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7 falsi miti sui laptop duri a morire

Il laptop è diventato l’oggetto più presente nella nostra vita digitale. Lo usiamo per lavorare, studiare, gestire i nostri risparmi, archiviare documenti e collegarci a reti di ogni tipo.

Nonostante la presenza radicata nella quotidianità, attorno ai portatili continuano a circolare miti duri a morire, spesso ripetuti più per abitudine che per un’esperienza reale. Il problema è che chi crede a questi luoghi comuni corre il rischio di fare scelte sbagliate: compra male, trascura la manutenzione e prende sotto gamba pericoli concreti.

Vediamo i falsi miti più diffusi e perché è arrivato il momento di abbandonarli.

7 falsi miti sui laptop duri a morire

Mito 1: “Uno vale l’altro, tanto ormai costano tutti uguale”

Falso. Il mercato italiano dei notebook nel 2025 racconta una storia molto diversa. Secondo un’analisi sul canale retail, quasi la metà dei laptop venduti (49%) si colloca nella fascia 400–599 euro, mentre solo una piccola parte rientra nel segmento premium. Non solo: la fascia tra i 499–699 euro resta quella più attrattiva in assoluto, segno che gli utenti cercano prezzo e prestazioni, senza accontentarsi necessariamente “del minimo indispensabile”.

Qui i numeri contano, perché dimostrano che scegliere “il più economico” non è la norma né la soluzione migliore. I dati riportati raccontano un mercato italiano molto più segmentato di quanto si pensi.

Mito 2: “Conta solo CPU, RAM e spazio di archiviazione sono secondari”

Altro errore classico. Nel 2025–2026 il tema memoria è tornato al centro, non per questioni di marketing ma perché la scarsità di offerta sul mercato è reale. Le spedizioni dei PC sono aumentate di circa il 10% nell’ultimo trimestre del 2025, ma la disponibilità di RAM e storage è crollata, con effetti diretti sui prezzi e sulle configurazioni entry-level.

La pressione della domanda (soprattutto lato AI e data center) sta riducendo la qualità media delle configurazioni più economiche, spesso con 8 GB di RAM che diventano il collo di bottiglia reale, non la CPU.

Tradotto: nel 2026 un laptop con un buon processore ma poca RAM può tradursi in un investimento zoppo. E lo diventa ancora di più nel medio periodo.

Mito 3: “Se dura 8 ore sulla carta, la batteria durerà sempre 8 ore”

No. I tempi di autonomia dichiarati sono veri nei test di laboratorio ma non nei casi d’uso reali. Il vero nemico della batteria non è tanto la ricarica rapida, quanto il calore, carichi prolungati e cicli di utilizzo sbagliati.

Diverse analisi recenti riprese dalla stampa specialistica italiana mostrano che la degradazione dipende soprattutto dalla temperatura operativa e dall’uso continuo al 100%, non dalla velocità di ricarica in sé. Usare il laptop come fosse un desktop sempre collegato alla presa accorcia rapidamente la vita della batteria.

Mito 4: “Se ho l’antivirus, sono a posto”

Qui entriamo nel territorio più pericoloso. Nel 2025 in Italia si è tornati a parlare seriamente di ransomware dopo diversi casi che hanno causato danni milionari alle nostre aziende, tra cui l’attacco che ha colpito il noto brand Poltronesofà, con blocco dei sistemi e gestione emergenziale dei dati.

Il punto è semplice: l’antivirus da solo non basta. Senza backup, aggiornamenti costanti, account separati e cifratura del disco, il laptop resta vulnerabile. Formattare e ripartire non è sempre una soluzione, soprattutto quando l’attacco coinvolge livelli più profondi come firmware e boot.

Mito 5: “Le violazioni dei dati colpiscono solo le grandi aziende”

Secondo il Garante per la protezione dei dati personali, le violazione dei dati non sono eventi eccezionali ma situazioni già regolamentate, con obblighi di notifica e sanzioni che possono arrivare fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato annuo mondiale.

Questo significa che anche un solo laptop gestito in modo inadeguato può diventare un rischio serio, soprattutto se contiene documenti di lavoro, dati sensibili o credenziali salvate senza adeguate misure di sicurezza.

Mito 6: “Le reti Wi-Fi pubbliche sono lente ma non pericolose”

Sbagliato due volte. Le reti pubbliche sono lente e rischiose. Il CERT-AGID pubblica avvisi su campagne di phishing e intercettazione che si concretizzano proprio su connessioni non protette.

È in questo contesto che entra in gioco la VPN: non come soluzione miracolosa, ma come livello aggiuntivo di protezione quando ci si collega da bar, hotel, coworking o aeroporti. È importante però scegliere con attenzione il servizio più adatto alle proprie esigenze: cercando la VPN gratis più veloce si trovano molte opzioni, ma è sempre consigliabile verificare politiche di privacy, sicurezza e trasparenza del provider. Non tutte le VPN gratuite sono uguali: è utile orientarsi verso soluzioni affidabili e con una buona reputazione.

Mito 7: “Zero manutenzione, tanto è tutto automatico”

Un laptop trascurato invecchia rapidamente.È fondamentale aggiornare i firmware, verificare lo stato dell’SSD, gestire lo spazio di archiviazione e monitorare la salute della batteria come parte della manutenzione di base. Chi ignora questi tre aspetti essenziali si trova spesso a dover sostituire il computer non perché “è vecchio”, ma perché è stato trascurato.

Matteo Zigliani
Matteo Ziglianihttps://robadainformatici.it
CEO & Founder di www.robadainformatici.it, vivo l'informatica come una passione. Di giorno aiuto le persone a sfruttare la tecnologia a proprio favore, nel tempo libero condivido queste fantastiche conoscenze in questo spazio, con il resto della rete.

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