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Quando acquisti delle cuffie Bluetooth, quasi sicuramente stai cercando un dispositivo da usare con il cellulare senza l’impedimento dei fili. Poter ascoltare la musica mentre stai camminando, o vedere un video di Youtube, senza doverti preoccupare del cavo audio rappresenta una comodità quasi senza rivali. Ma non è tutto! Devi sapere che la tecnologia Bluetooth […]

Come collegare le cuffie Bluetooth al computer Matteo Zigliani

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Quando acquisti delle cuffie Bluetooth, quasi sicuramente stai cercando un dispositivo da usare con il cellulare senza l’impedimento dei fili.

Poter ascoltare la musica mentre stai camminando, o vedere un video di Youtube, senza doverti preoccupare del cavo audio rappresenta una comodità quasi senza rivali.

Ma non è tutto! Devi sapere che la tecnologia Bluetooth è oggi incredibilmente diffusa e quasi tutti i dispositivi che utilizziamo la supportano.

Console come la PS4 , televisori e smart tv, ma anche computer e portatili sono alcuni dei device ai quali oggi puoi collegare le tue cuffie Bluetooth, per fruire dei tuoi contenuti in modo sempre più libero.

In questa guida ti mostrerò proprio come connettere le cuffie Bluetooth a un PC dotato di sistema operativo Microsoft Windows.

Scopriamo insieme come fare! 😉

Come collegare le cuffie Bluetooth al computer

PC con Windows 10: come collegare le cuffie Bluetooth

Windows 10, insieme ai suoi vari aggiornamenti, è l’ultima versione del famoso sistema operativo sviluppato da Microsoft.

Non solo è ottimizzato per tantissime tipologie di computer, dal PC fissi ai notebook fino ai convertibili, ma Windows 10 dispone anche di un ottimo supporto ai driver e ha una buona compatibilità con quasi tutte le cuffie Bluetooth presenti sul mercato.

L’attenzione alla semplicità e all’immediatezza dell’OS si riflette completamente nelle procedure per il collegamento di una qualsiasi cuffia Bluetooth.

Infatti, con Windows 10 e un computer che sia dotato di chip Bluetooth, dovrai soltanto seguire alcuni semplici passi.

#1 Attiva il Bluetooth sul PC

Per attivare la rete wireless Bluetooth, cerca sulla barra delle applicazioni di Windows un’icona che ha la forma di un fumetto quadrato. Dovresti trovarla in basso a destra: fai un clic con il mouse. Se hai a disposizione un Tablet o un Microsoft Surface, fai tap sull’icona.

A destra, ti si aprirà la barra laterale del “Centro Notifiche” di Windows 10. Puoi notare in alto le notifiche e, in basso, dei pulsanti che gestiscono le principali funzioni del computer.

Cerca la voce “Bluetooth” e attivala cliccandoci su.

#2 Accendi le cuffie Bluetooth e rendile individuabili

Tutte le cuffie dotate di tecnologia Bluetooth consentono, con uno o più tasti, di avviare la procedura di ricerca di altri dispositivi.

Nella maggior parte dei modelli, ti basterà tenere premuto il tasto d’accensione fino a quando non sentirai una voce che dice “Ready to pair” o un LED che si illumina.

#3 Connetti i due dispositivi

Siamo arrivati alla fase finale della procedura. Per connettere le tue cuffie Bluetooth al computer, torna nel “Centro Notifiche” e stavolta fai un click o un tap sulla voce “Connetti”.

Ti si aprirà un elenco con i possibili dispositivi nel range della rete Bluetooth che hai attivato: seleziona le tue cuffie e attendi qualche secondo.

Se tutto è andato come previsto, non dovrai fare altro. Anzi, il PC e le cuffie si collegheranno ogni volta che avranno il Bluetooth attivato e sono nel range della rete.

Come collegare le cuffie BT ad altre versioni di Windows

Windows 10 è un sistema operativo estremamente user friendly, ma non tutti hanno un computer che dispone di questa versione.

Per fortuna, anche Windows 8.1 e Windows 7 supportano la tecnologia Bluetooth e quindi ammettono la possibilità di collegare le tue cuffie Bluetooth al PC.

Ricorda però di controllare prima che il tuo computer abbia un chip Bluetooth.

Collega le cuffie Bluetooth a Windows 8.1

Sebbene Windows 8.1 sia per certi versi simile a Windows 10, la procedura di collegamento è un po’ più macchinosa. Nulla per cui preoccuparti: si tratta soltanto di qualche step in più. 🙂

Queste saranno le operazioni che dovrai compiere:

  • Accendi le cuffie Bluetooth e rendile individuabili, nello stesso modo che abbiamo visto per il sistema operativo Windows 10;
  • Seleziona “Start”, in basso a sinistra nel menu delle applicazioni, e digita “Bluetooth”: comparirà la voce “Impostazioni Bluetooth” nell’elenco dei risultati di ricerca;
  • Cliccando sulla voce, entrerai nella sezione delle impostazioni riguardante questo tipo di rete: attiva il Bluetooth e seleziona le tue cuffie, facendo poi click su “Associa”.

Se tutto è andato per il verso giusto, la procedura di collegamento è terminata. In caso contrario, segui le istruzioni a schermo e il gioco è fatto. 😉

Collega le cuffie Bluetooth a Windows 7

Microsoft Windows 7 è ormai un sistema operativo abbastanza datato per quanto riguarda l’interfaccia utente, le possibilità di connessione e il supporto ai driver.

Tuttavia, fino a qualche tempo fa era la migliore versione disponibile di un sistema operativo Microsoft, e in più aveva la compatibilità con il supporto a una rete Bluetooth.

Dopo aver appurato che l’hardware del tuo PC consente la connessione Bluetooth, segui questi semplici passi:

  • Accendi le tue cuffie e rendile pronte alla procedura di pairing;
  • Clicca su “Start” e digita “Dispositivi e Stampanti”: clicca sulla voce corrispondente;
  • Cerca in alto a sinistra la voce “Aggiungi Dispositivo” e fai click, poi “Seleziona il dispositivo”;
  • Dopo aver trovato il nome delle tue cuffie Bluetooth, seleziona “Avanti” e attendi qualche secondo per terminare il pairing.

Alcune curiosità sul Bluetooth in Windows

Le operazioni che ti ho descritto fin qui non valgono soltanto per le cuffie Bluetooth.

Certo, fra i tantissimi dispositivi dotati di questa tecnologia le cuffie sono senza dubbio quelli più utilizzati. Ma lo stesso procedimento serve anche per collegare al computer tastiere e mouse, casse audio e altri tipi di periferiche.

Ciò avviene per le particolari caratteristiche della tecnologia Bluetooth, che permette di creare una rete master/slave che ha determinati privilegi.

Inoltre, collegare diversi device al PC è possibile anche se questo non possiede un chip Bluetooth, tramite un qualsiasi adattatore Bluetooth. Si tratta di una sorta di chiavetta da inserire in uno degli ingressi USB del computer e che ti permetterà di aggirare qualsiasi limite dell’hardware. 😉

Conclusioni

Come hai visto, le cuffie Bluetooth sono utilissime anche quando collegate al tuo PC fisso o al notebook. Che tu voglia guardare dei video su Youtube, una serie su Netflix o anche solo videogiocare un po’, ti consentono di farlo in totale relax e senza disturbare nessuno.

Oggi esistono tantissimi modelli di cuffie Bluetooth, praticamente per tutte le tasche e i possibili usi: si tratta ormai di un dispositivo irrinunciabile per la fruizione multimediale. 🙂

Se sei interessato a questo argomento e vorresti saperne di più, dai pure un’occhiata al mio articolo sulle migliori cuffie Bluetooth.

Se invece hai ancora dei dubbi su come collegarle al computer, scrivimi pure nei commenti! 😉

Come collegare le cuffie Bluetooth al computer Matteo Zigliani

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Come collegare le cuffie Bluetooth alla PS4 https://www.robadainformatici.it/come-collegare-le-cuffie-bluetooth-alla-ps4/ https://www.robadainformatici.it/come-collegare-le-cuffie-bluetooth-alla-ps4/#respond Wed, 13 Feb 2019 23:15:28 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=11026 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Avviare un videogame con la PlayStation 4 è uno dei migliori passatempi (e non solo). Tuttavia, se per vari motivi ti ritrovi a farlo quando gli altri dormono o riposano, rischi di disturbare ed esporti a varie lamentele. In fondo, nessuno ha davvero colpa: i tuoi orari riducono al minimo gli attimi di vero relax […]

Come collegare le cuffie Bluetooth alla PS4 Matteo Zigliani

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Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Avviare un videogame con la PlayStation 4 è uno dei migliori passatempi (e non solo). Tuttavia, se per vari motivi ti ritrovi a farlo quando gli altri dormono o riposano, rischi di disturbare ed esporti a varie lamentele.

In fondo, nessuno ha davvero colpa: i tuoi orari riducono al minimo gli attimi di vero relax e non puoi fare altrimenti. D’altro canto, anche i tuoi familiari o i vicini di casa hanno il diritto di riposare senza venire disturbati.

Abbassare il volume spesso non è la migliore soluzione, perché finiresti per perdere qualsiasi immersione nel gioco o nel film che stai guardando. Insomma, significherebbe non godere appieno dell’esperienza.

Fortunatamente, si tratta di un problema abbastanza semplice da risolvere, attraverso delle cuffie wireless o Bluetooth.

In questo modo, tutti sono contenti! Soprattutto, potrai finire quella missione di Red Dead Redemption 2 senza che nessuno venga a dirti di staccare. 😉

Seguimi in questa guida: ti spiegherò come collegare le cuffie Bluetooth alla PS4, ma anche altre tipologie di cuffie senza fili, in modo semplice e veloce! 🙂

Come collegare le cuffie Bluetooth alla PS4

Collegare le cuffie Bluetooth alla PS4 – Guida completa

Di cuffie Bluetooth esistono tantissimi tipi, per tutti gli utilizzi e le fasce di prezzo. Se vuoi sapere quali sono i migliori modelli, dai pure un’occhiata alla mia guida sull’argomento. 🙂

Sfortunatamente, la PS4 non supporta tutti i tipi di cuffie che funzionano con la tecnologia Bluetooth: il mio consiglio è quello di controllare sul manuale – o nella scheda tecnica – prima ancora di acquistarle.

In questo modo, potrai già essere sicuro di usarle con la tua console preferita senza incontrare problemi di compatibilità.

Ma se magari possiedi già delle cuffie che ora vorresti collegare alla PS4, puoi aggirare qualsiasi problema acquistando a parte un adattatore Bluetooth.

Vediamo allora insieme come collegare delle cuffie Bluetooth alla PS4, con e senza adapter!

Cuffie Bluetooth compatibili con PS4: come collegarle

Questo è il caso più semplice, perché la compatibilità permette di sfruttare il Bluetooth della console di casa Sony senza intermediari.

Il metodo che ti propongo qui in generale vale per le tre principali versioni della PS4, ovvero PS4 Fat, PS4 Slim e PS4 Pro.

Ecco quali sono gli step da compiere:

  • Accendi le cuffie Bluetooth e attiva la modalità “pairing”. Nella maggior parte dei modelli, basta tenere premuto il tasto di accensione, ma per essere più sicuro dai un’occhiata al manuale presente nella confezione.
  • Sulla PS4, entra nella sezione dedicata alle “Impostazioni”; successivamente seleziona “Dispositivi” e poi “Dispositivi Bluetooth“. In questo modo, attiverai la ricerca delle cuffie nella rete privata a corto raggio creata dalla tecnologia Bluetooth.
  • Seleziona il nome delle tue cuffie Bluetooth e attendi qualche secondo perché venga completata la procedura di pairing.

Fatto tutto questo, puoi adesso utilizzare insieme i due dispositivi. Dal momento che si tratta di cuffie compatibili con la PlayStation 4, non dovresti incontrare altri problemi.

In caso contrario, magari a causa di software e aggiornamenti, potrebbe comparire un messaggio che dice “Il dispositivo Bluetooth non è supportato dalla PS4”.

Se è questo il caso, allora sarà necessario utilizzare un adattatore Bluetooth.

#2 Cuffie Bluetooth non supportate dalla PS4: come usare l’adattatore

Come avviene per le cuffie Bluetooth, anche per gli adattatori esistono tantissimi modelli con prestazioni diverse e, ovviamente, diversi prezzi.

Per la tua PS4, il mio consiglio è quello di preferire gli adattatori Bluetooth di buona qualità. Infatti, dal momento che il segnale audio viene compresso, con un adattatore scarso la riproduzione del suono potrebbe risentirne in negativo.

Il primo passo, quindi, è quello di scegliere un Bluetooth adapter che risolva al meglio il problema del collegamento delle cuffie alla console.

Una volta completato questo step iniziale, ecco cosa dovrai fare:

  • Collega l’adattatore all’ingresso USB della PlayStation 4.
  • Collega l’adattatore per il microfono all’ingresso audio da 3,5 mm che useresti per le normali cuffie: tranquillo, entrambi gli adattatori vengono venduti insieme.
  • Ora, effettua l’accoppiamento fra l’adattatore Bluetooth e le cuffie.
  • Da qui, l’operazione diventa abbastanza semplice: entra in “Impostazioni“, poi su “Dispositivi” e infine su “Dispositivi audio“. Nella schermata che ti sarà comparsa, dovrai impostare l’adattatore come dispositivo predefinito di entrata e uscita del suono.

E sostanzialmente è tutto qui. Collegando i due adattatori alla PS4 e le cuffie Bluetooth a questi, hai detto alla PlayStation di utilizzarli per l’input e l’output del segnale audio.

In questo modo, puoi già usare le tue cuffie per giocare, aggirando di fatto i problemi di compatibilità della console. 😉

Oltre il Bluetooth: cuffie con cavo e cuffie wireless

Le cuffie Bluetooth non sono l’unico metodo per usare la PS4 senza disturbare chi vive con te o i vicini di casa che vogliono riposare.

Puoi collegare con semplicità anche altri tipi di cuffie, che siano quelle tradizionali con cavo o quelle, diverse dalle cuffie Bluetooth, senza fili.

Come collegare le cuffie con cavo alla PS4

Questa è l’eventualità più comune nella quale potresti ritrovarti. Infatti, tutti abbiamo degli auricolari o delle cuffie dotati del classico cavo con il jack da 3,5 mm.

Sul retro del tuo controller per la PS4 noterai un’ingresso da 3,5 mm che serve proprio per connettere delle cuffie dotate di cavo.

Inserisci lì il jack e tieni premuto il tasto PlayStation sul pad, finché sullo schermo non comparirà il menu laterale dedicato alle opzioni audio.

Fatto questo, entra nella sezione “Riproduci audio tramite cuffie” e premi il tasto X: si aprirà un menu dove dovrai selezionare “Tutto l’audio“. In questo modo, sentirai dalle cuffie non solo i suoni e le voci della chat, ma anche il gioco e i suoni del menu.

Come collegare le cuffie wireless alla PS4

Come accade per le cuffie Bluetooth per PS4, anche le loro controparti wireless hanno qualche particolarità che le differenzia dalle normali cuffie senza fili.

Infatti, solitamente vengono vendute in un bundle che può comprendere:

  • le cuffie wireless;
  • una chiavetta USB da collegare alla console, chiamata dongle, oppure una classica base.

In entrambi i casi, tramite i cavi in dotazione dovrai connettere il dongle o la base sia a un ingresso USB della PS4 sia a una delle uscite audio.

A questo punto, bisogna configurare le cuffie come il dispositivo predefinito per l’input e l’output del segnale audio. Per farlo, occorrerà:

  • entrare su “Impostazioni” e poi su “Audio e schermo“, quindi su “Impostazioni uscita audio“: seleziona l’uscita principale su “Digital out (optical)” e l’opzione formato audio su “PCM lineare“;
  • andare sul menu “Dispositivi audio“, come ti ho mostrato poco più su in questa stessa guida e poi su “Dispositivo di uscita di PS4“: fatto questo, seleziona le tue cuffie.

Ricorda: la sezione “Riproduci l’audio tramite cuffie” deve avere l’opzione “Tutto l’audio” attiva, altrimenti sentirai solo le voci della chat.

Conclusioni

La PlayStation 4 sa regalare tantissime soddisfazioni videoludiche. Sfortunatamente, per alcuni tipi di cuffie il collegamento è abbastanza macchinoso, sebbene non impossibile.

Il mio consiglio è quello di preferire cuffie Bluetooth o, al massimo, cuffie dotate di collegamento via jack da 3,5 mm. Certo, nel primo caso potrebbe risentirne la qualità del suono, ma avrai la certezza di un collegamento alla PS4 semplice e duraturo.

Se hai ancora qualche dubbio su come collegare le cuffie alla PS4, non esitare a scrivermi qui sui commenti: cercherò di risponderti nel migliore dei modi! 😉

Se invece ti incuriosisce l’argomento e vuoi saperne di più, leggi pure la mia guida sulle migliori cuffie bluetooth disponibili oggi sul mercato!

Come collegare le cuffie Bluetooth alla PS4 Matteo Zigliani

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Come funzionano le cuffie senza fili per TV? https://www.robadainformatici.it/come-funzionano-le-cuffie-senza-fili-per-tv/ https://www.robadainformatici.it/come-funzionano-le-cuffie-senza-fili-per-tv/#respond Sat, 05 Jan 2019 06:30:18 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10986 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Un divano, un televisore, un telecomando, magari qualche amico: guardare la TV è da sempre un’attività da sempre legata alla fruizione, per quanto ogni evoluzione tecnologica abbia riguardato più la qualità del segnale audio/video che altro. Negli ultimi tempi invece la televisione sta diventando un nuovo polo per l’intrattenimento. Internet e il concetto di smart-tv […]

Come funzionano le cuffie senza fili per TV? Matteo Zigliani

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Un divano, un televisore, un telecomando, magari qualche amico: guardare la TV è da sempre un’attività da sempre legata alla fruizione, per quanto ogni evoluzione tecnologica abbia riguardato più la qualità del segnale audio/video che altro.

Negli ultimi tempi invece la televisione sta diventando un nuovo polo per l’intrattenimento. Internet e il concetto di smart-tv hanno portato a nuovi modi di fruire nuovi contenuti.

In particolare, la connettività ha risentito molto di queste innovazioni, tanto che oggi puoi anche vedere la TV a distanza e senza fili che intralcino il passaggio.

Come? Tramite un paio di cuffie wireless che potrai collegare in modo semplice e veloce alla tua tv, pronto per una maratona sulla tua piattaforma di streaming preferita! 😉

Vediamo insieme come si fa!

come funzionano le cuffie senza fili per tv

Cuffie senza fili per TV: come funzionano?

Collegare delle cuffie senza fili alla TV può avere molti vantaggi:

  • la comodità di vedere una serie sul divano senza un dispiegamento di fili che farebbe impallidire un concerto;
  • la possibilità di non disturbare famiglia, amici o coinquilini, soprattutto se i tuoi orari sono particolari;
  • la libertà di regolare il volume come preferisci e non perdere proprio nulla. 🙂

Nel resto di questa guida, ti spiegherò come funzionano le cuffie senza fili per la TV e ti mostrerò anche come puoi collegarle.

Innanzitutto, le cuffie wireless possono essere sostanzialmente di due tipi:

  • cuffie RF o radiofrequenza: cuffie wireless che necessitano di un trasmettitore esterno;
  • cuffie BT o Bluetooth: cuffie molto funzionali che utilizzano la tecnologia bluetooth.

Prima di qualsiasi acquisto, controlla se la tua televisione ha l’ingresso jack da 3,5 mm (quello classico per le cuffie che trovi anche sul cellulare) o il Bluetooth integrato.

A seconda delle possibilità, potrai decidere se acquistare un tipo di cuffie piuttosto che un altro, tenendo conto delle differenze e delle tue esigenze.

Vediamo adesso come funzionano questi tipi di cuffie! 😉

Cuffie RF: come funzionano e come collegarle alla TV

Questo tipo di cuffie è definito “a radiofrequenza” perché utilizza delle frequenze radio per la trasmissione del segnale audio.

In teoria, anche le cuffie Bluetooth hanno una tecnologia simile, ma come vedrai in seguito se ne differenziano per la banda utilizzata e la compressione del segnale.

Oltre che dalla scatola, puoi riconoscere le cuffie RF perché sono quasi sempre fornite di un trasmettitore esterno da collegare ai tuoi dispositivi.

Questo apposito trasmettitore si occupa di convertire il segnale audio e inviarlo alle cuffie. Un ottimo esempio sono le Sennheiser RS120 II, delle cuffie di fascia media fornite di un trasmettitore che funziona anche da docking station. Una soluzione molto comoda! 😉

Per collegarle alla televisione, nella maggior parte dei casi si tratta di un’operazione semplicissima. Per prima cosa, bisogna capire qual è il metodo di ricarica della batteria:

  • nel caso di batterie rimovibili, collega la base delle cuffie alla rete elettrica e, dopo aver inserito la batterie su uno degli speaker, sistema le cuffie RF sulla base;
  • se invece la batteria è interna e non rimovibile, ti basterà mettere le cuffie sul trasmettitore e collegare quest’ultimo alla presa elettrica.

Una volta completata la ricarica, dovrai settare le cuffie e il trasmettitore sullo stesso canale. Puoi farlo usando la levetta presente di solito su entrambi i dispositivi.

Fatto questo, inserisci il jack da 3,5 mm nella TV: puoi finalmente usare le tue cuffie RF! 😉

Vantaggi delle cuffie RF per la TV

Sono molti i vantaggi delle cuffie wireless a radiofrequenza. Considerando l’uso con la televisione, questi sono i principali:

  • hanno una portata che può arrivare fino a 100 metri;
  • la qualità del segnale è fra le migliori, nel panorama delle cuffie senza fili;
  • hanno la possibilità di collegarne più di una, sullo stesso canale radio.

Gli svantaggi invece sono pochi, ma dovrai tenerne conto per avere un quadro completo.

In primo luogo, la perdita di qualità del segnale, che può avvenire a causa della presenza di muri fra cuffie e trasmettitore o a causa di più dispositivi connessi alla stessa banda.

In secondo luogo, costano in media più delle versioni con cavo.

Cuffie Bluetooth per la TV: come funzionano e come collegarle?

Le cuffie Bluetooth si differenziano dalle cuffie a radiofrequenza per alcuni fattori:

  • utilizzano due diversi protocolli di comunicazione: la tecnologia Bluetooth crea una rete privata che viaggia sulla banda dai 2,4 GHz ai 2,485 GHz;
  • le cuffie BT hanno una portata che non supera i 10 metri, almeno per le versioni più diffuse che supportano lo standard Bluetooth 4.X;
  • hanno anche loro un trasmettitore, ma è miniaturizzato e sistemato all’interno delle cuffie stesse, per una maggiore indipendenza.

Per collegare le cuffie bluetooth al televisore, devi sapere che la procedura non si discosta molto dal normale collegamento a qualsiasi dispositivo che supporta il Bluetooth.

In questo caso, infatti, dovrai prima accedere al menu delle impostazioni ed entrare nella sezione dedicata alla opzioni audio.

A questo punto, attiva il Bluetooth e accendi le cuffie: così comincerà la ricerca automatica tramite la quale potrai accoppiare i due dispositivi.

Se vuoi saperne di più sull’argomento, dai pure un’occhiata al mio articolo su come funzionano le cuffie Bluetooth in generale! 🙂

Nel caso il tuo televisore non sia dotato di Bluetooth, non disperare. Puoi ancora collegare delle cuffie Bluetooth, tramite un apposito adattatore che, a seconda dei casi, dovrai inserire o nell’ingresso jack da 3,5 mm o nella porta USB.

Vantaggi delle cuffie Bluetooth per la TV

Abbiamo visto insieme le differenze fra cuffie RF e cuffie BT, ma quali sono davvero i vantaggi di queste ultime? Ecco i principali:

  • compatibilità con tantissimi tipi di dispositivi: potrai avere un solo paio di cuffie Bluetooth e utilizzarle con il televisore, il cellulare, il PC e così via;
  • potenzialmente meno interferenze rispetto a una trasmissione a radiofrequenza;
  • comodità d’uso, dal momento che non necessitano di trasmettitore esterno né di alimentazioni con batterie esterne;
  • prezzo contenuto, soprattutto per i modelli base.

Ti ho già accennato agli svantaggi, che principalmente riguardano la scarsa portata e la qualità del segnale in caso di versioni datate della tecnologia Bluetooth.

In realtà, come spesso accade per la tecnologia tutto dipende dall’uso che farai dei tuoi dispositivi. Capendo questo, potrai decidere al meglio quale dispositivo acquistare! 😉

Conclusioni

Le cuffie senza fili sono una delle soluzioni migliori nel campo della fruizione multimediale, soprattutto se vuoi guardare la TV seduto comodamente sul divano e senza disturbare gli altri.

Non solo hanno un funzionamento piuttosto semplice da comprendere e si collegano facilmente alla TV, ma ne trovi tantissimi modelli per tutte le fasce di prezzo! 😉

A questo proposito, se vuoi saperne di più leggi pure la mia guida alle migliori cuffie wireless e alle migliori cuffie Bluetooth!

Se invece dovessi ancora avere dubbi su questa guida, scrivimi pure nel commenti! 😉

Come funzionano le cuffie senza fili per TV? Matteo Zigliani

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Come sostituire l’hard disk con un SSD https://www.robadainformatici.it/come-sostituire-lhard-disk-con-un-ssd/ https://www.robadainformatici.it/come-sostituire-lhard-disk-con-un-ssd/#comments Fri, 04 Jan 2019 06:30:54 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10969 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Se vuoi migliorare il tuo PC fisso o il tuo portatile, hai essenzialmente due alternative. 🙂 La prima riguarda un aggiornamento generale delle componenti principali: processore e scheda madre, memoria RAM e scheda video. Tuttavia, oltre ad avere un costo abbastanza elevato si tratta di aggiornamenti che puoi fare solo su un computer fisso. L’altra […]

Come sostituire l’hard disk con un SSD Matteo Zigliani

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Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Se vuoi migliorare il tuo PC fisso o il tuo portatile, hai essenzialmente due alternative. 🙂

La prima riguarda un aggiornamento generale delle componenti principali: processore e scheda madre, memoria RAM e scheda video.

Tuttavia, oltre ad avere un costo abbastanza elevato si tratta di aggiornamenti che puoi fare solo su un computer fisso.

L’altra strada richiede il cambiamento di una sola componente, che da sola può aumentare le prestazioni e la velocità della tua macchina. Sto parlando della sostituzione del tuo vecchio hard disk con un SSD.

Infatti, molto spesso gli hard disk producono un effetto bottle neck o “collo di bottiglia” sulle prestazioni di un computer.

Ciò avviene perché la velocità di lettura e scrittura dei dati è molto più bassa rispetto alle potenzialità della CPU di eseguire le istruzioni e della RAM di eseguire le varie applicazioni.

Con una spesa contenuta, installare un SSD ti permetterà di migliorare le performance del PC fisso come del portatile.

In questa guida ti mostrerò come fare, trattando nello specifico tutti i passi necessari. Vediamo insieme di cosa si tratta! 😉

Come sostituire l'hard disk con un SSD04

Sostituire hard disk con SSD in un computer fisso

Quasi tutti sappiamo com’è fatto un hard disk. Come dice il nome stesso, si tratta di uno o più dischi rigidi in cui la scrittura e la lettura dei dati vengono effettuate da una testina. Per questa ragione ci si riferisce a loro anche con il nome di “dischi meccanici”.

Al contrario, gli SSD sono dei solid state drive, ovvero delle memorie non meccaniche “a stato solido”, ovvero basate sulla tecnologia dei chip flash. La stessa delle microSD e delle chiavette USB, in pratica. 🙂

Dato il costo in media più alto rispetto agli hard disk, gli SSD sono perfetti come supporto per l’installazione del sistema operativo e la memorizzazione di alcuni dati.

Ti basterà infatti installare Windows, per esempio, e noterai subito un aumento della velocità di avvio del sistema e di alcune applicazioni.

Inoltre, rispetto a un disco rigido un SSD ha diversi vantaggi:

  • è meno rumoroso (perché non c’è alcun disco fisico che gira);
  • consuma molto meno;
  • non risente degli effetti negativi dovuti alla frammentazione dei file;
  • è in generale molto più affidabile e duraturo.

Certo, non è tutto oro quel che luccica. Dovrai fare particolarmente attenzione quando cancelli tutti i dati, ma per questo dai pure un’occhiata alla mia guida su come formattare correttamente un SSD! [aggiungi link all’altro articolo]

Sei pronto? Vediamo quali sono gli step necessari per sostituire l’hard disk con un SSD in un computer fisso! 🙂

#1 Cosa ti serve per il montaggio dell’unità

Per quanto possa apparire un’attività complessa, almeno all’inizio, montare un SSD su un PC fisso non è nulla di troppo difficile. 🙂

Se non possiedi ancora un SSD, puoi sceglierne uno dalla lista che aggiorno costantemente sui migliori SSD per computer fisso e portatile.

Per farlo, ti serviranno:

  • l’unità da montare;
  • un cacciavite e delle viti (solitamente in dotazione);
  • un cavo SATA dati;
  • un cavo SATA per l’alimentazione.

Ricorda: il cavo SATA dati e quello d’alimentazione sono diversi: il primo collegherà il tuo SSD alla scheda madre, mentre il secondo lo collegherà all’alimentatore.

Per montare un SSD, ti servirà un po’ di manualità, ma nulla di complicato.

Comincia svitando le viti del coperchio del case: in questo modo, potrai accedere all’area con la scheda madre e l’hard disk.

Le differenze fra i vari case per PC in questo frangente non contano, perché ci sarà sempre una parte dedicata all’alloggiamento delle memorie di massa. Puoi riconoscerla facilmente, proprio grazie alla presenza dell’hard disk.

Sistema il tuo SSD in uno degli alloggiamenti e avvitalo ai lati. Fatto questo, puoi procedere al collegamento vero e proprio:

  • collega il cavo SATA per l’alimentazione dalla PSU all’unità (operazione più semplice con un alimentatore modulare);
  • collega il cavo SATA dati all’ingresso libero del tuo SSD e alla scheda madre.

Ovviamente, queste operazioni vanno eseguite a computer spento e spina staccata. Fatto il tutto, accendi il PC per passare alla fase successiva. 😉

#2 BackUp e clonazione del disco

Se vuoi utilizzare l’unità a stato solido come memoria secondaria, non c’è molto altro da fare. Al contrario, sostituire un hard disk con un SSD significa installare in quest’ultimo il tuo sistema operativo.

La prima cosa da fare riguarda la migrazione di tutti i dati presenti nel vecchio supporto in quello nuovo. Le alternative sono due:

  • fare un backup dei dati su un altro supporto (chiavetta USB o altri), installare il sistema operativo sull’SSD e poi copiare i dati;
  • clonare il vecchio hard disk nel nuovo SSD.

In particolare, con la seconda alternativa sarà possibile sostituire il disco rigido senza installare di nuovo il sistema operativo.

È l’operazione che ti consiglio, perché una volta ultimata ritroverai tutti i dati e i programmi esattamente come li avevi lasciati! 🙂

Per clonare un hard disk è necessario un software particolare. Per esempio, nel caso di un Samsung SSD 970 EVO puoi usare il Samsung Magician. In tutti gli altri casi, invece, sarà sufficiente una piccola applicazione chiamata AOMEI backupper.

L’uso di questo programma è intuitivo, per cui non dovresti avere problemi. Dopo averlo installato, avvialo e seleziona la voce “Clone” e poi “Disk Clone” dall’interfaccia di AOMEI.

Ecco alcune cose da sapere prima di cominciare la clonazione:

  • non serve che il tuo SSD sia più capiente dell’hard disk di partenza, ma sarà necessario che abbia una capacità tale da ospitare tutti i dati presenti sul disco rigido (sistema operativo incluso);
  • puoi scegliere di clonare soltanto il sistema operativo, selezionando “Partition Clone” dall’interfaccia di AOMEI: in questo modo copierai soltanto la partizione su cui è installato.

A questo punto puoi avviare il tutto. Non preoccuparti di fare altro: AOMEI gestirà in automatico il processo di clonazione, compreso il riavvio quando necessario. 😉

#3 Cosa fare dopo aver sostituito l’hard disk con un SSD

Una volta conclusa la clonazione del vecchio disco nel nuovo, spegni il tuo PC e apri nuovamente il case.

Per rendere subito effettive le modifiche che hai fatto a livello di software, stacca il cavo SATA dati dall’hard disk e collegalo all’ingresso SATA del tuo SSD. In questo modo, è come dire al computer di avviare il sistema operativo dalla nuova unità. 🙂

Per quanto riguarda il vecchio drive, il mio consiglio è di collegare l’hard disk al PC tramite un altro cavo SATA. Si tratta di una procedura che ti darà diversi vantaggi:

  • da una parte, userai l’SSD per avviare il sistema e le applicazioni che usi più spesso e, quindi, per migliorare le prestazioni del tuo PC;
  • dall’altra parte, potrai contare sull’hard disk per archiviare dati, documenti, film e foto.

Sostituire hard disk con SSD in un computer portatile

Per quanto sia un’operazione in media più macchinosa, se vuoi puoi anche sostituire l’hard disk di un portatile con un SSD.

Ecco in particolare come farlo:

  • Spegni il notebook e rimuovi la batteria
  • Verifica sotto quale “sportellino” si trova l’hard disk da 2,5″ e rimuovilo, facendo molta attenzione
  • Collega l’HDD a un computer fisso (tramite cavo SATA dati/alimentazione o con un adattatore SATA/USB)
  • Tramite AOMEI Backupper, crea un’immagine di questo disco sul PC fisso
  • Dopo aver scollegato l’hard disk, collega pure il tuo SSD allo stesso modo
  • Copia l’immagine del vecchio hard disk nel nuovo SSD
  • Scollega l’SSD dal computer fisso e inseriscilo nel portatile al posto della vecchia unità.

Si tratta di un’operazione che richiede più passaggi rispetto alla semplice sostituzione di cui ti ho parlato poco più sopra.

Il motivo è che un notebook ha spazio per un solo drive di memoria, quindi ogni sostituzione dovrà essere facilitata da un PC desktop con cui effettuare la clonazione.

Tuttavia non è molto difficile e alla fine il risultato si farà sentire, così come l’aumento di velocità e prestazioni del tuo portatile. 😉

Conclusioni

Oggi, la scelta di dotare un PC di un SSD è di sicuro una mossa vincente. Infatti, a fronte di una spesa relativamente bassa, il miglioramento delle performance generali si sente.

Non solo un SSD aiuta a dimezzare i tempi di avvio del computer, ma rende più fluido l’uso di tantissime applicazioni e videogiochi.

La sostituzione di un hard disk con un SSD richiede un po’ di manualità e una discreta attenzione, ma è un’operazione alla portata di tutti. 😉

Se invece qualcosa non ti è chiaro di questa guida, scrivimi pure nei commenti! 😉

Come sostituire l’hard disk con un SSD Matteo Zigliani

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Gli SSD o solid state drive sono le memorie per computer che hanno quasi del tutto sostituito i vecchi hard disk. Non si tratta solo di unità più veloci, ma anche più affidabili e resistenti.È una caratteristica che dipende dalla tecnologia con cui gli SSD sono costruiti. Tuttavia, in alcuni casi può succedere che queste memorie comincino […]

Come formattare un SSD Matteo Zigliani

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Gli SSD o solid state drive sono le memorie per computer che hanno quasi del tutto sostituito i vecchi hard disk.

Non si tratta solo di unità più veloci, ma anche più affidabili e resistenti.È una caratteristica che dipende dalla tecnologia con cui gli SSD sono costruiti.

Tuttavia, in alcuni casi può succedere che queste memorie comincino a rallentare, o comunque a non avere più le prestazioni a cui ti eri abituato.

Per risolvere questo inconveniente, una buona soluzione potrebbe essere quella di formattare il tuo SSD e riportarlo al suo splendore.

Vediamo insieme come fare in questa guida completa! 😉

come formattare ssd

Formattare un SSD: quando e come farlo

Proprio come nel caso di un hard disk, potresti pensare che la formattazione di un SSD vada fatta:

  • per risolvere alcuni problemi di velocità in scrittura/lettura;
  • per liberare il supporto prima di venderlo o regalarlo;
  • quando vuoi reinstallare il sistema operativo.

Ciò è vero solo in parte. Infatti, se formattare un HDD è un’operazione semplice e totalmente sicura, con un SSD dovrai fare più attenzione.

Una formattazione ha in generale lo stesso esito sia in un hard disk che in un’unità a stato solido: cancellare tutti i dati. Considera però che i due tipi di memoria sono basati su tecnologie completamente diverse.

Da una parte, un HDD è un’unità meccanica dove sono presenti diversi strati di dischi su cui agisce una testina. Invece, un SSD è ha solo memorie flash e non c’è nulla di meccanico.

Questa differenza porta anche a dei cambiamenti nel concetto stesso di eliminazione dei dati salvati sulla memoria.

Vediamo insieme di cosa si tratta! 🙂

SSD vs. HDD: cosa vuol dire eliminare i dati

Quando elimini un file da un hard disk, succede una cosa molto interessante. Il file non viene in realtà cancellato dal supporto, ma la porzione di spazio che esso occupa viene segnalata dal sistema come “libera”.

Diventa quindi pronta a essere occupata da un nuovo file, che nella realtà però sovrascriverà il file precedente. È per questa ragione che alcuni software riescono a recuperare dati che spesso credevi di aver perso per sempre.

Ora, gli SSD funzionano in maniera diversa. Quando elimini un file, il controller dell’unità lo sposta in una sezione che verrà poi eliminata. In questo modo, un SSD può rendere nuovamente libera quella porzione di memoria.

L’unico svantaggio di questa procedura – o garbage collection come viene definita – è il fenomeno della write amplification. Puoi anche lasciare da parte l’inglese, ecco cosa significano questi termini:

  • la garbage collection è la raccolta in alcune porzioni dell’SSD dei file eliminati;
  • la write amplification è la moltiplicazione dei processi di lettura/scrittura dovuti allo spostamento dei file eliminati.

In pratica, il primo fenomeno causa il secondo. E non è una cosa buona, perché moltiplicare le operazioni dell’SSD in genere riduce la sua vita media. Tuttavia, è una delle caratteristiche delle unità a stato solido.

Avrai capito che, stando così le cose, non si possono usare con gli SSD gli stessi strumenti con cui formatti un hard disk. O quasi.

Ti mostrerò due modi per eliminare i dati da un SSD: uno è più tradizionale, l’altro è dedicato solo a questo tipo di memorie. Ovviamente, sarà importante capire quando formattare l’SSD con un metodo o con l’altro. 🙂

Metodo 1: formattazione rapida di un SSD con Windows

Questo metodo è il più semplice da mettere in pratica. Soprattutto, perché ti permette di rendere il tuo SSD nuovamente libero e pronto all’uso. Tuttavia, ti consiglio di usarlo se non hai sottoposto l’unità a grandi sforzi o se non ce l’hai da troppo tempo.

Inoltre, va bene eseguire questa formattazione anche se vuoi reinstallare il sistema operativo o liberare dei dati che hai già trasferito su un altro supporto.

Per formattare il tuo SSD, ecco quali step dovrai compiere:

  1. fai un backup di tutti i file presenti sul supporto;
  2. vai sulla tua tastiera e premi “WIN” + “R”;
  3. digita “diskmgmt.msc” e premi INVIO sulla tastiera: hai appena dato il comando “disk management”;
  4. una volta entrato in “Gestione disco”, clicca sulla partizione che ti interessa con il tasto destro e clicca nuovamente su “formatta”.
  5. seleziona “Formattazione rapida”: in questo modo il tuo SSD non subirà un ciclo completo di lettura/scrittura e ne preserverai la durabilità;
  6. clicca su “Avvia” e il gioco è fatto.

Così formatterai tutta l’unità oppure le singole partizioni di cui è composta, direttamente dall’utility di Windows “Gestione disco”.

Per un SSD più veloce: il comando TRIM

La formattazione tramite Windows è davvero comoda, soprattutto se il tuo SSD rispetta le condizioni di cui ti ho parlato poco più in alto.

Questa operazione però raggiunge la sua massima utilità se hai attivo, sul tuo computer, il comando TRIM. Si tratta di un’istruzione vitale per la velocità di un SSD.

Infatti, a gestire le porzioni di memoria non è la CPU, ma lo stesso controller di un SSD. Il comando TRIM consente alla CPU di comunicare al controller quali siano i settori occupati e quelli recentemente eliminati.

Questa istruzione fa sì che le prestazioni di un Solid State Drive si mantengano nel tempo.

Metodo 2: come fare il Secure Erase in un SSD

Se invece il tuo SSD comincia a perdere colpi, non è di certo con una formattazione tramite Windows che puoi farlo risorgere, proprio perché un SSD non è fatto come un HDD.

Ma è comunque possibile fare qualcosa: si tratta del secure erase. Volendo, potrei definirla come una “formattazione” speciale, ma sarebbe quantomeno improprio.

Il secure erase è un comando che permette di resettare tutti i chip di memoria Nand dell’SSD in un colpo solo e in pochi minuti. In questo modo, è quasi come riportare il tuo SSD allo stato di fabbrica.

Non è un’operazione sempre necessaria, ma ti permetterà di notare sicuramente una grande differenza fra prima e dopo.

Vediamo allora come metterla in pratica! 😉

Per fare la secure erase di un SSD ci sono diversi metodi disponibili:

  • utilizzare un software di gestione dei drive di memoria;
  • utilizzare Parted Magic, una utility che puoi usare anche per altre memorie Flash;
  • impiegare il comando “hdparm” lanciato da un supporto di avvio con Linux.

Per quanto tutti e tre i metodi siano a loro modo efficaci, quello di gran lunga più semplice da attuare è proprio il primo.

Infatti, grazie ai tool specifici degli SSD – come il Samsung Magician per una unità come il Samsung 970 EVO – ma anche attraverso software come AOMEI Partition Assistant, potrai ridare nuovo smalto al tuo drive di memoria.

Ti basterà infatti avviare il software, selezionare l’unità SSD su cui vuoi eseguire la cancellazione e cliccare sul comando “SSD Secure Erase”.

Durante l’operazione, il tuo SSD verrà bloccato temporaneamente, così da evitare che venga utilizzato da altri processi. Al contrario, correresti il rischio di rompere l’unità e purtroppo vanificare tutti i tuoi sforzi.

Conclusioni

Le differenze di un SSD da un HDD, come hai visto, non riguardano solo la tecnologia di costruzione né la fascia di prezzo. Oltre a queste, investono anche tutte le operazioni di gestione e manutenzione del drive.

In questa guida ti ho mostrato sia come formattare un Solid State Drive, sia come riportarlo al suo stato di fabbrica. Se dovrai venderlo o darlo a qualcuno, sarà meglio fare una secure erase. 😉

Ti incuriosisce questo argomento? Allora dai pure un’occhiata al mio articolo sui migliori SSD: troverai tutti i modelli più nuovi e anche qualche consiglio.

Se invece qualcosa di questa guida ti ha lasciato qualche dubbio, non esitare a scrivermi nei commenti. Cercherò di aiutarti al meglio! 😉

Come formattare un SSD Matteo Zigliani

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Migliori DNS 2019 – Lista dei più veloci https://www.robadainformatici.it/migliori-dns-2019/ https://www.robadainformatici.it/migliori-dns-2019/#respond Tue, 01 Jan 2019 16:17:33 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10995 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

I server DNS forniti dal tuo provider non sono efficienti e preferiresti avere a disposizione una soluzione alternativa, oppure non hai ben presente cosa sia questo argomento, e vuoi approfondire per riuscire in autonomia a capire quale sia la soluzione migliore per la tua rete di casa. Se possiedi una connessione molto veloce, ma spesso […]

Migliori DNS 2019 – Lista dei più veloci Matteo Zigliani

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Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

I server DNS forniti dal tuo provider non sono efficienti e preferiresti avere a disposizione una soluzione alternativa, oppure non hai ben presente cosa sia questo argomento, e vuoi approfondire per riuscire in autonomia a capire quale sia la soluzione migliore per la tua rete di casa.

Se possiedi una connessione molto veloce, ma spesso capita che la pagina stia parecchio in attesa prima di caricarsi probabilmente il problema è proprio legato alla risoluzione dei nomi, e potresti risolverlo proprio scegliendo tra i migliori DNS 2019.

Se vuoi approfondire anche tu questo problema e desideri risolverlo completamente, non ti rimane altro che seguire l’articolo. 😉

Sei pronto? Iniziamo!

migliori dns 2019

Come funziona il DNS?

I server DNS vengono nel 99% dei casi, rilasciati automaticamente dall’ISP (Internet Service Provider), ed in poche parole si occupano di risolvere, ossia trasformare un nome in una sequenza di numeri che prendono il nome di indirizzo IP.

Ad esempio a www.robadainformatici.it, corrisponde l’indirizzo ip pubblico: 173.212.220.46

Non sai come modificare il DNS del tuo computer? Niente paura, in questa facile guida, ho scritto un tutorial universale per sistemi operativi, ci riuscirai in un batter d’occhio. 😉

In ogni caso ti consiglio di testare vari DNS e trovare quale sia il più veloce per la tua connessione, perché ti spiego una cosa: in una rete il DNS più veloce è quelle che fisicamente si trova più vicino a te, ed è sempre quello del provider. Quindi ti consiglio di sostituirlo solo nel caso in cui quello che ti viene fornito in automatico, presenti dei problemi e sia lento.

Informazioni utili sui DNS

Scegliere i migliori DNS non solo aiuta trovare un’alternativa valida per navigare più velocemente e caricare meglio le pagine web, ma ti aiuta anche a proteggerti dagli attacchi Dos (Denial of Service), che per un’abitazione non hanno senso, ma per aziende oppure server che mettono a disposizione dei servizi pubblici, possono creare gravi danni.

Lista dei migliori DNS 2019

Ora che hai capito come può funzionare il DNS in una rete, non ti rimane altro che scegliere quello che preferisci e testarlo.

In fondo trovi un sondaggio, che ti aiuterà a capire quali sono le preferenze degli altri utenti. 😉

Google DNS

  • 8.8.8.8
  • 8.8.4.4

Telecom Italia DNS

  • 85.37.17.51
  • 85.38.28.97

DNS Fastweb

  • 85.18.200.200
  • 89.97.140.140

SecureDNS

  • 8.26.56.26
  • 8.20.247.20

OpenDNS

  • 208.67.222.222 (Resolver1.OpenDNS.com)
  • 208.67.220.220 (Resolver2.OpenDNS.com)
  • 208.67.222.220
  • 208.67.220.222

Norton DNS

  • 198.153.192.1
  • 198.153.194.1

ScrubIt

  • 67.138.54.10
  • 207.225.209.66

Dacci la tua opinione con il sondaggio

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Migliori DNS 2019 – Lista dei più veloci Matteo Zigliani

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Migliori Router ADSL/VDSL Wi-Fi 2019 – Lista Aggiornata https://www.robadainformatici.it/migliori-router-adsl-vdsl-wi-fi-2019-lista-aggiornata/ https://www.robadainformatici.it/migliori-router-adsl-vdsl-wi-fi-2019-lista-aggiornata/#respond Tue, 01 Jan 2019 16:17:29 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10989 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Essere costantemente connessi è un “obbligo” nel 21 secolo, abbiamo sempre più devices connessi alla rete ed in Wi-Fi, e spesso un normale router non basta più. Abbiamo sempre più bisogno di poter navigare velocemente ed estendere la rete il più possibile, nella nostre abitazioni, uffici, ecc… Sicuramente anche tu stai cercando uno tra i migliori […]

Migliori Router ADSL/VDSL Wi-Fi 2019 – Lista Aggiornata Matteo Zigliani

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Essere costantemente connessi è un “obbligo” nel 21 secolo, abbiamo sempre più devices connessi alla rete ed in Wi-Fi, e spesso un normale router non basta più.
Abbiamo sempre più bisogno di poter navigare velocemente ed estendere la rete il più possibile, nella nostre abitazioni, uffici, ecc…

Sicuramente anche tu stai cercando uno tra i migliori router adsl WiFi 2019, per trovare il miglior prodotto al miglior prezzo, e sicuramente qualche dritta in più, su quali siano quelli che funzionano meglio farà sicuramente bene. 😉

In questo articolo potrai analizzare quali siano le nuove tecnologie in arrivo ed arrivate per questo anno, e quali siano le novità presentate dalle case produttrici, al fine di trovare il migliori modem router/ router.

Sei pronto per partire? Iniziamo!

migliori router adsl vdsl 2019

Tipologie di router

Se ancora non lo sai, in commercio esistono diverse tipologie di router, che variano in base alla connettività che abbiamo nella nostra abitazione o ufficio.

Anche la tecnologia applicata allo stesso dispositivo varia, e ciò implica anche una variazione del prezzo finale.

Router

Un router è il dispositivo che in una rete, si occupa di instradare il traffico di dati, ed è il punto centrale di tutta la connettività.

Il router possiede una porta WAN (Wide Area Network) la quale serve per potersi connettere ad internet, e altre porte RJ45 per potervi collegare i vari dispositivi via cavo.

porta wan del router

Solitamente i router vengono utilizzati per connettività radio (tramite l’antenna), dove non arriva ancora l’adsl si possono raggiungere velocità di connession fino a 30 Mbps.

Router ADSL

I router adsl svolgono lo stesso compito di un router normale, con la sola differenze che a bordo possiedono un modem, che si occupa di effettuare il collegamento ad internet tramite la linea adsl.

E’ facile distinguere un router adsl poiché sul retro, possiederà una porta RJ11 (quella del doppino telefonico), che è più piccola rispetto alle porte ethernet RJ45.

porta adsl del router

Può darsi che i router adsl migliori, abbiano a bordo sia la porta WAN che la porta adsl, in base alla connettività che avrai a disposizione, potrai modificare la configurazione del tuo modem router, per utilizzarla al meglio.

Router VDSL

Una connettività adsl normale, non può superare i 24 Mbps, per questo motivo sono nate delle nuove connettività come quelle VDSL, in grado di superare questo limite.

Nei casi migliori si raggiungono i 200 Mbps, e per questo motivo servono dei router appositi, in grado di supportare questa nuova tecnologia.

Router Fibra

La maggior parte delle persone confonde un router fibra, con uno VDSL, a causa della pubblicità ingannevole degli ISP in TV.

Un router fibra, lo è quando nell’abitazione o nell’ufficio arriva il direttamente il cavo della fibra ottica (FTTH ossia Fiber to the home). La maggior parte dei contratti venduti ad oggi, è relativo ad una connettività VDSL.

Se hai una connettività in fibra ottica, ti consiglio l’articolo sui migliori router fibra ottica.

Tecnologia e funzionalità aggiuntive

Dai router più economici a quelli più costosi, vi sono delle funzionalità e delle tecnologie applicate diverse.

Riuscire a capire cosa fa lievitare il prezzo o lo fa abbassare, potrebbe aiutarti non solo a fare il miglior acquisto, ma anche a spendere meno soldi possibile

Porte Megabit o Gigabit?

Le porte sul retro di un modem router, non sono tutte uguali.

Quando un dispositivo a bordo possiede delle porte Megabit, significa che la velocità massima raggiungibile per il trasferimento dei dati è di 100 Mbps, circa 12,5 Megabyte al secondo.

Le porte Gigabit invece, sono in grado di erogare una velocità 10 volte maggiore, in tal caso, sarai in grado di scambiare dati sulla rete ad una velocità di 1 Gbps, ossia circa 128 Megabyte al secondo.

Tipologia di WiFi

La maggior parte dei dispositivi consumer si collega tramite una rete wireless ad internet, ed avere la maggior espansione possibile e la maggior quantità di trasmissione dati, può giocare un ruolo molto importante.

Quando acquisti un modem router/router avrai notato o noterai che ci sono sempre delle strane sigle, del tipo: b/g/n/ac, ecc…

Ognuna di queste sigle indica la tipologia di WiFi che il dispositivi è in grado di generare, e ciò dipenderà l’espansione e la quantità di dati che è in grado di supportare la rete.

Ad oggi il minimo che troverai in commercio sarà la rete “n”, in grado di supportare 450 Mbps. Se sul router leggerai n300 ad esempio, significherà che al massimo potrai scambiare sulla rete 300 Mbps simultaneamente.

La tecnologia più nuova è l’”AC”, che è in grado di combinare due bande di frequenza, ossia quella a 2,4 GHz e quella a 5 GHz, per poter offrire ai device, la maggior quantità possibile di dati in download ed in upload.

Potrai trovare in commercio persino router AC2800, in grado di trasmettere fino a 2800 Mbps.

In base alla rete wireless che un dispositivo crea, si può parlare di router single band nel momento in cui, la WiFi utilizza solo la banda di frequenze a 2,4 GHz, mentre un router dual band utilizza due bande contemporaneamente ossia quella a 2,4 GHz e quella a 5 GHz.

Addirittura sono arrivati da qualche anno a questa parte, anche i router tri-band, in grado di utilizzare due bande a 5 GHz contemporaneamente ed una a 2,4 GHz per arrivare ad avere un data rate fino a 5300 Mbps. L’unico problema è il costo di questi nuovi router, che è ancora piuttosto alto.

Beamoforming

I migliori modem router che puoi trovare in commercio, integrano anche questa interessante funzionalità, denominata beamforming.

Grazie ad essa il tuo router, sarà in grado di mantenere una connessione stabile e continua, anche con i dispositivi negli angoli più estremi del range, direzionando al meglio il campo della WiFi verso il dispositivo.

Servizi cloud

Molti modelli hanno anche a disposizione delle funzionalità cloud, che semplificano il controllo da remoto della tua rete.

Potrai accedere anche mentre non sei a casa ai tuoi dispositivi, in modo sicuro e protetto.

Molti di essi sono in grado anche di darti la possibilità di bloccare l’accesso a determinati dispositivi, mentre non ci sei.

Lista migliori router adsl/vdsl WiFi 2019

Ora che hai capito quali funzionalità e tecnologie sono utili o meno, non ti rimane che fare la tua scelta.

Ecco allora una lista che aggiorno continuamente, con i migliori modem router del momento, scelti per prezzo e funzionalità.

Sono sicuro che troverai qualcosa che fa al caso tuo. 😉

TP-Link TD-W8960N

TP-Link TD-W8960N

E’ il modem router economico per eccellenza, ma non vuol dire che non funzioni, Anzi…

Se non sei un agguerrito gamer oppure non hai bisogno di effettuare streaming pesanti, e di avere una WiFi particolarmente estesa, questo potrebbe essere il modem router adsl che fa per te.

Possiede 4 porte fast ethernet (Megabit), e le sue due antenne erogano una WiFi n300.

Se non sei un esperto, il manuale è in italiano, ed è incluso nella configurazione anche un filtro adsl, che ti servirà per non far cadere la linea adsl, quando ricevi una chiamata.

Il modello equivalente senza il modem è il TP-Link TL-WR940N.

TP-Link TD-W8960 n300
3.311 Recensioni

 

D-Link DSL-3782

D-Link DSL-3782

Non è ancora famoso ma promette bene questo modello, e non a caso si sta facendo strada tra i migliori modelli in circolazione.

Supporta le connettività VDSL2 ed è in grado di erogare una WiFi AC1200.

E’ possibile fissarlo al muro per la sua forma piatta, oppure appoggiarlo in verticale grazie ai suoi piedini.

D-Link DSL-3782 AC1200
765 Recensioni

 

TP-Link Archer VR400

TP-Link Archer VR400

Altro modem router degno di nota, è sicuramente questo.

In grado di supportare la VDSL2, il 3G ed il 4G, tutto accompagnato con il supporto della WiFi AC1200, fa grattare il capo durante la scelta, per il suo prezzo davvero concorrenziale.

Le performance via cavo sono alte, grazie alle porte gigabit ethernet poste sul retro.

Possiede un’applicazione per semplificare la configurazione e la gestione della tua rete, e grazie alla porta WAN potrà trasformarsi in un puro router, al quale potrai collegarvi in cascata un altro router oppure un modem differente.

Per il prezzo a cui viene proposto è una tra le migliori router qualità/prezzo del 2019

Se non sei soddisfatto dai prodotti TP-Link, ti segnalo il D-Link DIR-842 che possiede le stesse caratteristiche.

Leggi la recensione del modem router TP-Link Archer VR400.

TP-Link Archer VR400 AC1200
3.314 Recensioni

 

TP-Link Archer D50

TP-Link Archer D50

Una delle suite di router più amate è quella dei router Archer di TP-Link.

Prezzi competitivi, design perfetto, funzionalità top a prezzi contenuti ed accessibili a tutti

In questo modello puoi notare la WiFi AC1200 e le quattro porte fast ethernet sul retro per collegarvi i dispositivi cablati.

Come sempre i prodotti TP-Link offrono sempre il manuale in italiano, ed un CD-Rom di installazione del prodotto.

Leggi la recensione del modem router adsl wifi TP-Link Archer D50.

TP-Link Archer D50 AC1200
93 Recensioni

Netgear D7000-100PES

Netgear D7000-100PES

Questo modem router ed all’occorrenza solo router ed anche access point, è sempre il preferito dagli italiani.

La potenza del suo processore dual-core da 1Ghz, la WiFi AC1900 con un range vastissimo e soprattutto la tecnologia beamforming che aiuta i devices nei punti più lontani, lo ha fatto divenire un vero e proprio gioiellino.

E’ progettato appositamente per tenere un ping basso ed una connessione stabile e costante, perfetto per il gaming.

Possiede un’interfaccia semplice ed una avanzata per i più esperti, sempre in italiano e facile da installare.

C’è anche da considerare che è compatibile con tutti i tipi di connettività attualmente esistenti. 😉

Possiede una porta USB 3.0 e 4 porte gigabit.

Lo considero assolutamente il TOP in questo momento, poiché offre delle prestazioni assolutamente ottime al giusto prezzo.

C’è tutta una gamma di questi modem router adsl, eccoli in ordine di prezzo:

D6000D6220 | D6400 | D7800

Leggi la recensione completa del Netgear D7000.

Netgear D7000-100PES AC1900
3.010 Recensioni

 

Asus DSL-AC68U

Asus DSL-AC68U

E’ la naturale alternativa al Netgear D7000 visto in precedenza.

Possiede anch’esso un processore dual-core ed una WiFi AC1900 per massimizzare le prestazioni dei dispositivi senza fili.

Un modem router adatto a chi fa un utilizzo sfrenato di console e giochi.

E’ compatibile con tutti i tipi di connettività al momento disponibili, e lo considero uno tra i migliori router adsl wifi 2019😉

Anch’esso possiede 4 porte gigabit ed una porta USB 3.0, la quale supporta chiavette 3G e 4G, in modo da poterlo utilizzare praticamente ovunque.

Possiede un pulsante per spegnere ed accendere la WiFi quando si vuole.

I router Asus sono noti per la loro interfaccia, possiedono un tool per le statistiche sulla connettività impareggiabile, mediante la creazione di grafici interessanti ed intuitivi.

Vi sono tante versioni di questi modem router Asus, li trovi QUI.

Asus AC68U AC1900
482 Recensioni

 

AVM FRITZ!Box 7590

Un vero e proprio concentrato di potenza, il nuovo modello di AVM.

Possiede tantissime antenne al suo interno per distribuire tutt’intorno la Wi-Fi, ed eroga fino a 2533 Mbps di banda.

Le porte sul retro sono LAN Gigabit, e potrai inoltre trasformarlo in un centralino, abilitato alla ricezione ed all’invio di FAX. Se hai un mini ufficio è perfetto. 😉

Se sfrutti parecchio internet, e vuoi che la tua rete sia perfetta dal primo minuto, questo è il prodotto migliore che tu possa avere.

Ad un prezzo contenuto potrai avere un vero e proprio centralino, integrando gli AVM Fritz! Fon.

Ecco la recensione completa degli AVM Fritz! Box.

AVM FRITZ!Box 7590 AC2533
164 Recensioni

 

Conclusioni

Ora che sei riuscito a capire innanzitutto come si valuta un modem router adsl Wi-Fi e poi hai trovato i migliori prodotti attualmente sul mercato, non ti rimane che scegliere proprio quello che fa per te.

Nel caso la wifi nella tua casa o nel tuo ufficio non basti, puoi sempre pensare di aumentare il range con degli access point, nel caso tu abbia una rete già cablata, oppure potresti rilanciare il segnale con dei range extender.

Sono sicuro che ora ti sentirai più sicuro, e anche per questo 2019 avrai sistemato perfettamente la rete di casa tua.

Nel caso non lo fossi, ti invito a lasciare un commento, per lasciarti consigliare direttamente da me. 😉

Migliori Router ADSL/VDSL Wi-Fi 2019 – Lista Aggiornata Matteo Zigliani

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Smartwatch con SIM: come funziona? https://www.robadainformatici.it/smartwatch-con-sim-come-funziona/ https://www.robadainformatici.it/smartwatch-con-sim-come-funziona/#respond Sat, 29 Dec 2018 06:30:34 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10946 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Se sei appassionato di tecnologia, avrai notato come la cosiddetta wearable technology stia diventando una parte sempre più integrante delle nostre giornate e – è il caso di dirlo – dei nostri polsi. 🙂 E non a caso. Infatti, una delle declinazioni più conosciute della tecnologia indossabile è proprio lo smartwatch, ovvero un orologio intelligente. Tuttavia, gli […]

Smartwatch con SIM: come funziona? Matteo Zigliani

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Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Se sei appassionato di tecnologia, avrai notato come la cosiddetta wearable technology stia diventando una parte sempre più integrante delle nostre giornate e – è il caso di dirlo – dei nostri polsi. 🙂

E non a caso. Infatti, una delle declinazioni più conosciute della tecnologia indossabile è proprio lo smartwatch, ovvero un orologio intelligente.

Tuttavia, gli smartwatch non sono tutti uguali. A parte le differenze che riguardano la forma, l’hardware e il software, per non parlare del prezzo, ne esiste una molto interessante. Sto parlando della presenza o meno di uno slot per scheda SIM.

In questo articolo proverò a spiegarti come funziona uno smartwatch con SIM e perché valutare l’idea di comprarne uno. 🙂

Che aspetti? Scorri in basso per saperne di più!

smartwatch con sim come funziona

Come funziona uno smartwatch con SIM?

La possibilità di usare uno smartwatch insieme a una scheda SIM non è una assoluta novità del panorama tecnologico contemporaneo, dal momento che già da anni alcuni modelli prevedevano questa caratteristica.

Ciò che colpisce, invece, è la sua grande diffusione da qualche anno a questa parte. Infatti, si tratta di un fenomeno che vale sia per gli smartwatch di fascia alta, sia per i più economici smartwatch cinesi, che comunque non rinunciano a riservare più di una sorpresa.

Per capire cosa realmente fa uno smartwatch che supporta una scheda SIM, prova a immaginarlo come un dispositivo che ti permetterà di sostituire uno smartphone durante lo svolgimento di molte attività.

Vediamo insieme come funziona, allora!

Smartwatch: quali caratteristiche tenere d’occhio

Come avviene per tanti altri dispositivi, anche per la wearable technology è bene fare attenzione ad alcune caratteristiche:

  • estetica e design;
  • hardware specifiche tecniche;
  • software e compatibilità.

Nel caso di estetica e design di uno smartwatch, ovviamente dovrai cercare di capire l’ergonomia e il comfort, ma non solo. Importante è comprenderne il peso e l’ingombro, senza dimenticare che la scelta dipende anche dall’utilizzo che ne farai.

Infatti, a seconda dell’uso esistono diversi tipi di smartwatch: orologi ibridi, smartband o smartwatch per uso sportivo.

L’hardware di uno smartwatch è fondamentale perché stabilisce in gran parte quanto sarà veloce e performante. Oggi, esistono tantissimi modelli con ottime specifiche, soprattutto per quanto riguarda CPU, RAM e ROM.

Non dimenticare anche di dare un’occhiata al tipo di display touchscreen del tuo futuro smartwatch. A seconda che sia LCD o OLED/AMOLED, noterai colori più brillanti, maggiore luminosità e un diverso consumo della batteria. 🙂

Infine, il software, ovvero l’anima dello smartwatch. I principali sistemi operativi oggi sono il WatchOS di Apple e il Wear OS di Google. Entrambi hanno pro e contro e si prestano a determinati usi più che altri.

Per esempio, tutti e due hanno in comune l’impossibilità di installare WhatsApp. Puoi tuttavia stare tranquillo, perché permettono un uso limitato ma tutto sommato sufficiente di questa app! 🙂

Se vuoi saperne di più su questi argomenti, e approfondire anche aspetti più specifici, dai pure un’occhiata alla mia guida su come scegliere uno smartwatch!

Cosa puoi fare con uno smartwatch con SIM?

Dopo aver visto in generale il funzionamento di uno smartwatch, possiamo passare a cosa rende così particolare il supporto a una SIM.

Quando si parla di uno smartwatch con SIM, la distinzione fra modelli high-end e low-end diventa di fondamentale importanza.

Infatti, sono molti gli smartwatch economici che offrono la possibilità di inserire una scheda SIM e quindi di effettuare e ricevere chiamate direttamente dal polso.

Tuttavia, molto spesso gli smartwatch economici offrono una semplice connettività 2G. Certo, potrai sempre aprire il tastierino numerico, comporre o dettare il numero ed effettuare una telefonata. Ma per accedere a Internet, per esempio, dovrai affidarti a una rete Wi-FI.

I migliori smartwatch con Wear OS o WatchOS, invece, consentono di inserire una SIM per fare le telefonate ma, in più, supportano una connessione a Internet di tipo 4G/LTE.

Pensa per esempio al Huawei Watch 2, che unisce in sé la connessione ad alta velocità alla rete con alcune funzioni tipiche dei fitness tracker.

Come puoi vedere, ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le esigenze. 🙂

Smartwatch con SIM: pregi e difetti

Come accade spesso nel campo della tecnologia e dei dispositivi digitali, pro e contro di uno smartwatch dipendono dall’uso che ne dovrai fare.

Se cerchi uno smartwatch in grado di farti accedere più velocemente alle notifiche di uno smartphone che tieni in tasca, faticherei molto a consigliartene un modello che supporta una scheda SIM. 🙂

Tuttavia, gli smartwatch con SIM presentano degli innegabili vantaggi, dal momento che ti permettono di:

  • muoverti liberamente e uscire di casa anche quando non vuoi o non puoi portarti dietro lo smartphone;
  • rispondere alle chiamate o collegarti a Internet anche quando hai lo smartphone sotto carica e non puoi stare nei 10 metri di portata del Bluetooth;
  • fare sport o jogging senza appesantirti troppo o portare del carico inutile.

Certo, molti potrebbero definirlo un lusso, ma in generale la wearable technology è nata proprio per rendere più semplici alcune attività che prima avresti fatto comunque, ma in modo più scomodo. 🙂

Al contrario, esiste davvero un solo svantaggio per uno smartwatch che supporta una scheda SIM. E riguarda la SIM stessa.

Infatti, molto probabilmente dovrai acquistare una seconda scheda SIM e quindi attivare un ulteriore piano tariffario o abbonamento, per poterla sfruttare al massimo per chiamate e Internet. E per molti versi questa non è per nulla una soluzione molto pratica.

Senza togliere nulla al valore intrinseco di uno smartwatch che supporta una SIM, dovrai prima di tutto capire a cosa ti servirà e cosa puoi farci. Solo dopo potrai lasciarti trasportare dai tantissimi modelli e dalle tante feature che questi dispositivi offrono. 😉

Conclusioni

Il funzionamento di uno smartwatch con SIM non è molto dissimile da quello di un normale smartwatch, se non per alcune caratteristiche che lo rendono un’ottima alternativa allo smartphone. Specialmente in alcune situazioni.

La possibilità di effettuare e ricevere chiamate direttamente dal polso, di collegarsi a Internet e di fare a meno dello smartphone sono delle aggiunte davvero notevoli. Soprattutto, se pensi alle potenzialità che uno smartwatch già possiede. 🙂

Se ti va di saperne di più, dai pure un’occhiata alla mia guida su come si usa uno smartwatch: troverai tanti consigli utili per il tuo wearable device!

Che ne pensi di questo articolo e di questi dispositivi in generale? C’è qualcosa che vorresti approfondire? Scrivimi pure nei commenti, cercherò di rispondere a ogni tuo dubbio!

Smartwatch con SIM: come funziona? Matteo Zigliani

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Come montare l’alimentatore del PC https://www.robadainformatici.it/come-montare-alimentatore-pc/ https://www.robadainformatici.it/come-montare-alimentatore-pc/#respond Fri, 28 Dec 2018 06:30:39 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10935 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Quando decidi di assemblare un PC da zero, la parte più divertente riguarda la scelta e il confronto di tutte le componenti. Ma una volta che avrai tutto nelle tue mani, cominceranno le fasi del montaggio e del collegamento. Si tratta di un momento particolarmente delicato, che ha tuttavia un certo fascino. 🙂 Infatti, è […]

Come montare l’alimentatore del PC Matteo Zigliani

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Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Quando decidi di assemblare un PC da zero, la parte più divertente riguarda la scelta e il confronto di tutte le componenti.

Ma una volta che avrai tutto nelle tue mani, cominceranno le fasi del montaggio e del collegamento. Si tratta di un momento particolarmente delicato, che ha tuttavia un certo fascino. 🙂

Infatti, è il momento in cui cominci a dare una vera forma al computer che spesso hai soltanto sognato e immaginato.

Da questo punto di vista, assume grande importanza l’alimentatore del PC, ovvero il cuore che darà energia a tutto il sistema.

In questa guida, cercherò di mostrarti come montare l’alimentatore del PC in modo facile e sicuro, partendo proprio dalle basi!

Scorri in basso per leggere l’articolo completo!

come installare l'alimentatore del pc

Fase preliminare: quale alimentatore scegliere?

La scelta dell’alimentatore per PC non riguarda soltanto la sua potenza, la sua classe energetica o, ancora, l’azienda che lo produce.

Si tratta di una scelta che riguarda anche l’ingombro complessivo di questa componente di un computer e la sua compatibilità con il case.

Infatti, le PSU o power supply unit non sono tutte uguali. Tuttavia, nella maggior parte dei casi avranno un form factor chiamato ATX, come avviene per i Corsair CX, o ancora gli EVGA SuperNOVA.

Questo formato stabilisce uno standard comune per le schede madre, il case e l’alimentatore di un computer.

Se hai ancora dubbi su quale alimentatore scegliere per il tuo PC, perché non dai un’occhiata alla mia guida sui migliori alimentatori per PC? Ce ne sono per tutte le fasce di prezzo e di prestazioni! 😉

Una volta chiarito il tipo di alimentatore che vorrai utilizzare, passiamo al montaggio vero e proprio!

Montare l’alimentatore del PC: guida completa

La prima cosa da verificare è se hai tutto il necessario. Infatti, oltre all’alimentatore dovrai essere fornito di:

  • cacciavite;
  • viti, solitamente comprese nella scatola della PSU;
  • case per PC, di qualsiasi formato compatibile con quello della PSU.

Ricorda di tenere sempre pulito e quanto più libero possibile l’interno del case. In questo modo tutte le operazioni saranno molto più semplici da svolgere e portare a termine. 🙂

#1 Sistemare l’alimentatore dentro il case

Nella maggior parte dei case di ultima generazione, lo spazio adibito alla collocazione dell’alimentatore si trova in basso a sinistra, guardando il case di profilo.

Si tratta di una scelta che, a differenza di quanto accadeva nei vecchi case, assicura una migliore circolazione dell’aria e un minore rischio che l’interno del case si surriscaldi troppo.

Potrebbe venirti il dubbio se montare la PSU con la ventola grande rivolta verso il basso oppure verso l’alto.

In realtà, l’orientamento di un alimentatore non influisce di certo sul suo funzionamento. Eppure questa ventola, solitamente di 12-14 cm di diametro, serve a convogliare l’aria esterna verso il sistema di raffreddamento che poi la espelle, calda, dalla bocchetta posteriore.

installazione alimentatore pc

Se riuscirai a disporla verso il basso, quindi verso l’esterno del case, avrai un leggero incremento del flusso d’aria.

Controlla comunque che ci sia una griglia o un’apertura. Se così non fosse, non farti alcun problema e disponi pure l’alimentatore con la ventola rivolta verso l’alto.

Una volta appoggiato l’alimentatore, ti basterà fissarlo con le viti fornite nella scatola e il gioco è fatto. 😉

#2 Collegare i cavi dell’alimentatore

Arriva la parte che spesso causa più problemi a chi sta montando un computer per la prima volta, ovvero il collegamento dei cavi che dall’alimentatore finiscono sulla scheda madre o su altre componenti del PC.

Anche a leggere una guida al montaggio di un alimentatore, come questa, potrebbe sembrarti un compito molto difficile. Tuttavia, basterà seguire pochi passi e fare tutto con calma e pazienza. 🙂

I cavi che sarà necessario collegare sono questi:

  • cavo 20+4 pin;
  • cavo 8 pin;
  • cavi SATA;
  • cavo 6+2 pin.

Andiamo con ordine. Il cavo da 20+4 pin è necessario perché serve ad alimentare la scheda madre: collegalo per primo.

Lo riconoscerai sicuramente perché è il più grande ed è dotato di 20+4 piccole protuberanze disposte a formare un rettangolo, i pin appunto. 🙂

Successivamente, puoi collegare il cavo da 8 pin, conosciuto anche come cavo 4+4 pin. Serve ad alimentare la CPU, quindi ricorda di collegarlo subito dopo il cavo per la scheda madre.

Adesso tocca ai vari HDD e SSD, ovvero i drive di memoria principali del tuo computer. Per alimentarli ci sono dei cavi specifici chiamati cavi SATA, che riconoscerai perché sono stretti e allungati.

Sono tuttavia differenti dai cavi SATA dati, che vanno collegati dai drive alla scheda madre.

Infine, il cavo da 6+2 pin, estremamente necessario se la tua passione è il videogaming e hai una o più schede video dedicate. 🙂

Infatti serve ad alimentare la GPU e, a seconda del modello, potrebbe servirtene più di uno. Vanno alloggiati direttamente sulla scheda video, in una sede che può variare da 6 a 8 pin.

La versatilità dei cavi molex

Nel caso di PSU che hanno ormai qualche anno sulle spalle, troverai anche dei cavi chiamati molex.

Li riconoscerai facilmente, perché hanno 4 pin disposti su una riga e servivano ad alimentare gli hard disk IDE e i vecchi lettori/masterizzatori CD/DVD.

Non vengono più impiegati oggigiorno, ma conservano comunque una loro utilità. Infatti, se non vuoi cambiare ancora la tua unità ma devi alimentare componenti nuove, puoi farlo tramite i cavi molex e tramite degli appositi adattatori. 🙂

Per esempio, una volta ne ho utilizzati quattro per alimentare una ATI Radeon HD 5850 che necessitava di due cavi 6+2 pin. 😉

#3 Gestire i cavi all’interno del case

Questa è l’ultima operazione da compiere. Dopo, potrai dire di aver finito di montare l’alimentatore del PC!

Se hai acquistato da poco un case, avrai notato che la parte posteriore alla scheda madre è tenuta libera e separata dal resto. Serve proprio per rendere più semplice la gestione dei cavi facendoli passare da lì.

Ovviamente, se compri un alimentatore modulare, come il Corsair AX, ordinare i cavi sarà un compito relativamente semplice.

Le cose potrebbero complicarsi nel caso tu abbia comprato un alimentatore non modulare, come l’ottimo ed economico Corsair VS. In questo caso, però, sarà sufficiente raccogliere i cavi con delle fascette.

Conclusioni

Come vedi, il montaggio di un alimentatore per PC non richiede in realtà moltissimo tempo. Tuttavia, vista la delicatezza di alcune componenti sia della PSU sia del computer, dovrai fare molta attenzione a ogni passaggio.

Inoltre, ricorda che montare l’alimentatore rappresenta soltanto una delle diverse fasi attraverso le quali il tuo PC prenderà forma. 🙂

Se vuoi saperne di più su questo argomento, dai pure un’occhiata alla mia guida su come assemblare un computer! 😉

Se invece qualcosa non ti è chiaro, scrivimi pure nei commenti. Cercherò di aiutarti al meglio! 🙂

Come montare l’alimentatore del PC Matteo Zigliani

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Samsung U28H750 Monitor 4K – Recensione completa https://www.robadainformatici.it/samsung-u28h750-monitor-4k-recensione-completa/ https://www.robadainformatici.it/samsung-u28h750-monitor-4k-recensione-completa/#respond Fri, 21 Dec 2018 06:30:42 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10868 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

I monitor 4K sono oggi sempre più diffusi, e per moltissime ragioni. Infatti, non solo offrono una qualità cromatica eccezionale e una risoluzione UHD, ma sono anche perfetti per videogiocare e creare un media center. 🙂 Esistono diversi tipi di schermi 4K. In questo articolo ti parlerò di un modello davvero promettente. Si tratta ndel […]

Samsung U28H750 Monitor 4K – Recensione completa Matteo Zigliani

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Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

I monitor 4K sono oggi sempre più diffusi, e per moltissime ragioni.

Infatti, non solo offrono una qualità cromatica eccezionale e una risoluzione UHD, ma sono anche perfetti per videogiocare e creare un media center. 🙂

Esistono diversi tipi di schermi 4K. In questo articolo ti parlerò di un modello davvero promettente. Si tratta ndel Samsung U28H750, un monitor da 28 pollici e dalle prestazioni davvero interessanti! 😉

Scorri in basso per leggere la recensione completa!

Pro:

  • Risoluzione 4K
  • Tempo di risposta
  • Ottima resa cromatica
  • Porte e ingressi posteriori

Contro:

  • Frequenza di aggiornamento standard
  • Basso angolo di visione

Samsung U28H750 recensione

Samsung U28H750: monitor 4K senza compromessi

Samsung non è solo uno dei principali produttori di smartphone e dispositivi mobile, ma è uno dei soggetti principali nel settore dell’hardware e delle periferiche.

Se segui Roba da Informatici, avrai notato che ho spesso recensito dei device prodotti dall’azienda sudcoreana, nei campi più diversi.

Volendo limitarci solo ai monitor, tempo fa ho potuto provare il Samsung U28E590D, prodotto simile a questo U28H750 ma con qualche feature in meno.

Vediamo insieme cosa rende il Samsung U28H750 un possibile best buy fra gli schermi a risoluzione 4K! Intanto, se vuoi puoi dare un’occhiata al suo prezzo su Amazon! 😉

Samsung U28H750: un monitor solido ed elegante

Rispetto ad altri monitor 4K, uno degli aspetti che immediatamente colpiscono del Samsung U28H750 è l’eleganza. Il materiale principale è la plastica, ma la qualità è alta e l’effetto “metallo” è davvero ben fatto.

La base è solida, e permetterà al tuo monitor di rimanere saldo in qualsiasi situazione. Lo schermo è purtroppo provvisto di bordi, ma sono di circa 10 mm e sono simmetrici.

Ma oltre a questi dettagli, c’è molto altro. Per quanto riguarda la connettività, Samsung ha dotato il suo U28H750 di diverse possibilità, che troverai nella parte posteriore del monitor:

  • un ingresso DisplayPort 1.2;
  • due porte HDMI 2.0;
  • un ingresso audio jack da 3,5 mm.

Come puoi vedere, mancano ingressi VGA e DVI-D, che sono sostanzialmente inutili per un monitor che ha una risoluzione Ultra HD.

Inoltre, con le due porte HDMI potrai connettere un PC una console, come una Xbox One o una PS4 Pro, con un conseguente risparmio di spazio e consumo di elettricità! 🙂

Nella parte posteriore, in basso a sinistra, potrai trovare l’ormai tradizionale joystick di Samsung per la regolazione dei parametri dello schermo. È tutto sommato una soluzione abbastanza comoda, anche se oggi esistono alternative più ergonomiche.

A concludere il quadro, il retro del Samsung U28H750 ospita anche i fori per il montaggio a muro tramite supporto VESA.

Samsung U28H750 Monitor 4K - front

Cosa c’è nella confezione?

Rispetto ad altri modelli anche della stessa azienda sudcoreana, per il suo U28H750 Samsung ha previsto una dotazione davvero allettante.

All’interno della scatola troverai infatti:

  • Samsung U28H750 Monitor 4K
  • Cavo Display Port
  • Cavo HDMI 2.0
  • Alimentatore Samsung
  • Ulteriore cavo di alimentazione con spina italiana e presa VDE
  • Base del monitor
  • Copri-cavi
  • Manuale utente

Non c’è che dire: per questo monitor si tratta di una serie notevole di accessori, tutti necessari all’utilizzo dello schermo. 🙂

Samsung U28H750 Monitor 4K - back

Samsung U28H750: specifiche tecniche e prestazioni

Il Samsung U28H750 è un monitor 4K da 28 pollici ed è dotato di un pannello TN.

Se per caso non ti fossi già imbattuto in questa sigla, TN significa twisted nematic e indica il modo in cui i cristalli liquidi generano la luce che verrà poi riflessa dai pixel.

Si tratta della tecnologia più comune per i monitor da PC retroilluminati a LED. LaUn pannello TN porta con sé molti vantaggi, come per esempio un basso tempo di risposta e una frequenza di refresh potenzialmente molto elevata.

In particolare, il tempo di risposta del Samsung U28H750 è di 1 ms, mentre la frequenza di aggiornamento dello schermo non va oltre i 60 Hz. Nel primo caso, un valore così basso è perfetto per l’uso nelle sessioni di gaming, ma lo stesso non si può dire del refresh rate.

Tuttavia, puoi star tranquillo: non noterai alcuna differenza, a meno che non giochi ai cosiddetti e-sports a livello semi-professionale. 🙂

Se vuoi saperne di più sui su questa tecnologia e sulle sue potenzialità, ti consiglio di dare un’occhiata all’articolo che ho scritto proprio sui monitor TN!

In realtà, pregi e difetti di un monitor dipendono molto dall’uso che dovrai farne. Il Samsung U28H750, per esempio, mi è sembrato particolarmente adatto al normale gaming, come ti dicevo, ma anche in un media center.

La luminosità è ottima, e conferma il dato di Samsung che la attesta a 300 cd/m2. In particolare, con la luminosità al massimo riuscirai ad apprezzare anche la quantità di colori supportati dal monitor, che superano lo straordinario valore di 1 miliardo di colori.

Un risultato sorprendente, considerando che uno dei limiti dei pannelli TN risiede proprio nella restituzione realistica del colore.

Da questo punto di vista di solito ti consiglierei un monitor IPS, ma Samsung ha lavorato molto per assottigliare il gap fra le due principali tecnologie alla base di uno schermo LCD.

Se ti incuriosisce questo argomento, tempo fa ho scritto una guida dove spiego nello specifico la differenza fra monitor TN e monitor IPS!

Samsung U28H750 Monitor 4K - dettagli

Samsung U28H750: features e tecnologie

Le fuzionalità di cui Samsung ha dotato il suo monitor 4K sono molte e, in una certa misura, tutte estremamente utili per la migliore esperienza possibile.

Ecco quali sono:

  • Retroilluminazione LED Quantum Dot

È la principale responsabile dell’alta qualità di riproduzione dei colori del Samsung U28H750. Infatti, Quantum Dot si occupa di rendere più uniforme e vibrante il contrasto cromatico.

  • Modalità Picture-by-Picture

Modalità interessante, perché permette di vedere contemporaneamente le due sorgenti connesse al monitor grazie ai due ingressi HDMI 2.0. Per esempio, un PC e una console da gioco.

  • Modalità Picture-in-Picture

Utile perché consente di fare a meno di un secondo monitor quando lavori in multi-tasking.

  • Samsung Magic Angle

Dal momento che Samsung U28H750 è dotato di un pannello TN, risente di alcuni limiti tecnologici, quali per esempio l’angolo di visione e un leggero schiarimento dell’immagine ai bordi. Samsung Magic Angle sulla carta risolve questi problemi, grazie a una regolazione dinamica del contrasto e della luminosità.

Tuttavia, la maggior parte delle volte il problema non viene risolto del tutto, pur non costituendo un grosso limite alla fruizione.

Samsung U28H750 Monitor 4K
464 Recensioni

Conclusioni

Samsung U28H750 si è rivelato un monitor 4K quasi senza compromessi: offre il meglio della tecnologia di Samsung e ti accompagnerà praticamente in qualsiasi attività.

Risoluzione Ultra HD, retroilluminazione Quantum Dot, specifiche da top di gamma lo rendono una ottima scelta sia per un computer che per una console da gaming.

Ha pochissimi difetti, dei quali potresti anche non accorgerti, che derivano principalmente dalla tecnologia del pannello TN, ma te lo consiglio a occhi chiusi! 😉

Se vuoi saperne di più, perché non lo confronti con gli altri schermi presenti nella mia lista dei migliori monitor 4k? 😉

Samsung U28H750 Monitor 4K – Recensione completa Matteo Zigliani

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