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Dotarti di un impianto di videosorveglianza esterno non è per forza un’operazione complicata da portare a termine. Certo, ci sono alcuni fattori che dovrai tenere in considerazione: il tipo di telecamere da usare, la scelta di alcuni componenti, gli step da compiere. Se vorrai seguirmi, in questa guida cercherò di mostrarti come installare le telecamere […]

Come installare telecamere di sorveglianza esterne Matteo Zigliani

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Dotarti di un impianto di videosorveglianza esterno non è per forza un’operazione complicata da portare a termine.

Certo, ci sono alcuni fattori che dovrai tenere in considerazione: il tipo di telecamere da usare, la scelta di alcuni componenti, gli step da compiere.

Se vorrai seguirmi, in questa guida cercherò di mostrarti come installare le telecamere di sorveglianza esterne, per la tua casa o per il tuo ufficio.

Vediamo insieme quali sono le cose da fare! 🙂

Come installare telecamere di sorveglianza esterne

Preparazione all’installazione delle telecamere da esterno

La prima cosa da sapere è che la videosorveglianza per esterni non è identica a quella per interni. Non cambia soltanto la tipologia delle telecamere, ma anche alcuni interventi preliminari da eseguire.

In molti casi, questi interventi sono utili per semplificarti il lavoro. In altri, si tratta di accorgimenti necessari per migliorare il funzionamento generale dell’impianto.

Come ti dicevo all’inizio, le operazioni non sono molto complesse, ma in alcuni casi comporteranno l’uso di alcuni strumenti come il trapano con cui potresti non avere familiarità. Se hai dei dubbi anche minimi, non esitare a rivolgerti ad un professionista! 😉

Se invece vuoi saperne di più su come installare telecamere esterne di sorveglianza per gli ambienti esterni, scorri in basso per leggere la guida! 🙂

Fasi preliminari all’installazione

Prima di procedere all’installazione vera e propria delle telecamere, dovrai occuparti di alcuni aspetti del tuo futuro impianto di videosorveglianza esterna.

#1 Individua l’area da sorvegliare

Una volta deciso cosa vuoi sorvegliare, sarà necessario individuare bene l’area, la sua estensione e la sua geografia. Questa operazione ti porterà alcuni vantaggi:

  • capirai quante telecamere acquistare;
  • potrai decidere come posizionarle al meglio, per ridurre eventuali buchi neri;
  • ti farai un’idea più precisa dell’area e del tipo di impianto più adatto.

Disegna una mappa, anche stilizzata, con i punti in cui vorresti posizionare le tue telecamere. Controlla poi di persona che ogni punto che hai scelto possa offrire la vista migliore e sia libero da ostacoli.

disegnare mappa per telecamere da esterno

Quella che hai appena visto è un esempio di mappa. Puoi iniziare ad individuare i punti da sorvegliare, quando avrai scelto anche la telecamera ed avrai più informazioni sulle caratteristiche tecniche, potrai completarla con l’angolo di visione.

#2 Scegli la tipologia di telecamere

Si tratta in apparenza di un compito molto semplice. Tuttavia, dal tipo di camera che sceglierai dipenderà gran parte del lavoro che dovrai effettuare.

Le telecamere per impianti di sorveglianza sono sostanzialmente di due tipi: telecamere analogiche e telecamere a IP.

Quando si tratta di installarle, la differenza principale riguarda la tipologia di cavi che ti serviranno a collegarle all’impianto.

Nel caso delle telecamere analogiche, infatti, dovrai necessariamente disporre di due cavi: uno per l’alimentazione, l’altro per il segnale video.

Al contrario, per le telecamere a IP possono darsi tre diverse situazioni:

  • cavo di alimentazione + cavo di rete;
  • solo il cavo di rete, nel caso di alimentazione tramite PoE;
  • solo il cavo di alimentazione, nel caso di telecamere Wi-Fi.

Sebbene l’installazione possa avere delle variazioni a seconda del tipo di camera, la scelta vera e propria  dipenderà dall’impronta che vorrai dare al tuo impianto. 🙂

Se vuoi saperne di più sulle tipologie di camere da videosorveglianza, leggi pure il mio articolo sulla differenza fra telecamere analogiche e IP!

Ricorda, inoltre, che le telecamere da esterni non sono identiche a quelle da interni.

Di solito, hanno alcune caratteristiche particolari – come per esempio la resistenza agli agenti esterni – che ne fanno lievitare i prezzi, oltre a renderle più adatte.

Puoi trovare a questa pagina una lista aggiornata delle migliori telecamere ip, suddivide tra interno ed esterno.

#3 Scegli il tipo di registratore

Anche questo è un passo preliminare importante, perché è tramite questo dispositivo che potrai registrare su HDD o un altro supporto di memoria i tuoi filmati.

I tipi sono principalmente due:

  • DVR: è un registratore per impianti analogici;
  • NVR: è il registratore adatto a impianti con telecamere a IP.
  • microSD: alcune tipologie di telecamere, per contenere i costi possiedono uno slot per inserire una memoria di questo tipo.

Nel caso dei DVR recenti, dove il segnale che arriva è analogico, i filmati verranno scritti direttamente sugli Hard Disk contenuti all’interno. 😉

Come installare le telecamere da esterni

Una volta raccolto tutto il necessario, allora potrai finalmente procedere all’installazione delle telecamere da esterni. Vediamo insieme quali sono le fasi principali.

#1 Sistemazione dei cavi

Che tu abbia scelto delle telecamere analogiche o delle telecamere a IP, la prima operazione consisterà nella sistemazione dei cavi (cablaggio).

Come hai visto prima, potrà trattarsi di cavi di alimentazione, cavi coassiali o anche cavi di rete. L’importante è cablare l’impianto in modo ordinato: ricorda di numerare ciascun cavo a ciascun capo, per poterli riconoscere a distanza.

Cerca, per quanto possibile, di posizionare i cavi di alimentazione e quelli che portano il segnale video (o i cavi di rete) in canalette separate. Ne gioverà la qualità della ripresa. 🙂

#2 Montaggio delle telecamere

Eccoci arrivati alla fase principale: il montaggio vero e proprio delle telecamere.

Di per sé non si tratta di un’operazione difficile, ma sarà necessaria una certa manualità e alcuni utensili per i lavori casalinghi di fai da te.

Per esterni di solito sono indicate telecamere di tipo bullet, come la Yi Outdoor che ho recensito qualche tempo fa e mi aveva colpito positivamente. 🙂

Quando procederai al montaggio, il mio consiglio è di posizionare la telecamera a circa quattro metri di altezza. Infatti, se fosse troppo in alto un’inclinazione esagerata potrebbe pregiudicare una visione chiara di alcuni particolari.

Al contrario, l’installazione in una posizione troppo bassa potrebbe esporre la telecamera a rischi di manomissione o spostamenti involontari.

Evita di posizionare la camera di fronte a luci dirette, che potrebbero rendere inutile qualsiasi ripresa, o in un punto in cui potrebbero esserci dei riflessi.

A seconda del punto prescelto, dovrai montare la telecamera su un muro o una parete.

Nonostante alcuni modelli abbiano degli adesivi, il mio consiglio è di fissarle sempre tramite delle viti. Si tratta di una procedura un po’ più lunga, ma più duratura.

Ecco cosa dovrai fare:

  • Sistema la placca (la base della camera) nel punto che hai scelto;
  • Fai dei segni sulla parete con una matita: lì piazzerai le viti;
  • Crea un foro con il trapano per ogni vite;
  • Monta la placca;
  • Sistema la telecamera sulla placca, orientandola nella direzione che preferisci.

Una volta portato a termine questo compito, verrà il momento di collegare i cavi e, infine, di avviare il tuo impianto di videosorveglianza. 🙂

Conclusioni

Come hai potuto vedere, installare delle telecamere di sicurezza da esterni non è una faccenda troppo complicata. 🙂

Forse, i momenti meno semplici riguardano la raccolta di tutto il materiale necessario e poi il montaggio effettivo delle telecamere.

Tuttavia, l’installazione delle telecamere di videosorveglianza è soltanto una parte delle operazioni che ti consentiranno di avere un impianto funzionante.

Se vuoi saperne qualcosa di più, dai un’occhiata alla mia guida su come fare un impianto di videosorveglianza IP. 🙂

Se invece qualcosa non ti è ancora del tutto chiara, non esitare a scrivermi nei commenti: cercherò di darti una mano nel migliore dei modi! 😉

Come installare telecamere di sorveglianza esterne Matteo Zigliani

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Synology DS218J NAS – Recensione completa https://www.robadainformatici.it/synology-ds218j-nas-recensione/ https://www.robadainformatici.it/synology-ds218j-nas-recensione/#respond Mon, 17 Sep 2018 20:00:14 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10751 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Se stai cercando un modo sicuro e veloce per archiviare i tuoi file, allora starai anche valutando delle alternative ai servizi di cloud. Infatti, benché sia molto comodo, spesso il cloud non è la soluzione più indicata per l’archiviazione. E ciò, soprattutto se hai tantissimi file di diverso tipo: film, musica, foto. In tutti questi casi, un’alternativa […]

Synology DS218J NAS – Recensione completa Matteo Zigliani

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Se stai cercando un modo sicuro e veloce per archiviare i tuoi file, allora starai anche valutando delle alternative ai servizi di cloud.

Infatti, benché sia molto comodo, spesso il cloud non è la soluzione più indicata per l’archiviazione. E ciò, soprattutto se hai tantissimi file di diverso tipo: film, musica, foto.

In tutti questi casi, un’alternativa molto valida può essere quella di scegliere un NAS, come il Synology DiskStation DS218J di cui vorrei parlarti. 🙂

Se vuoi, puoi scorrere in basso e leggere la recensione completa di questo promettente dispositivo. Vedremo insieme quali sono i suoi pregi e gli eventuali difetti! 😉

synology ds218J recensione

Pro:

  • Ottimo rapporto qualtà/prezzo
  • Hardware e Software di alto livello
  • Buone prestazioni e consumi ridotti
  • NAS che funziona da DMS

Contro:

  • Qualche limite dell’interfaccia, da remoto
  • Pochi ingressi USB, sebbene sufficienti
  • Non configura automaticamente HDD già utilizzati

Synology DiskStation DS218J NAS – Recensione completa

Sulla carta, il DS218J di Synology assicura delle buone prestazioni, pur non rientrando fra i top di gamma dell’azienda di Taiwan.

Infatti, migliora le principali caratteristiche di un NAS già valido come il Synology DS216J. Se vuoi saperne di più, seguendo il link potrai leggere la recensione che ho scritto qualche tempo fa! 🙂

Data la sua natura di storage di rete, il DS218J deve necessariamente offrire alcune caratteristiche. Condivisione veloce in rete, accesso semplice dai dispositivi connessi e anche una certa sicurezza dei file archiviati: sono tutti fattori importanti.

Più avanti capirai se il NAS di Synology risponde bene a queste necessità. Intanto, se vuoi a questo link puoi già dare un’occhiata alla pagina Amazon del Synology DS218J! 😉

Design del DS218J e contenuto della scatola

Dal punto di vista estetico, il nuovo NAS di Synology non dice moltissimo. Infatti, è poco più di un box bianco.

Nella parte anteriore sono ospitati vari led di stato che indicano l’accensione e lo spegnimento, i dischi connessi e operanti e il collegamento alla rete.

Nella parte posteriore, invece, troverai due porte USB 3.0, utili per collegare dei dischi esterni o per trasferire manualmente i tuoi file in altri supporti.

Per il resto, il DS218J non offre tantissimo, se non un appoggio stabile al tavolo o alla scrivania, grazie ai piedini in gomma.

Synology DiskStation DS218J - parte frontale

La scatola ha al contrario una dotazione abbastanza completa, che comprende:

  • NAS Synology DS218J;
  • un cavo RJ45;
  • pannello posteriore e relative viti;
  • viti per il montaggio dei drive di memoria;
  • manuale utente.

Caratteristiche tecniche e prestazioni

Il DS218J di Synology non è soltanto un NAS, ma un vero e proprio DMS, ovvero un server multimediale digitale. In pratica, potrai riprodurre film, musica, video, immagini da qualsiasi dispositivo connesso alla tua rete locale.

Per riuscire in questo compito, il Synology DS218J è animato da una CPU dual core con una frequenza di clock di 1,3 GHz. Si tratta di un concreto passo avanti rispetto alla CPU del DS216J, nonostante la RAM sia rimasta a 512 MB.

Le migliorie non hanno però inciso sui consumi, che rimangono d’esempio per i NAS: 7W con gli HDD in sospensione e un picco che supera di poco i 17W.

ll throughput di lettura e scrittura si attesta su ottimi livelli, considerato il costo di questo NAS, e raggiunge senza problemi i 113 MB/s.

Ovviamente, le velocità decrescono con l’aumentare dei file da trasferire e il contemporaneo diminuire delle dimensioni di ciascuno di essi. Eppure, il Synology DS218J si difende benissimo e supera il predecessore senza alcun problema! 😉

Synology DiskStation DS218J - pannello laterale

Software e features principali

Synology DS218J è un NAS con due slot per HDD o SSD: ricorda, nella configurazione di base non sono inclusi.

Probabilmente, la scelta migliore è quella di configurare in RAID i due drive di memoria.

In questo modo, avrai meno spazio totale a disposizione, ma aumenterai la sicurezza dei tuoi file, proteggendoli da eventuali malfunzionamenti. 🙂

Fra le diverse features di Synology DS218J, di certo le più utili sono la possibilità di:

  • creare cartelle condivise;
  • decidere quali utenti possono accedere a determinate cartelle o applicazioni;
  • proteggere alcuni dati in particolare tramite una crittografia dedicata;
  • accedere ai tuoi dati da qualsiasi parte nel mondo, digitando quickconnect.to/[il tuo ID quickconnect] per raggiungere l’interfaccia di gestione.

Tuttavia, in quest’ultimo caso vi sono alcuni limiti nella gestione dei file, soprattutto se fai il confronto con l’accesso diretto dalla tua rete locale.

Per esempio, non puoi copiare e incollare direttamente dei file, ma devi scaricarli dal tuo browser. Un po’ come faresti con Google Drive o Dropbox.

Synology mette a disposizione anche alcune utili app. A parte quelle che fanno riferimento alle funzioni di DMS del DS218J, come Video Station, Audio Station e Photo Station, queste secondo me sono le più interessanti:

  • Cloud Station. Si compone di tre app diverse: Server, Backup e Drive. Come avrai intuito, è l’applicazione principale attraverso cui potrai gestire i tuoi file e il loro eventuale trasferimento.
  • Download Station. Serve a gestire il download dei file da qualsiasi luogo in cui ti trovi e, in più, supporta anche BitTorrent: potrai usare questa feature semplicemente copiando il link al torrent e incollandolo nell’app.

In pratica, Synology ha pensato a un corredo software di tutto rispetto per questo NAS. Al costo al quale potrai acquistarlo, si tratta di sorprese davvero ben accette. 🙂

Synology DiskStation DS218J - parte posteriore

Come collegare il NAS: il primo utilizzo

Una volta collegato il tuo NAS per la prima volta, dovrai digitare find.synology.com per trovare il DS218J nella tua rete locale.

Se stai usando degli hard disk per NAS nuovi non avrai alcun problema, e potrai già scaricare l’ultima versione del sistema operativo. 🙂

Se invece hai già degli hard disk che stai riadattando per il tuo NAS, l’installazione potrebbe richiedere un po’ di tempo in più. Infatti, i drive potrebbero non essere riconosciuti subito. In questo caso, dovrai collegarli al tuo PC ed eliminare le partizioni.

Una volta completata l’installazione, potrai accedere all’interfaccia DSM del tuo Synology DS218J. Da qui  potrai anche accedere alla gestione delle varie app e utilizzare tutte le funzionalità del NAS.

Synology DiskStation DS218J
26 Recensioni

Conclusioni

Synology DS218J è senza dubbio un ottimo NAS che funziona da perfetto centro multimediale per tutte le tue esigenze. 🙂

L’hardware che lo compone e il software che lo anima lo rendono un ottimo dispositivo. Non sarà capace di rivaleggiare con i top di gamma, ma il prezzo è un punto di forza!

Che tu stia cercando un luogo sicuro per i tuoi file, o anche un Media Center, DS218J si è rivelato affidabile e reattivo, con delle prestazioni che non tradiscono il suo essere un device tutto sommato entry level.

I pochissimi difetti, legati più a scelte di Synology che hanno l’obiettivo di mantenere accettabili i costi, non inficiano per nulla un risultato eccellente.

Se vuoi confrontare questo NAS con le altre proposte del settore, leggi pure il mio articolo sui migliori NAS! 😉

Synology DS218J NAS – Recensione completa Matteo Zigliani

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Come convertire una telecamera analogica in telecamera IP https://www.robadainformatici.it/come-convertire-una-telecamera-analogica-in-telecamera-ip/ https://www.robadainformatici.it/come-convertire-una-telecamera-analogica-in-telecamera-ip/#respond Fri, 07 Sep 2018 05:30:01 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10693 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Installare un sistema di videosorveglianza è un’importante operazione che può fare la differenza quando hai bisogno di aumentare la sicurezza di casa tua o dell’azienda. Si tratta quasi sempre di una scelta che può semplificarti la vita, sia che tu voglia prevenire un furto o abbia il bisogno di monitorare i percorsi dei clienti nella […]

Come convertire una telecamera analogica in telecamera IP Matteo Zigliani

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Installare un sistema di videosorveglianza è un’importante operazione che può fare la differenza quando hai bisogno di aumentare la sicurezza di casa tua o dell’azienda.

Si tratta quasi sempre di una scelta che può semplificarti la vita, sia che tu voglia prevenire un furto o abbia il bisogno di monitorare i percorsi dei clienti nella tua attività.

Tuttavia, gli impianti di videosorveglianza non sono tutti uguali.

In primo luogo, cambiano a seconda dell’uso domestico o professionale. Poi, ci sono ovviamente diverse fasce di prezzo, con caratteristiche più o meno ricercate.

La differenza maggiore risiede però nel tipo di segnale video trasportato al sistema.

Da questo punto di vista, le telecamere per la videosorveglianza si possono suddividere grossomodo in due grandi tipologie: telecamere analogiche e telecamere a IP.

Ognuna di queste due tipologie ha pro e contro. Se vuoi saperne di più, ti consiglio il mio articolo sulla differenza fra telecamere analogiche e IP. 🙂

In alcuni casi, potrebbe essere necessario convertire la tua telecamera da un tipo all’altro. Nello specifico, trasformarla da telecamera analogica a telecamera IP.

Se vuoi scoprire come fare in modo semplice, scorri in basso per leggere la guida! 😉

Come convertire una telecamera analogica in telecamera IP

Materiale per convertire una o più telecamere da analogico a digitale

Come ti accennavo all’inizio, la differenza principale fra le due tipologie sta nel segnale video: analogico nel primo caso, digitale nel secondo.

A seconda della videosorveglianza di cui hai bisogno e dalle dimensioni dell’impianto, non si tratta di una differenza abissale.

Tuttavia, un sistema a IP offre dei vantaggi oggettivi che possono migliorare di molto la sicurezza di casa tua o della tua azienda. Fra questi:

  • possibilità di accedere da remoto alle riprese tramite app;
  • video disponibile in rete immediatamente;
  • qualità medio-alta dell’immagine;
  • presenza di un software di gestione.

Quindi, l’idea migliore sarebbe dotarsi di un sistema IP piuttosto che di un sistema analogico. Il principale difetto però risiede in un costo piuttosto elevato.

Per questa ragione, in certi casi può essere utile convertire il tuo impianto analogico in un impianto IP. Tranquillo, so che sembra un’operazione abbastanza complicata, ma ti assicuro che non sarà così difficile! 🙂

Vediamo insieme quali sono le operazioni da compiere.

Cosa serve per convertire una o più telecamere da analogico a digitale?

Per riuscire nell’impresa di trasformare una telecamera analogica in una telecamera a IP, servono alcuni componenti fondamentali:

In particolare, quest’ultimo è il pezzo fondamentale dell’operazione, la chiave di volta che renderà possibile la trasformazione del segnale da analogico a digitale.

Con l’encoder che ti ho consigliato, in realtà avresti già tutto il necessario per visualizzare le telecamere dal computer, ma scopriamo assieme di più. 😉

Guida alla configurazione di un convertitore di telecamere analogico digitali

Il complesso di operazioni da compiere non presenta grandissime difficoltà, a parte qualche conoscenza tecnica necessaria per entrare nel router.

In ogni caso, ti guiderò passo dopo passo! 🙂

#1 Collega le telecamere al convertitore

Il segnale video di una telecamera analogica è trasportato da un cavo coassiale che va inserito direttamente in un DVR, un classico registratore per le tue riprese analogiche.

Per cominciare la conversione, dovrai inserire il cavo della telecamera in uno delle porte del convertitore di segnale analogico/digitale.

#2 Collega l’encoder alla tua rete locale

Adesso dovrai collegare il convertitore alla rete, tramite il cavo RJ45.

Per prima cosa, inserisci il cavo ethernet nel convertitore. L’altro capo dovrà andare in un ingresso libero del tuo router Wi-Fi o in uno switch se ne possedessi uno.

In questo modo, gli verrà assegnato un indirizzo IP, passo necessario perché rende possibile la configurazione delle telecamere.

#3 Configura il convertitore dall’interfaccia del router

Per configurare la tua telecamera ed il convertitore, ti servirà un computer da cui accedere all’interfaccia web del tuo router.

Dopo aver effettuato l’accesso, dovrai entrare nella lista dei DHCP: vedrai una lista dei dispositivi presenti nella rete. Se necessario, aggiungi l’indirizzo IP del convertitore.

#4 Entra sul software di gestione del sistema di videosorveglianza

Una volta individuato l’ip del tuo convertitore, puoi accedervi tramite un browser dal tuo computer, utilizzando le credenziali che trovi sul manuale delle istruzioni.

Se la telecamera è attiva , dovresti già vedere le telecamere nell’interfaccia del tuo encoder.

Collegando l’encoder ad un NVR sarai anche in grado di registrare su un supporto quale un Hard Disk o un altro drive di memoria il segnale video.

Vantaggi e svantaggi del convertire una telecamera da analogica a IP

Come hai visto, i passaggi per convertire una telecamera analogica in telecamera IP sono molto semplici.

Addirittura, un’operazione di questo tipo potrebbe essere la risposta migliore alla tua necessità di aggiornare l’impianto di videosorveglianza, senza spendere molto.

Ma è davvero così?

Convertire una telecamera da analogica a IP ha certamente diversi vantaggi:

  • ti permette di dare una nuova vita a dei dispositivi ormai datati quali le telecamere analogiche;
  • mantiene bassi i costi di un aggiornamento del tuo sistema di videosorveglianza, pur migliorandolo sotto molti aspetti, come il collegamento alla rete e la possibilità di gestire da remoto l’attività delle telecamere.

Di riflesso, però, comporta anche degli svantaggi di cui dovrai tenere conto se decidi di convertire il tuo sistema analogico in digitale:

  • il costo dei convertitori potrebbe essere troppo alto per giustificarne la spesa, soprattutto in piccoli sistemi;
  • la risoluzione delle telecamere analogiche comunque rimane di 960×576 pixel e non arriva al Full HD, al 2K o al 4K delle telecamere a IP;
  • non avrai comunque a disposizione alcune delle funzioni più utili di un sistema a IP, come il sensore di movimento.

Ovviamente, il peso di ogni singolo pro e ogni singolo contro dipende dall’uso che farai del tuo impianto di videosorveglianza.

Insomma, non si tratta di difetti assoluti ma di fattori che dovrai valutare caso per caso! 😉

Conviene convertire un sistema analogico in un sistema IP?

Abbiamo visto insieme come effettuare la conversione e quali sono i vantaggi e gli svantaggi, e questa è forse la domanda fondamentale.

La risposta che ti darò è che dipende. 🙂

Se, per esempio, hai un impianto di videosorveglianza aziendale con molte telecamere analogiche, allora probabilmente è meglio convertirlo.

Il costo di un totale cambiamento sarebbe molto alto, e dovresti comunque occuparti del cablaggio della rete, che porta via risorse e tempo.

Al contrario, se per esempio hai un piccolo sistema analogico per casa tua, allora la scelta migliore potrebbe essere quella di cambiare direttamente le telecamere.

Ci sarà comunque una spesa da affrontare, ma in questo caso i vantaggi immediati e sul lungo termine superano di gran lunga gli svantaggi.

In pratica, dipende molto dall’uso che ne farai e dalle tue disponibilità! 🙂

Conclusioni

Come hai visto, convertire una telecamera analogica in telecamera IP non è un’operazione impossibile né troppo complessa.

Al di là della semplicità, sarà più importante comprendere se e quando trasformare il tuo impianto analogico in un impianto digitale.

Se invece sceglierai di dotarti di un impianto IP e vuoi saperne di più, dai pure un’occhiata alla mia guida su come fare un sistema di videosorveglianza! 🙂

Se qualcosa non ti è del tutto chiaro, scrivimi pure nei commenti. Cercherò di aiutarti al meglio delle mie possibilità! 😉

Come convertire una telecamera analogica in telecamera IP Matteo Zigliani

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Cos’è un indirizzo IP dinamico? https://www.robadainformatici.it/indirizzo-ip-dinamico/ https://www.robadainformatici.it/indirizzo-ip-dinamico/#respond Thu, 06 Sep 2018 09:14:57 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10679 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Un indirizzo IP dinamico è una sequenza numerica che identifica in maniera univoca un dispositivo, quando è connesso a una rete informatica. Di solito, si tratta di quattro cifre separate da punti: le cifre possono assumere valori compresi fra 0 e 255, come ad esempio 10.5.2.1. Un indirizzo IP è dinamico quando assegnato al dispositivo a […]

Cos’è un indirizzo IP dinamico? Matteo Zigliani

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Un indirizzo IP dinamico è una sequenza numerica che identifica in maniera univoca un dispositivo, quando è connesso a una rete informatica.

Di solito, si tratta di quattro cifre separate da punti: le cifre possono assumere valori compresi fra 0 e 255, come ad esempio 10.5.2.1.

Un indirizzo IP è dinamico quando assegnato al dispositivo a partire da un range di indirizzi disponibili. Andando più in particolare, ad assegnare un indirizzo IP è il DHCP, ovvero il Dynamic Host Configuration Protocol, nelle reti più semplici è lo stesso router.

Si tratta del Protocollo di Configurazione IP Dinamica, un Internet Protocol che permette ai dispositivi connessi a una rete di ricevere automaticamente un indirizzo IP.

Dal momento che il DHCP assegna un indirizzo IP in automatico a ogni connessione, può succedere che l’IP cambi ogni volta che il dispositivo effettua una connessione alla rete. Da qui la definizione di ‘dinamico’. 🙂

Come ti dicevo all’inizio, un indirizzo IP si presenta solitamente nella forma X.X.X.X. Quando entri nell’interfaccia di gestione del tuo router, per esempio, dovrai digitare un indirizzo IP del tipo 192.168.0.1 nella barra del browser.

Con quel semplice passaggio stai cercando di ‘comunicare’ con il tuo router, raggingendolo a un indirizzo che si compone di due parti:

  • la prima identifica la rete locale;
  • la seconda identifica l’host di rete.

Ciò che avviene per le reti informatiche locali, succede per certi versi anche quando un dispositivo si connette a Internet.

Nel caso di Internet, però, l’indirizzo IP è assegnato in maniera dinamica a partire da un insieme di indirizzi resi disponibili dagli ISP, o Internet Service Provider.

Si tratta di indirizzi IP pubblici, noti e potenzialmente raggiungibili da qualsiasi parte nel mondo. A seconda dei casi, gli indirizzi pubblici possono anche essere indirizzi IP statici.

Di solito non c’è alcuna differenza in stabilità, velocità e affidabilità della connessione a Internet fra i due tipo di indirizzo IP. Al massimo, un IP statico è utile soprattutto se stai pensando di dotarti di un sistema di videosorveglianza IP.

Cos’è un indirizzo IP dinamico? Matteo Zigliani

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Cos’è un indirizzo IP statico? https://www.robadainformatici.it/indirizzo-ip-statico/ https://www.robadainformatici.it/indirizzo-ip-statico/#respond Thu, 06 Sep 2018 09:14:55 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10677 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

L’indirizzo IP statico è un’etichetta numerica il cui scopo è identificare un dispositivo connesso a una rete informatica, in modo univoco. In generale, un indirizzo IP è composto da quattro cifre separate da punti, che possono andare da 0 a 255. Per esempio, 192.168.1.1 è un classico IP, in particolare per quanto riguarda una rete […]

Cos’è un indirizzo IP statico? Matteo Zigliani

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Cos'è un indirizzo IP statico?

L’indirizzo IP statico è un’etichetta numerica il cui scopo è identificare un dispositivo connesso a una rete informatica, in modo univoco.

In generale, un indirizzo IP è composto da quattro cifre separate da punti, che possono andare da 0 a 255. Per esempio, 192.168.1.1 è un classico IP, in particolare per quanto riguarda una rete privata.

Rispetto a un indirizzo IP dinamico, un IP statico ha poche ma sostanziali differenze. Ecco quali sono:

  • non viene assegnato da un server DHCP;
  • può essere configurato sul singolo dispositivo;
  • rimane costante nel tempo, e non si modifica al riavvio del device a cui è assegnato.

Un IP statico è utile per identificare in modo inequivocabile dispositivi quali server, stampanti di rete e altri device semi-permanenti. Ma può essere utilizzato anche per dispositivi di rete che non sono permanenti.

Da una parte, assegnare un IP statico può avere molti vantaggi, se per esempio hai il bisogno di conoscere l’esatto indirizzo IP di un tuo dispositivo. Tuttavia, dall’altra riduce la sicurezza, rendendo il tuo device più soggetto ad attacchi informatici.

Come ti accennavo prima, puoi configurare l’indirizzo IP statico direttamente sul tuo computer o dispositivo. Tuttavia, potrai anche assegnarlo tramite il DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol), cioè tramite il router.

Un IP statico è necessario quando hai a che fare con gli impianti di videosorveglianza, perché potrai tenere sotto controllo il feed video tramite Internet.

Se ti interessa saperne di più su questo argomento, leggi pure la mia guida su come fare un sistema di videosorveglianza IP! 😉

Cos’è un indirizzo IP statico? Matteo Zigliani

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EVGA SuperNova G3 – Recensione completa https://www.robadainformatici.it/evga-supernova-g3-recensione/ https://www.robadainformatici.it/evga-supernova-g3-recensione/#respond Sat, 01 Sep 2018 05:30:52 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10659 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

L’alimentatore del PC fisso è uno dei componenti fondamentali. È praticamente il motore che consente a tutte le parti di un computer di funzionare in modo corretto e costante, evitando problemi e malfunzionamenti! 🙂 Tuttavia, gli alimentatori non sono tutti uguali, e non varia soltanto il costo. Le differenze riguardano la potenza, l’affidabilità e soprattutto […]

EVGA SuperNova G3 – Recensione completa Matteo Zigliani

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L’alimentatore del PC fisso è uno dei componenti fondamentali.

È praticamente il motore che consente a tutte le parti di un computer di funzionare in modo corretto e costante, evitando problemi e malfunzionamenti! 🙂

Tuttavia, gli alimentatori non sono tutti uguali, e non varia soltanto il costo. Le differenze riguardano la potenza, l’affidabilità e soprattutto l’efficienza.

Per questa ragione, oggi voglio parlarti di uno dei migliori alimentatori per PC fisso disponibili: la serie EVGA SuperNova G3.

Scorri in basso per leggere pro e contro di queste unità!

EVGA SuperNova G3 - Recensione completa

Pro:

  • Efficienza e affidabilità ai massimi di gamma
  • Performance eccellenti
  • Ottimo rapporto qualità/prezzo
  • Compatibili con tutti i case

Contro:

  • Rumorosità a carichi elevati

EVGA SuperNova G3 – Recensione di un alimentatore top di gamma

I SuperNova G3 sono i diretti successori degli ottimi EVGA SuperNova G2, ma i due alimentatori condividono soltanto poche caratteristiche. Se vuoi saperne di più, qui sul sito puoi trovare la recensione dei SuperNova G2! 😉

EVGA ha basato questa serie sulla nuova piattaforma Leadex di Super Flower, vale a dire uno dei produttori di PSU a cui EVGA si rivolge.

Ma il cambiamento che ti risalterà subito all’occhio è la dimensione dell’alimentatore: i SuperNova G3 sono sensibilmente più compatti dei loro fratelli maggiori.

Insomma, dalla presentazione, e dalla nota cura di EVGA per l’affidabilità dei suoi prodotti, di certo non posso non aspettarmi una serie di PSU top di gamma.

Sarà l’impressione giusta? Seguimi nella recensione per scoprirlo! 🙂

Intanto, se vuoi a questo link puoi dare un’occhiata su Amazon alla gamma completa di alimentatori EVGA SuperNova G3!

EVGA SuperNova G3: design e principali funzionalità

Gli EVGA SuperNova G3 si presentano nelle medesime capacità dei predecessori:

  • 550 W;
  • 650 W;
  • 750 W;
  • 850 W;
  • 1000 W.

Della serie G2 sono usciti anche due alimentatori da 1300 W e 1600 W quindi suppongo che, prima o poi, EVGA ci penserà anche per la serie G3.

Ma anche così il tuo PC da gaming funzionerà alla grande! 😉

Come ti dicevo poco sopra, fra SuperNova G2 e G3 noterai sin da subito una differenza riguardante le dimensioni.

I G2 sono alimentatori che occupano un certo spazio: sono mediamente più lunghi delle normali PSU compatibili con i classici case ATX.

Al contrario, i SuperNova G3 hanno un ingombro molto più compatto – sono lunghi soltanto 15 cm – e sono perciò compatibili con la stragrande maggioranza dei case.

In pratica, non dovrai preoccuparti della compatibilità fra PSU e case! 😉

EVGA SuperNova G3 550 W - scatola e alimentatore

Anche il diametro della ventola è inferiore rispetto alla serie precedente, dal momento che è di soli 130 mm rispetto ai 140 mm dei G2.

Ma non solo: varia anche la tecnologia di raffreddamento. La nuova ventola ha un cuscinetto che funziona con tecnologia HDB, ovvero hydraulic dynamic bearing, ed è animato dalla funzionalità ECO control fan.

Si tratta di una modalità semi-passiva che permette alla ventola di girare soltanto se viene superata una certa temperatura di esercizio. Fattore utile perché ti permetterà di evitare il rumore dell’alimentatore, ma anche di diminuire i consumi totali! 🙂

Dotazione e principali accessori

Come avviene per i SuperNova G2, anche i SuperNova G3 sono alimentatori totalmente modulari. In pratica, non ci saranno dei cavi fissati al corpo dell’unità, ma andrai a fissare quelli che ti servono per le tue esigenze.

La soluzione adottata da EVGA è in linea con le sue scelte sui modelli passati, ma non solo.

La scelta di una struttura del tutto modulare si adatta in modo perfetto anche alle ridotte dimensioni dell’alimentatore.

I cavi che vengono forniti da EVGA all’interno della scatola sono questi:

  • 1 cavo da 24 pin per l’alimentazione della scheda madre;
  • 1 cavo da 4+4 pin per alimentare la CPU;
  • 4 cavi PCI-E da 6+2 pin, per alimentare eventuali GPU;
  • 4 cavi SATA;
  • 1 cavo Molex da 4 pin;
  • 1 adattatore da Molex 4 pin a FDD, per l’eventuale lettore di floppy disk.

Come vedi, la dotazione è completa così come mi è sembrato tutto sommato completo il resto degli elementi a corredo dell’unità. Eccoli:

  • cavo per l’alimentazione;
  • viti per il montaggio;
  • fascette per raccogliere i cavi;
  • un manuale utente.

Andiamo adesso a vedere insieme le prestazioni di questa nuova serie di alimentatori proposta da EVGA!

EVGA SuperNova G3 750 W - griglia dei cavi modulari

EVGA SuperNova G3: specifiche e prestazioni

Gli EVGA SuperNova G3 risultano essere degli alimentatori che arrivano al top di gamma per performance, efficienza e affidabilità.

Le prestazioni sono spesso, soprattutto a bassi carichi, simili a quelle dei SuperNova G2. Tuttavia, il fatto che EVGA sia riuscita a ridurre le dimensioni dell’alimentatore pur aumentandone la resa ha del miracoloso.

La serie SuperNova G3 è perfettamente in grado di gestire qualsiasi carico, che può andare dal PC assemblato per lavori di grafica al computer per l’hardcore gaming. 🙂

Per esempio, il G3 da 550 W o anche quello da 650 W saranno perfetti per sistemi di media potenza. Ci andrei però piano a usare AMD CrossFire o nVidia Sli.

Già con i due modelli successivi potrai gestire quasi tutti gli utilizzi di un computer di fascia medio-alta. L’ultimo modello attualmente disponibile, quello da 1000 W, è l’unità per il sistema desktop più esigente.

EVGA SuperNova G3 850 W - frontale alimentatore

Efficienza e affidabilità: qualità di EVGA

Come anche per i G2, anche i nuovi SuperNova G3 sono certificati con ECOVA Plus 80 Gold. Si tratta di un riconoscimento che attesta l’efficienza dell’alimentatore a un valore non inferiore al 90% sui 115v e al 92% sui 220v.

Questa percentuale indica il rapporto che esiste fra la potenza erogata da una macchina termina e la potenza assorbita.

Nessuna macchina ha una resa al 100%, perché parte dell’energia si perde sempre, per esempio sotto forma di calore.

Tuttavia, arrivare a gradi di efficienza molto vicini al 90% è indice di un’ottima qualità costruttiva e ottime prestazioni.

Nonostante questo, ti consiglio comunque di comprare un alimentatore che sia leggermente più potente rispetto alla potenza necessitata dal PC. 🙂

EVGA SuperNova G3 1000 W

Unico vero punto a sfavore dei SuperNova G3 di EVGA è forse la rumorosità, assente a bassi carichi ma quasi fastidiosa sotto carichi elevati.

L’ottima efficienza, in ogni caso, potrebbe permettere anche un profilo più rilassato della ventola, senza nemmeno intaccare la sicurezza dell’alimentatore.

A questo proposito, EVGA ha dotato i modelli da 750 W, 850 W e 1000 W di ben 10 anni di garanzia (7 anni per gli altri due modelli). È un grande attestato della fiducia riposta da EVGA nelle sue macchine.

Completo anche il set di protezioni:

  • OVP: over voltage protection
  • UVP: under voltage protection
  • OCP: over current protection
  • OPP: over power protection
  • SCP: short circuit protection

Da questa cura nel rendere completo un prodotto già straordinario, emerge il valore di quanto EVGA crede nei suoi SuperNova.

EVGA SuperNova G3 750 W
401 Recensioni

Conclusioni

EVGA ha aggiornato la serie di punta precedente, migliorando le prestazioni complessive ma riducendo anche le dimensioni a un formato compatibile con tutti i case.

I SuperNova G3 mi hanno convinto proprio perché rappresentano il meglio per quanto riguarda gli alimentatori per PC consumer.

La certificazione 80 Plus Gold, il nuovo sistema di raffreddamento e la piattaforma Leadex, sono i fattori principali per i quali scegliere le PSU della serie G3 rispetto ad altre.

In pratica, EVGA ha introdotto nel mercato un nuovo top di gamma, con un rapporto qualità/prezzo eccellente e una qualità costruttiva da manuale.

Se vuoi confrontare i SuperNova G3 con altri alimentatori, leggi pure la mia guida ai migliori alimentatori per PC!

EVGA SuperNova G3 – Recensione completa Matteo Zigliani

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Una telecamera IP è il tipo più diffuso di videocamera per un impianto di sorveglianza sia interno sia esterno. A differenza di una telecamera analogica, questa tipologia genera un segnale digitale che può essere subito immesso in rete e quindi registrato da un NVR. Esistono tantissimi tipi di telecamere IP, che coprono praticamente tutti gli […]

Cos’è una telecamera IP? Matteo Zigliani

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Cos'è una telecamera IP?

Una telecamera IP è il tipo più diffuso di videocamera per un impianto di sorveglianza sia interno sia esterno.

A differenza di una telecamera analogica, questa tipologia genera un segnale digitale che può essere subito immesso in rete e quindi registrato da un NVR.

Esistono tantissimi tipi di telecamere IP, che coprono praticamente tutti gli usi domestici e aziendali. Per esempio, qui sul sito ho recensito diversi modelli, fra cui la D-Link DCS-932L e la Yi Dome di Xiaomi, entrambi prodotti molti validi! 🙂

Pur con le dovute differenze dovute agli usi e alla fascia di prezzo, le telecamere IP condividono una discreta serie di vantaggi:

  • non hanno limiti di risoluzione: oggi arrivano facilmente al 4K;
  • sono spesso dotate della tecnologia PoE: in pratica, non hanno bisogno di un cavo di alimentazione perché ricevono l’energia elettrica direttamente dal cavo di rete;
  • consentono la crittografia, aumentando quindi la sicurezza del sistema;
  • consentono una maggiore flessibilità se vorrai aggiungere una o più telecamere al tuo sistema di videosorveglianza in seguito.

Addirittura, potrai collegare alcuni modelli tramite rete wireless. In questo modo, sarà necessario soltanto il cavo di alimentazione, con dei vantaggi logistici non da poco! 😉

Tuttavia, le telecamere IP non sono esenti da difetti. Per esempio, a differenza delle telecamere analogiche costano mediamente di più. Si tratta di una variabile da considerare attentamente quando devi acquistarne diverse.

In aggiunta, il montaggio richiede delle competenze tecniche, soprattutto se dovrai effettuare il cablaggio della rete e la configurazione delle telecamere.

Nonostante queste pecche dovute alla loro tecnologia costruttiva, le telecamere IP riescono ad assicurare dei video già digitalizzati di qualità medio-alta.

Se vuoi saperne di più, dai pure un’occhiata alla mia guida alle migliori telecamere IP e all’articolo su come fare un impianto di videosorveglianza IP! 😉

Cos’è una telecamera IP? Matteo Zigliani

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Una telecamera analogica è, per certi versi, la componente principale di un sistema di videosorveglianza analogico. La tecnologia analogica non rappresenta certo l’avanguardia del settore. Eppure, oggi queste telecamere hanno un mercato più vivo che mai! 🙂 Infatti, nonostante i loro limiti hanno degli innegabili vantaggi, come per esempio il costo decisamente inferiore rispetto alle […]

Cos’è una telecamera analogica? Matteo Zigliani

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Cos'è una telecamera analogica?

Una telecamera analogica è, per certi versi, la componente principale di un sistema di videosorveglianza analogico.

La tecnologia analogica non rappresenta certo l’avanguardia del settore. Eppure, oggi queste telecamere hanno un mercato più vivo che mai! 🙂

Infatti, nonostante i loro limiti hanno degli innegabili vantaggi, come per esempio il costo decisamente inferiore rispetto alle telecamere IP.

Per darti un’idea, ecco quali sono i loro principali punti di forza:

  • riducono i costi complessivi di un impianto di videosorveglianza;
  • sono abbastanza semplici da montare e configurare.

Tuttavia, a questi vantaggi si accompagnano dei difetti che dovrai necessariamente considerare, se vuoi acquistare delle telecamere analogiche:

  • la risoluzione massima è di 960 x 576 pixel;
  • non è detto che ci sia compatibilità fra telecamere di diversi produttori;
  • il cavo assiale trasporta un segnale video only;
  • sono necessari almeno due cavi: uno per il segnale, l’altro per l’alimentazione.

In pratica, un impianto di videosorveglianza analogico è perfetto se non hai bisogno di altissime risoluzioni e vuoi tenerti basso con i costi.

Ricorda che dovrai anche abbinare un registratore DVR, che abbia magari uno slot per Hard Disk o un’uscita per SD card.

Se sei invece curioso di capire cosa distingue questo tipo di telecamere di sorveglianza da quelle a IP, perché non dai un’occhiata all’articolo sulla differenza fra telecamere analogiche e telecamere a IP?

Troverai consigli utili e un confronto passo dopo passo! 😉

Cos’è una telecamera analogica? Matteo Zigliani

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Cos’è un NVR? https://www.robadainformatici.it/cose-un-nvr/ https://www.robadainformatici.it/cose-un-nvr/#respond Fri, 31 Aug 2018 09:32:46 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10683 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Un NVR è un dispositivo comunemente utilizzato per registrare il segnale video delle telecamere IP di un sistema di sorveglianza. Acronimo di Network Video Recorder, la particolarità di un NVR consiste nel fatto che supporta unicamente telecamere IP. In ciò, si differenzia sia dai classici registratori DVR, che supportano soltanto telecamere analogiche, sia da device ibridi. Occupandosi […]

Cos’è un NVR? Matteo Zigliani

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Un NVR è un dispositivo comunemente utilizzato per registrare il segnale video delle telecamere IP di un sistema di sorveglianza.

Acronimo di Network Video Recorder, la particolarità di un NVR consiste nel fatto che supporta unicamente telecamere IP.

In ciò, si differenzia sia dai classici registratori DVR, che supportano soltanto telecamere analogiche, sia da device ibridi.

Occupandosi di telecamere IP, a differenza di quelli ibridi i registratori NVR possono assegnare tutte le risorse alle operazioni di codifica e decodifica dell’IP.

Gli NVR che puoi trovare nei vari store sono tantissimi, e ne esistono di tantissimi tipi. Ovviamente, variano anche le fasce di prezzo.

Nel caso tu volessi scegliere, tuttavia, esistono delle caratteristiche da prendere in considerazione in modo attento:

  • supporto di ONVIF, la tecnologia cioè che rende compatibili telecamere di diversi produttori basate sul protocollo di comunicazione IP;
  • presenza del PoE, ovvero il power over ethernet: in questo modo il tuo NVR potrà alimentare le telecamere tramite il semplice cavo ethernet;
  • supporto a telecamere che abbiano una risoluzione di 2 megapixel o più;
  • numero dei canali, ovvero delle telecamere supportate contemporaneamente;
  • supporto agli standard di compressione H.264 e H.265: nella maggior parte dei casi, però, è necessario soltanto lo standard H.264.

Queste sono le principali caratteristiche che fanno la differenza fra un NVR entry level e un NVR top di gamma. Nelle varie situazioni, tuttavia, dipende davvero dal tipo di sistema di sorveglianza di cui vuoi dotarti. 🙂

Se vuoi saperne di più, visita la mia guida su come fare un impianto di sorveglianza IP! 😉

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Cos’è un DVR? https://www.robadainformatici.it/cose-un-dvr/ https://www.robadainformatici.it/cose-un-dvr/#respond Fri, 31 Aug 2018 09:32:42 +0000 https://www.robadainformatici.it/?p=10681 Roba Da Informatici Roba Da Informatici - Le Migliori Recensioni e Tutorial di Sempre

Un DVR, o Digital Video Recorder, è un dispositivo necessario per registrare i video del tuo sistema di sorveglianza casalingo o aziendale. In particolare, un DVR si distingue da altri device simili come un NVR perché supporta telecamere analogiche. Ora, non farti intimorire dalla definizione del DVR come video registratore analogico. È vero, il termine ‘analogico’ fa […]

Cos’è un DVR? Matteo Zigliani

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Un DVR, o Digital Video Recorder, è un dispositivo necessario per registrare i video del tuo sistema di sorveglianza casalingo o aziendale.

In particolare, un DVR si distingue da altri device simili come un NVR perché supporta telecamere analogiche.

Ora, non farti intimorire dalla definizione del DVR come video registratore analogico.

È vero, il termine ‘analogico’ fa pensare al passato, soprattutto in un mondo digitale come quello in cui viviamo oggi. 🙂

Tuttavia, in primo luogo i DVR sono prima di tutto dei dispositivi digitali in grado di ricevere il segnale delle telecamere analogiche.

In secondo luogo, oggi i DVR hanno caratteristiche ottimali per tutti gli usi, quali:

  • uscite HDMI e non soltanto VGA;
  • risoluzione fino a 2K e anche fino a 4K;
  • possibilità di ospitare un hard disk, come in un NAS, o di esportare i video registrati su SD e microSD, chiavette USB o hard disk esterni.

Il segnale video viene trasportato dalle telecamere analogiche al DVR tramite dei cavi coassiali. Il numero di telecamere supportate dipende dal numero di ingressi.

La maggior parte dei DVR in commercio supporta 4, 8, 16, 32 o 64 telecamere analogiche (talvolta anche 128).

Di norma, i registratori con 4, 8 o anche 16 ingressi sono perfetti per un sistema di sorveglianza domestico.

Al contrario,  DVR con 32, 64 o 128 ingressi sono progettati e destinati per un uso più professionale. E ciò anche dal punto di vista dei costi.

La scelta di un DVR è un passo da affrontare con molta attenzione, quando vuoi dotarti di un sistema di sorveglianza.

Se vuoi saperne di più, dai pure un’occhiata alle guide sulla differenza fra telecamere IP e analogiche e su come fare un sistema di sorveglianza video! 😉

Cos’è un DVR? Matteo Zigliani

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