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RGB o ARGB – Qual è la differenza?

Rispetto a pochi anni fa, oggi assemblare un computer desktop non vuol dire soltanto scegliere le componenti e montarle all’interno del case.

Certo, lo scopo principale è di avere una configurazione in grado di accompagnarti nelle tue operazioni quotidiane. Ma oggi conta molto anche l’estetica del tuo PC, nell’ottica di una personalizzazione che riguarda:

Nella guida che stai per leggere ci occuperemo proprio di quest’ultimo punto. In particolare, ti mostrerò qual è la differenza tra LED RGB e LED ARGB:

  • cosa vogliono dire le sigle;
  • come funzionano queste illuminazioni;
  • in cosa si distinguono e quale scegliere.

Sei pronto? Iniziamo subito!

RGB o ARGB - Qual è la differenza?

LED RGB: cosa sono e come funzionano

Partiamo dalle definizioni, che in questo caso già ti danno un’idea del funzionamento. RGB è infatti un acronimo dove ogni lettera ha un suo significato:

  • R sta per Red;
  • G sta per Green;
  • B sta per Blue.

In pratica, RGB vuol dire Rosso, Verde e Blu, ovvero i tre colori di cui è composto ogni piccolo LED che fa parte della striscia o della ventola RGB. 🙂

Immagina appunto una ventola di questo tipo. Al suo interno, ci sarà una striscia che contiene vari LED in grado di generare diversi colori. Ma come fanno?

Ciascun LED che compone la strip può ricevere un segnale che assegna al rosso, al verde e al blu un valore che va da 0 a 255. A ogni valore corrisponderà un’intensità cromatica diversa che, nell’illuminazione e insieme agli altri colori, restituirà una tonalità unica.

Se fai un calcolo semplice (per le calcolatrici), puoi anche verificare quanti sono i colori unici che i LED RGB possono riprodurre. Basta elevare 256 – ovvero le diverse intensità per rosso, verde e blu – al cubo: il risultato è di oltre 16 milioni di colori. 🙂

Se questo valore ti suona familiare, è perché è il numero di colori che qualsiasi dispositivo LED può riprodurre:

Insomma: i LED RGB sono parte fondamentale del funzionamento della maggioranza dei dispositivi elettronici che utilizziamo nella vita di tutti i giorni. 🙂

E inoltre sono anche diventati importantissimi quando assembli un nuovo PC e vuoi dargli un tocco estetico, con ventole, strisce e dissipatori di calore illuminati. 😉

Come si collega una ventola RGB

Affrontare la questione di come collegare una ventola RGB alla scheda madre serve a capire anche come funzionano i LED di questo tipo.

Infatti, per ogni ventola avrai due cavi:

  • il primo ha un classico connettore a 3 pin che serve per alimentare la ventola;
  • il secondo possiede invece un connettore a 4 pin, ed è questo il responsabile dei LED RGB.

Nello specifico, il connettore è così composto:

  • il primo pin è per l’alimentazione da 12 volt;
  • gli altri tre pin servono ognuno per il segnale dell’intensità cromatica riguardante Red, Green, Blue.

In pratica, un connettore RGB a 4 pin ha un cavo per ciascuno dei colori contenuti in ogni LED. In questo modo, comunica le informazioni sul colore da mostrare a tutti i LED della striscia o delle ventola.

Per ciascuno, infatti, ci sarà un determinato valore di rosso, un determinato valore di verde e un determinato valore di blu.

Questa è anche la ragione per cui i LED RGB possono mostrare sì oltre 16 milioni di colori, ma uno alla volta. Come vedremo, si tratta di un limite destinato a essere superato. 😉

LED ARGB: cosa sono e come funzionano

Detta in breve, i LED ARGB sono la naturale evoluzione dei tradizionali LED RGB, la loro versione avanzata da tutti i punti di vista.

L’acronimo vuol dire Addressable RGB, e significa che i LED di una strip o una ventola non dovranno più mostrare un solo colore alla volta.

Alla base di ogni LED ci sono sempre il rosso, il verde e il blu che si illuminano a diverse intensità. Con la loro combinazione, è possibile quindi ottenere gli oltre 16 milioni di colori di cui ti ho già parlato.

Ciascun LED tuttavia dispone anche di un controller indipendente dagli altri, che gli permetterà di funzionare in modo indipendente dagli altri. 🙂

Rispetto all’illuminazione RGB quindi avrai maggiori possibilità di personalizzazione, con molti più effetti di luce e animazioni disponibili.

Prendi per esempio un dissipatore a torre come Aerocool Mirage 5 o un dissipatore a liquido come NZXT Kraken M22.

Nelle ventole e nella pompa idraulica, questi dispositivi integrano del LED ARGB che potrai controllare tramite il BIOS UEFI della scheda madre o un software dedicato.

L’innovazione costituita dall’illuminazione ARGB si può comprendere anche dal cavo che viene solitamente usato per il collegamento.

Questo utilizza un connettore che non ha più 4 pin, come quello RGB, ma soltanto tre. Potresti pensare che in realtà dovrebbe avere più pin, proprio perché è una versione avanzata della vecchia tecnologia.

In realtà, i tre pin del connettore sono così composti:

  • il primo è per l’alimentazione, stavolta da 5 volt;
  • il secondo pin è quello che invia il segnale;
  • l’ultimo pin si occupa invece della messa a terra.

Come puoi immaginare, il segnale che viene inviato non modifica più i tre colori principali dei LED, ma dialoga con il loro controller. In questo modo, consente una maggiore personalizzazione. 😉

RGB o ARGB: qual è meglio?

Se la scelta è su quale sia la tecnologia migliore, l’ARGB vince a mani basse. Si tratta infatti di un’evoluzione del tradizionale RGB che ne migliora tutti gli aspetti principali:

  • possibilità di controllo;
  • maggiore personalizzazione;
  • sincronizzazione tra varie componenti.

Oltre ai risultati diversi fra ARGB e RGB, tuttavia, la differenza principale riguarda il modo in cui funzionano e il collegamento alla scheda madre.

Le ventole RGB, per esempio, hanno un connettore a 4 pin mentre le ventole ARGB dispongono di un connettore a 3 pin. Ciò vuol dire che non sono compatibili fra loro: non potrai collegare un cavo ARGB a una porta RGB, e viceversa.

Abbiamo visto questo aspetto anche nell’installazione di un dissipatore sulla CPU. 🙂

Qui sorge il problema principale: non tutte le schede madri hanno la compatibilità con i LED ARGB. In quanto nuova tecnologia, è già affermata nelle migliori schede madri, ma i vecchi modelli magari hanno soltanto la possibilità di collegare i LED RGB.

Tecnologia migliore e molto più bella dal punto di vista estetico, quella dei LED ARGB. Dovrai però controllare che venga supportata prima di acquistare ventole e strisce LED di un tipo o dell’altro.

Se invece la tua scheda madre ha soltanto una porta, lì si tratta di un ostacolo molto più semplice da superare. Ti basterà infatti dotarti di uno sdoppiatore ARGB o di un hub ARGB. 😉

Conclusioni

Come hai visto, più che una differenza sostanziale RGB e ARGB si pongono in continuità diretta. La seconda tecnologia è un’evoluzione della prima, e ne presenta tutti i vantaggi superando anche alcuni suoi limiti.

A oggi, l’illuminazione RGB è destinata a scomparire ma si trovano ancora strip e ventole che la utilizzano. Se hai un computer di qualche anno fa, potranno ancora esserti utili. 🙂

Se invece hai una configurazione più nuova, allora scegli senza dubbio dispositivi ARGB. Grazie a essi potrai personalizzare con tantissimi giochi di luce il tuo computer, e anche sincronizzarli con le altre periferiche da gaming. 😉

Per il resto, scrivimi pure nei commenti per qualsiasi dubbio sulla differenza tra RGB e ARGB: proverò a risponderti e fare un po’ di chiarezza!

Matteo Zigliani
Matteo Ziglianihttps://robadainformatici.it
CEO & Founder di www.robadainformatici.it, vivo l'informatica come una passione. Di giorno aiuto le persone a sfruttare la tecnologia a proprio favore, nel tempo libero condivido queste fantastiche conoscenze in questo spazio, con il resto della rete.

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