Cos’è il touch screen?

Touch screen è il nome dato a un particolare dispositivo elettronico che permette all’utente di interagire con lo schermo o il monitor tramite le dita o particolari penne.

L’espressione touch screen può essere tradotta in italiano come “schermo sensibile al tocco”, “schermo a sfioramento” o più semplicemente “schermo tattile”.

In entrambi i casi, appare chiaro come lo schermo touch sia pensato per essere un dispositivo di input e allo stesso tempo di output.

Ma come funziona? Quali tipologie esistono? Come si integra il touch screen nell’uso quotidiano dei dispositivi elettronici?

Scopriamolo insieme! 😉

Cos'è il touch screen?

Come funziona il touch screen?

In breve, il touch screen ti permette di comunicare degli input al tuo dispositivo – come scrivere un messaggio o selezionare un’applicazione – e di visualizzare i risultati sullo schermo.

Alla base di questo concetto molto semplice, ci sono anni di evoluzione tecnologica a partire dagli anni 60 fino ad arrivare a oggi. 🙂

Per comprendere come funziona un touch screen, è necessario prima capire come fa il computer a tradurre i tocchi delle nostre dita in segnali elettrici che può interpretare.

Un touch screen è di norma formato da due componenti: uno schermo e un digitalizzatore. Se magari sai già cosa fa il primo, il secondo ha invece il compito di “digitalizzare” i tuoi input, ovvero renderli comprensibili al computer.

E sono appunto le diverse modalità di digitalizzazione che ci permettono di distinguere diversi tipi di touch screen.

Touch screen a sensore magnetico

In questa tipologia, l’interazione fra penna e il dispositivo avviene tramite l’influenza di campi magnetici.

Touch screen a infrarossi

Tecnologia appartenente ai primi dispositivi touch screen, utilizzava la proiezione di raggi infrarossi con disposizione a griglia a pochissima distanza dallo schermo.

Nel momento in cui l’utente appoggiava il dito, interrompeva la griglia in un punto preciso. Di conseguenza, il sistema poteva identificare le coordinate dell’interruzione e comunicare correttamente l’input.

Touch screen ottico o a videocamere

Il concetto è lo stesso dei touch screen a infrarossi, ma in questo caso viene sfruttato un sistema di videocamere per individuare se e dove sono presenti input sullo schermo.

Touch screen basato su overlay

Si tratta della tipologia più utilizzata in assoluto.

Il digitalizzatore è incorporato sotto uno strato di vetro e quindi richiede il contatto con lo schermo in modo da registrare l’input.

Oggi, i touch screen basati su overlay si distinguono in resistivi e capacitivi.

Il touch screen resistivo presenta due strati – resistivo e conduttivo – che interagiscono fra loro e che entrando in contatto digitalizzano l’input del tocco.

Dal momento che spesso sono più resistenti e precisi, vengono spesso utilizzati in contesti in cui è vitale garantire l’accuratezza anche a scapito della velocità d’uso. Un esempio sono i bancomat.

Il touch screen capacitivo non ha schermi flessibili dove uno strato resistivo e uno strato conduttivo interagiscono. Al contrario, utilizza la natura conduttiva della nostra pelle per registrare l’input.

Gli strati presenti, sottilissimi, possiedono una corrente a bassa tensione. Al momento del tocco da parte del dito, la tensione viene trasferita sulla pelle e il sistema registra questo caso rilevando la posizione dell’input.

In questo modo, un touch screen capacitivo permette anche di effettuare tocchi singoli o swipe, e supporta anche il multi touch.

Unico obbligo è però quello di eseguire il tocco con materiale conduttivo, come la nostra pelle o i guanti touch molto utilizzati in inverno. 😉

Conclusioni

A oggi, tutti i dispositivi elettronici touch screen che usiamo nel quotidiano hanno uno schermo touch capacitivo.

Dagli smartphone agli smartwatch, dalle smartband ai monitor di alcuni PC all in one, la tecnologia è la stessa anche se ovviamente declinata in vari livelli di qualità.

Sistema con più anni sulle spalle di quanto potrebbe sembrare, il touch screen è destinato a rimanere con noi per molto tempo, in attesa delle sue evoluzioni che vedremo in futuro. 🙂

Per qualsiasi dubbio o domanda, scrivimi pure nei commenti!

Articolo precedenteCosa sono i VRM?
Articolo successivoCos’è il WiFi 5?
CEO & Founder di www.robadainformatici.it, vivo l'informatica come una passione. Di giorno aiuto le persone a sfruttare la tecnologia a proprio favore, nel tempo libero condivido queste fantastiche conoscenze in questo spazio, con il resto della rete.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui