Con overclocking o overclock si intende l’aumento della frequenza di clock di un componente hardware, come CPU, GPU e RAM.
Il termine overclock indica proprio il risultato finale di questa operazione, ossia una frequenza operativa che va oltre la frequenza di clock.
Ma come funziona e, soprattutto, perché ovecloccare un microchip?

Al netto delle loro differenze, sia la GPU che la CPU funzionano a una determinata frequenza, che risponde a specifiche esigenze di prestazioni, consumo e stabilità.
Tramite overclock, è possibile sfruttare il margine di tolleranza dei microchip per aumentare la tensione elettrica e quindi la frequenza di clock, così da ottenere prestazioni migliori.
Il trade-off è un consumo più alto e, a seconda dei casi, una stabilità inferiore che andrà compensata con un migliore raffreddamento del sistema.
Rispetto al passato, oggi è molto più facile overcloccare un processore, che tu lo faccia entrando nel BIOS oppure con le applicazioni dedicate dei produttori.
Non sempre tuttavia vale la pena alzare le frequenze, proprio per le conseguenze sull’intero sistema. Aumentando la tensione elettrica, l’overclock:
- genera più calore, che dovrai gestire per evitare problemi alle componenti;
- accresce il rischio di una maggiore instabilità del sistema;
- porta ad un più veloce degrado della componente, se prolungato nel tempo.
Insomma, con l’overclocking puoi davvero migliorare le performance di componenti come processore, scheda grafica e memoria RAM.
Al tempo stesso, devi valutare attentamente se il gioco vale la candela o se, in alternativa, è meglio mantenere stabile il tuo sistema.
Magari scegliendo componenti di buona qualità fra le migliori CPU, le migliori schede video e le migliori RAM. 😉