mercato, ti segnalo la guida ai migliori monitor portatili, aggiornata ogni mese.

Se invece hai ancora dei dubbi o cerchi un consiglio più specifico, qui sotto c’è la sezione commenti in cui scrivere la tua domanda. 😉

Matteo Zigliani
Matteo Ziglianihttps://robadainformatici.it
CEO & Founder di www.robadainformatici.it, vivo l'informatica come una passione. Di giorno aiuto le persone a sfruttare la tecnologia a proprio favore, nel tempo libero condivido queste fantastiche conoscenze in questo spazio, con il resto della rete.

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