Fino a qualche anno fa, uno smart speaker era un gadget curioso piuttosto che un utile dispositivo di controllo della domotica.
Oggi si tratta infatti di un elemento fondamentale, grazie al quale puoi controllare con i comandi vocali lampadine intelligenti, termostati, prese smart e altro ancora.
Uno smart speaker serve proprio a facilitare il controllo di queste funzionalità, in modo da integrarsi con la rete e con le tue necessità.
Detto ciò, trovare il modello giusto può non essere semplice: ci sono altoparlanti intelligenti per ogni budget e ogni ecosistema, con assistenti vocali e standard domotici diversi. Per non parlare della qualità audio e delle feature avanzate.
Per aiutarti a trovare il dispositivo perfetto, in questa guida vedremo come scegliere uno smart speaker, analizzandone le principali caratteristiche. E quanto contano nella scelta. 🙂

Contenuti dell'articolo
A cosa serve davvero lo smart speaker?
Iniziamo proprio dal punto iniziale dell’introduzione: a cosa serve davvero lo smart speaker? La risposta che trovi ovunque è “controllare casa con la voce”, ma vale la pena essere più precisi.
Uno smart speaker è, infatti, un altoparlante collegato a Internet che integra al suo interno un assistente vocale e uno o più microfoni. Di conseguenza può:
- fare tutto quello che fa una cassa Bluetooth, ossia riprodurre musica e interagire con lo smartphone;
- rispondere a domande;
- impostare timer e promemoria;
- fare previsioni meteo e leggere notizie;
- interagire con altri dispositivi connessi ed eseguire azioni nel mondo fisico attraverso comandi vocali.
Se la prima delle funzioni che abbiamo visto è la più classica, e le altre sfruttano appieno il collegamento a Internet, l’ultima vale l’aggettivo “smart” del titolo.
Dalla sua parte, uno smart speaker ha semplicità d’utilizzo, possibilità di regolare automazioni e integrazione con i dispositivi domotici.
Allo stesso modo, è fondamentale tenere ben presenti limiti come una qualità audio non al livello dei migliori altoparlanti Bluetooth, una dipendenza dalla connessione a Internet e un prezzo medio superiore. A questi si aggiunge la questione della privacy, della quale ti parlerò in modo approfondito più avanti.
Si tratta quindi di dispositivi che rispondono a esigenze molto specifiche, ma che possono davvero cambiare il rapporto con un ambiente domestico di nuova generazione.
Come scegliere uno smart speaker
Se cerchi di capire meglio come scegliere uno smart speaker, devi innanzitutto partire da quanto hai letto nel paragrafo precedente. Non si tratta di scegliere una cassa Bluetooth o un sistema audio per PC.
Nel corso dei prossimi paragrafi, ti spiegherò le principali caratteristiche a cui prestare attenzione, ossia:
- compatibilità con gli assistenti vocali;
- compatibilità con gli standard domotici;
- alimentazione elettrica o a batteria;
- qualità audio e microfoni;
- qualità costruttiva e certificazione IP;
- attenzione alla privacy;
- funzionalità avanzate.
Andiamo con ordine!
Compatibilità con gli assistenti vocali
Questo è uno dei primi filtri da applicare alla tua ricerca, se non proprio il primo. Gli assistenti vocali saranno infatti la tua interfaccia primaria con lo smart speaker e pertanto con i dispositivi smart connessi in rete.
Ad oggi ci sono tre assistenti vocali principali, che si distinguono per diverse caratteristiche, e soprattutto per diversi ecosistemi compatibili. Si tratta di:
- Alexa. È il più diffuso e quello con il più ampio ecosistema di dispositivi compatibili, soprattutto grazie alle skill. Queste ultime sono estensioni che ampliano le capacità di Alexa, consentendole di interagire con tantissime applicazioni e servizi.
- Gemini. Sostituto del vecchio Google Assistant, eccelle nella comprensione del linguaggio naturale e del contesto delle conversazioni. È uno strumento utile per le ricerche online e le attività quotidiane, nonché per il controllo dei dispositivi Nest.
- Siri. Integrata con HomePod, è la scelta ideale per chi è dentro l’ecosistema Apple, con il quale ha una compatibilità perfetta. Se hai iPhone, iPad, Mac, Apple TV, Apple Watch, non ha alcun senso cercare qualcos’altro, ma fuori dall’ecosistema perde il suo valore aggiunto.
Come avrai intuito, è bene scegliere l’assistente vocale in base a ciò che usi già, e questo vale se usi dispositivi Apple o hai tutto Android. Allo stesso modo, se vuoi una compatibilità più ampia possibile, vai pure con Alexa e con i dispositivi Amazon Echo.
Compatibilità con gli standard domotici
Per scegliere uno smart speaker adatto alle tue esigenze, oltre all’assistente vocale devi anche guardare allo standard domotico.
Da questo punto di vista, spesso si fa confusione fra termini come Zigbee, Matter e Thread, ma non si tratta di concetti paragonabili.
Se infatti Matter è il linguaggio, Zigbee e Thread sono i protocolli wireless su cui viaggiano i dati che permettono ai dispositivi smart di comunicare. Andiamo un po’ più nello specifico:
- Matter. Standard aperto introdotto dalla Connectivity Standards Alliance e sostenuto da Apple, Amazon, Google e altri brand, ha l’obiettivo di realizzare l’interoperabilità totale fra dispositivi smart. In altri termini, scegliere uno smart speaker compatibile con Matter è una scelta lungimirante.
- Zigbee. Protocollo mesh “storico”, è ancora utilizzato da tantissimi brand come Philips e Aqara, ma per consentire la comunicazione fra i diversi dispositivi ha bisogno di un hub apposito, come questo qui. Alcuni dei modelli Echo di Amazon integrano tuttavia un hub Zigbee nativo.
- Thread. Protocollo mesh di nuova generazione su cui viaggia Matter, è pensato per dispositivi a bassa potenza. I migliori smart speaker fungono da “border router” Thread: collegano la rete Thread di casa al tuo router e, di conseguenza, alla rete WiFi e a Internet.
Come puoi vedere, la scelta dello standard domotico è altrettanto importante e richiede di fare attenzione al resto del tuo ecosistema.
Alimentazione elettrica o a batteria
Quasi tutti gli smart speaker non sono pensati per essere portatili. Ciò vuol dire che si alimentano dalla rete elettrica tramite un adattatore, e che quindi richiedono di essere posizionati vicino a una presa. E questo a discapito delle dimensioni, che pure sono compatte.
Allo stesso tempo, però, esistono modelli che dispongono di una batteria integrata: sono pensati per l’uso in giardino e in terrazza. O semplicemente per essere spostati da una stanza all’altra senza troppe preoccupazioni.
Proprio questa è una delle principali differenze fra una cassa Bluetooth e uno smart speaker: nel primo caso la batteria è la regola, nel secondo è un’eccezione.
Tu quale approccio preferisci?
Qualità audio e microfoni
Capire come scegliere uno smart speaker non vuol dire dimenticare che si tratta, sempre e comunque, di un altoparlante. Ciò significa che anche la qualità audio ha una certa importanza, soprattutto se prevedi di ascoltare musica e podcast direttamente dalla cassa. Da questo punto di vista, la differenza è fra:
- modelli entry level, come il Google Nest Mini, che hanno una buona qualità audio soltanto in spazi ridotti, ma non sono adatti come principale sistema audio da mettere in salotto;
- smart speaker di fascia media, come Echo Dot ed Echo Spot, che hanno driver più grandi e una resa audio decisamente migliore che li rende molto versatili;
- modelli premium, come il Sonos Era 100, che si avvicinano alla qualità dei migliori altoparlanti Bluetooth e offrono una riproduzione di alto livello anche in ambienti più spaziosi.
Oltre alla resa audio va considerata anche la qualità dei microfoni, ossia il principale mezzo di interazione con lo smart speaker.
Per esempio, il dispositivo deve poter sentire i comandi vocali da un’altra parte della stanza, anche quando c’è la musica in riproduzione o ci sono rumori ambientali.
In questo caso, ricerca il numero di microfoni presenti ed eventuali tecnologie che riducono i rumori ambientali in modo automatico.
Qualità costruttiva e certificazione IP
Discorso simile va fatto per la qualità costruttiva di uno smart speaker, che incide sia sulla sua durata nel tempo sia sul fattore estetico. Qui è sufficiente andare sui modelli dei brand principali, che usano materiali di buona qualità come plastica opaca, tessuto e alluminio.
Ugualmente importante è la certificazione IP, che attesta il grado di resistenza del dispositivo all’acqua e alla polvere.
Nel caso di uno smart speaker destinato a rimanere in casa, va benissimo anche una certificazione IPX4, che offre protezione contro gli schizzi d’acqua. Se invece pensi di posizionare il modello in bagno o in ambienti umidi, meglio optare per una certificazione superiore, almeno IPX7.
Attenzione alla privacy
Fino a qualche anno fa se ne parlava poco, ma è uno degli aspetti fondamentali quando devi scegliere uno smart speaker.
Gli altoparlanti intelligenti sono infatti dispositivi sempre accesi e con microfoni sempre attivi che stanno sempre in ascolto. E se ci pensi un attimo non potrebbe essere altrimenti: come farebbero a recepire il tuo comando se non fossero già pronti?
Ciò può portare a due ordini di conseguenze:
- da una parte, attivazioni accidentali quando pronunci parole simili alla wake up word;
- dall’altra parte, ascolto passivo dell’ambiente circostante.
Per fortuna, ad oggi tutti gli smart speaker dispongono di un pulsante che disattiva i microfoni, perfetto per un controllo più profondo della privacy.
Alcuni modelli potrebbero comunque non averne uno, per cui è sempre meglio controllare prima dell’acquisto. Ti consiglio anche di:
- leggere la privacy policy del produttore;
- disattivare il salvataggio delle interazioni vocali;
- gestire la cronologia delle registrazioni.
La protezione più affidabile passa da un uso più consapevole. 😉
Come usare lo smart speaker
Dopo aver scelto e acquistato il tuo smart speaker, è arrivato il momento di iniziare la configurazione per integrarlo nell’ecosistema domestico.
Da questo punto di vista, i diversi produttori adottano tutti un approccio molto simile: dovrai scaricare l’app e seguire le istruzioni. Quindi potrai:
- collegare il dispositivo alla rete WiFi;
- configurare il tuo profilo utente;
- aggiungere i dispositivi smart home compatibili.
Durante la prima configurazione ti limiterai, in tutta probabilità, a installare il tuo servizio musicale e testare le funzioni di riconoscimento vocale.
Le richieste iniziali sono sempre del tipo “metti una canzone” o “che tempo fa domani” o “imposta un timer di 15 minuti”.
Nel momento in cui aggiungerai dispositivi come lampadine e prese intelligenti, invece, potrai usare lo smart speaker per un controllo più profondo.
A questo si aggiungono le routine per l’automazione, che puoi configurare tramite app per creare sequenze di azioni che si avviano con un singolo comando vocale.
Non preoccuparti se non riuscirai da subito a familiarizzare con le funzioni e le possibilità offerte dal tuo nuovo smart speaker: è normale che serva del tempo per scoprirne tutte le potenzialità e renderlo un aggiunta utile alla tua giornata.
Conclusioni
Dopo aver visto in modo approfondito come scegliere uno smart speaker, puoi finalmente fare una scelta più consapevole.
Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione, è vero, ma non è nulla di troppo complesso: per ogni dubbio scrivi un commento qui sotto.
Se invece vuoi capire meglio cosa offre il mercato, qui trovi la guida ai migliori smart speaker oggi disponibili! 🙂